Sequestri Sidigas: cosa cambia per l’Avellino Calcio? L’avvocato spiega

Avellino calcio, cosa cambia per la società? L'avvocato Gerardo Di Martino fa il punto dopo che il Riesame ha riapplicato i 97 milioni di sequestro a Sidigas.

5' di lettura

In questo nuovo appuntamento, con la rubrica “Il diritto e il rovescio“, l’avvocato Gerardo Di Martino fa il punto sul caso Sidigas. Dopo che il tribunale del Riesame ha riapplicato i sequestri per 97 milioni di euro, accogliendo il ricorso della Procura. E si focalizza sulla questione che interessa tanti tifosi irpini: cosa può cambiare per l’Avellino Calcio. Intanto, questa mattina 9 ottobre, c’è stato un incontro proprio fra il procuratore aggiunto, Vincenzo D’Onofrio, e i commissari giudiziali.

diritto e rovescio con fondo bianco

Sidigas, il tribunale riapplica i sequestri per 97 milioni di euro

dell’avvocato Gerardo Di Martino – Tanto tuonò che piovve. Oppure, una rondine non fa primavera. Ma potremmo anche dire, non è oro tutto quello che luccica. Sta di fatto che, a prescindere dall’adagio che più gradite e dalla saggezza che ha guidato la mano di chi li ha scritti, dopo un buon giro di valzer, siamo nuovamente al punto di partenza: a circa tre mesi di distanza dal primo intervento dell‘Ufficio del pubblico ministero avellinese, i beni sequestrati a De Cesare imprenditore sono nuovamente sotto sequestro e con loro, dunque, le quote, le azioni e le partecipazioni societarie, tutte quelle a lui riconducibili. Tra queste vi sono, manco a dirlo, quelle della Sidigas e, per questa via, dell’Avellino Calcio.

E’ di oggi la notizia che il Tribunale dell’Appello cautelare ha accolto l’impugnazione dell’Accusa ed ha ribaltato il provvedimento di dissequestro (parziale) dei beni, emesso ad agosto dal GIP. Si, avete capito bene, proprio il decreto che aveva permesso a De Cesare di fare mercato e all’Avellino di costruire una buona squadra da far scendere in campo.

Ma la notizia – buona o cattiva dipende dalla lente che utilizzate – non è proprio questa, o meglio, non è solo questa.

Avvocato Gerardo Di Martino

Sidigas, dopo i sequestri ecco cosa cambia

L’ordinanza del Tribunale, come tutte quelle emesse all’esito di questo particolare e rapido rimedio, è immediatamente esecutiva. A differenza delle misure cautelari che puntano alla limitazione della libertà individuale, non si attende l’esito dell’eventuale ricorso per Cassazione ovvero la definitività del provvedimento per inutile decorso del termine ad impugnare. In questi momenti, quindi, la Guardia di Finanza starà eseguendo l’ordine, entrando nuovamente nella sede della Sidigas e, quindi di tutte le collegate, in particolare della società calcistica avellinese.

De Cesare non c’è più. Pardon, non è più alla guida, di fatto, delle società. Al suo posto, gli Amministratori giudiziari designati dalla Procura della Repubblica, i quali ultimi governeranno l’intero complesso delle quote e della azioni, d’ora in avanti, sia delle società capofila che di quelle collegate.

Che significa? Significa che le funzioni attinenti alla proprietà, tutte quelle che discendono dalla proprietà, verranno temporaneamente, in vigenza del sequestro, esercitate dallo Stato, per il tramite degli Amministratori giudiziari, in sostituzione del titolare.

Ciò significa, ancora, che, come accade per qualsivoglia nuovo proprietario, dovranno innanzitutto decidere se decapitare gli organi amministrativi di diritto attualmente in carica (presidente ed amministratore delegato) ovvero lasciarli lì, dove si trovano. Sta di fatto che le decisioni, anche nell’ipotesi più conservativa, non potranno che passare per il placet della nuova “proprietà” giudiziale.

Avellino Calcio: gli scenari possibili

Ne parlavo qualche tempo fa con la redazione di questo web magazine, riprendendo un ulteriore, altrettanto perspicace, detto: non tutti i mali vengono per nuocere!

Ma poi chi dice che è un male?

Conoscendo i meccanismi che governano le procedure di cui discorriamo, gli Amministratori giudiziari, in una situazione come questa, dove i beni personali sono già globalmente gestiti dalla Procedura e le quote/azioni societarie lo diventano oggi; e dove vi è un concordato civile da chiudere ed eseguire con Commissari nominati ai “piani alti” del Tribunale per la gestione del programma di rientro dalle obbligazioni debitorie, non è un male, non è assolutamente un male!

Anzi, volete saperla tutta? E’ proprio un bene! Eh si, gli Amministratori giudiziari, come stabilisce la legge, hanno l’obbligo, perentorio, di non immiserire le società, di non impoverire il patrimonio, di non far decrescere il suo valore.

Anzi, se vogliamo, di razionalizzarlo, ottimizzarlo e, così, renderlo quanto più fruttifero, nell’interesse della proprietà, dei creditori, della collettività.

Hanno, conseguentemente, il dovere di gestire al meglio anche la società Avellino Calcio.

Chi può non pensare che un Avellino che vince è una società che rende?

Se perde il Lupo, perdono i tifosi e perde la Città, certo; ma decresce sopratutto il valore del patrimonio, e dunque “perdono” anche gli Amministratori giudiziari, i quali, per ciò solo, saranno spinti a lavorare, sempre più e sempre meglio, perché la squadra calcistica, in ipotesi, sia tra le migliori. Ma il vero punto, la vera differenza, ulteriormente indiscutibile, sta nella particolare situazione di fatto che si è venuta a creare.

Con tutte le procedure coattive avviate, gli Amministratori giudiziari nominati dall’Ufficio di Procura irpino sono più, e meglio, in condizione di dialogare con i loro colleghi del piano superiore, con i magistrati e con gli ausiliari, per reperire risorse, per agire, per investire in migliorie, anche sulla e per la squadra calcistica.

E’ un nuovo mondo (quello giudiziario) che, vuoi o no, è entrato, oramai, e senza tanti convenevoli, in quello sportivo, un mondo che, per definizione, chiede conto di ciò che è stato fatto e di ciò che si farà. E allora, gli Amministratori potranno, sinergicamente, con i canali e le strade giudiziarie che sono in grado di percorrere, fare più, e tanto più di altri, in una situazione come quella data dove spiegano tutto il loro vigore e si intersecano, in un ingarbugliato groviglio, azioni pre-fallimentari civili e procedimenti cautelari penali. D’altro canto, i segnali positivi che arrivano sono tanti, in questo momento: lo stesso Procuratore Aggiunto di Avellino dott. D’Onofrio, è uno che di calcio se ne intende, e come!

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