Sidigas, inchiesta ai raggi x: milioni, società e quell’elicottero

Sidigas, inchiesta raggi x: calcio e scandone
4' di lettura

Un sequestro da oltre 97 milioni a carico delle società Sidigas Spa e Sidigas.com, di Gianandrea De Cesare, patron dell’Avellino Calcio e della Scandone. Un terremoto giudiziario che investe anche i due club, seguiti da migliaia di tifosi irpini. La Scandone ha visto ridotte all’osso le possibilità di iscriversi in serie B, ora quello che emerge dall’inchiesta della Procura mette a rischio la possibilità di vendere l’Avellino Calcio.

Dalle 32 pagine del decreto di sequestro, firmato dal procuratore aggiunto Vincenzo D’Onofrio e dal sostituto Vincenzo Russo, viene fuori un sistema che avrebbe permesso alle aziende di De Cesare di sottrarsi sistematicamente al versamento delle imposte per cifre milionarie (è indagato solo De Cesare non le sue attività). E all’imprenditore viene contestato anche l’ auto-riciclaggio. Soldi e beni sarebbero stati dirottati altrove, per non pagare Iva e accise, e nel mirino degli inquirenti è finito persino il noleggio di un elicottero. Un mezzo che sarebbe stato preso in affitto da una società riconducibile allo stesso De Cesare.

Per i pm gli importi di Sidigas Spa e Sidigas.com (esposte complessivamente per oltre 95 milioni euro), confluivano nei conti correnti della Enerimpianti Srl, azienda tutta controllata dall’imprenditore napoletano. Così, si legge nel decreto – venivano “svuotati i patrimoni delle società per rendere inefficace la riscossione” da parte degli enti di controllo.

Il patron delle squadre sportive è accusato di non aver versato l’Iva nei tempi previsti dal 2012 al 2017 per un totale di oltre dieci milioni di euro. E come legale rappresentante della Sidigas Spa e della Sidigas Srl, avrebbe compiuto atti fraudolenti per non pagare le imposte sui redditi e sul valore aggiunto per oltre 200mila euro.

Nello specifico con Sidigas Spa, ha ceduto un ramo di azienda a Sidigas.Com, affidando a quest’ultima la riscossione dei pagamenti effettuati dagli utenti del servizio di vendita e gas fra Avellino, Benevento e Caserta. E avrebbe fatto confluire gli importi sul conto corrente proprio di Enerimpianti Srl.

gianandrea de cesare
Gianandrea De Cesare

De Cesare: accusa di autoriclaggio

Gli inquirenti, grazie agli accertamenti della guardia di finanza, hanno ricostruito i movimenti bancari della società. E più volte si sono scontrati con un intricato sistema di aziende e di spostamenti di denaro ritenuti sospetti.

L’accusa di auto-riciclaggio è legata all’ipotesi di un dirottamento di beni in attività imprenditoriali diversificate. E fra queste ci sono proprio la Scandone e l’Avellino Calcio.

Nello specifico 5 milioni e 112mila destinati alla gestione della Felice Scandone, poco più di un milione per la costituzione della società Avellino Calcio S.S.D. E 797mila e per la gestione.

Spicca poi proprio il noleggio di un elicottero dall’azienda Giada Servizi Aerei srl che ha la stessa sede – si legge nel decreto – proprio della Enerimpianti di De Cesare. In sostanza un’ulteriore ipotetica attività di autoriciclaggio trattandosi di noleggio a sé stesso.

Sidigas, inchiesta raggi x: calcio e scandone

Sidigas: come è nata l’indagine

Tutto ha origine da una segnalazione di un giudice del tribunale di Avellino che doveva trattare una esecuzione immobiliare fra Eni e Sidigas Spa. La perizia di un consulente accertava un patrimonio immobiliare e liquido insufficiente a saldare i 12 milioni di euro dovuti da Sidigas a Eni (in realtà – si legge nel documento – oltre 20 milioni di euro tenendo conto degli interessi in mora).

La questione è stata segnalata in Procura. E il pm ha disposto le indagini della guardia di finanza e ha nominato il consulente tecnico, Roberto Marciano, per fare un quadro sulle criticità.

“Il gruppo Sidigas – si legge nel decreto di sequestro – ha scelto, da numerosi anni, di finanziarsi con il sistematico omesso versamento dei debiti tributari periodicamente liquidati e dichiarati dal gruppo stesso e afferenti accertamenti tributari degli uffici o imposte (dirette, indirette e accise)”.

Vincenzo D'Onofrio
Il procuratore aggiunto Vincenzo D’Onofrio

“Volontaria e criminale politica aziendale”

Gli inquirenti parlano poi di una, “volontaria e criminale scelta di politica aziendale… il sistematico omesso versamento dei tributi. Finalizzate a confondere diversi patrimoni societari e a danneggiare i soci e crediti, pubblici e privati, a cui venivano sistematicamente dissimulate”.

Gli accertamenti effettuati il 12 marzo 2019, presso l’agenzia delle entrate di Avellino, hanno permesso di riscontrare alla Sidigas Spa, si legge nel decreto di sequestro, “l’esistenza di debiti erariali, alcuni dei quali non ancora trasmessi al concessionario per la riscossione, per oltre 11 milioni di euro”.

Un secondo accertamento su delega del pm, sempre presso l’agenzia dell’entrate, ha mostrato scrive il magistrato: “Come la Sidigas Spa, avesse 40 cartelle esattoriali pendenti per un debito complessivo di oltre 59 milioni nell’ambito provinciale di Potenza Caserta e Avellino”.

Cifre alle quali vanno aggiunte quelle contenute nella comunicazione dell’Agenzia delle Entrate al 28 maggio 2019 – Per un debito complessivo – teorizzato dalla Procura – di oltre 62 milioni di euro.

Al momento delle verifiche, alla luce della mancata presentazione dei bilanci 2017 e 2018, sui conti correnti risulta un saldo negativo di 100mila euro.

Sidigas: e i controllori?

Un quadro di accuse gravi che, se confermate, innescherebbero decine di domande anche sul ruolo svolto in questi anni dagli organi di controllo nei confronti di Sidigas, società che gestisce un servizio vitale per l’Irpinia e Benevento come la distribuzione del gas naturale. Domande che si è posta anche la Procura che parla di responsabilità dolose o colpose da accertare. Insomma l’inchiesta è solo all’inizio. Mentre il 12 luglio è in programma l’udienza che deciderà sull’istanza di fallimento della Sidigas. I legali vorrebbero ricorrere a un concordato in bianco. Ma con una situazione simile non sarà per nulla facile.

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