La Silicon Valley come la Firenze del Rinascimento

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Da diversi decenni, ma in maniera ancora più pronunciata negli ultimi 15 anni, c’è un pezzo di terra lungo circa 70 chilometri che è la culla di tutte le più grandi trasformazioni che hanno rivoluzionato la nostra società e il nostro modo di vivere.

Un pezzo di terra che è la residenza di migliaia di milionari e miliardari, il che la rende uno dei posti più costosi al mondo.

Un pezzo di terra dove, si dice, prima o poi tutti quelli che vogliono fare qualcosa di grande nella vita devono andare.

È la terra dell’innovazione.

È la terra del futuro che è già diventato passato.

È la terra dove l’impossibile diventa possibile e dove c’è così tanta energia, talento e anche capitali, che si riesce a distruggere e a immaginare di nuovo il mondo ogni cinque o sei mesi.

È la terra che sta dettando, nel bene e nel male, tutti i trend mondiali che da noi arrivano solo qualche anno dopo, anticipando il futuro e progettandolo a sua immagine e somiglianza.

E’ un pezzo di terra di circa 70 chilometri che si trova in America, nel Nord della California, e più precisamente tra San Francisco e San Josè.

E il suo nome è Silicon Valley.

Silicon Valley, le origini

La valley in origine era quella di Santa Clara.

La parola silicon, invece, ossia silicio, si riferiva alla grande concentrazione di fabbriche di semiconduttori e microchip, che hanno come materiale fondamentale proprio il silicio, che costituirono una forte attrazione per il successivo insediamento di aziende di computer, produttori di software e via dicendo.

Da questo nucleo iniziale di aziende e grazie anche alla vicinanza della Stanford University, che fin dalla sua fondazione aveva sempre avuto nel Dna una forte spinta verso l’imprenditorialità e verso la applicazione concreta delle ricerche e dei brevetti dell’università in imprese gestite dagli studenti e dai professori, in pochi anni si creò un ecosistema tecnologico e dell’innovazione come mai prima d’ora nel mondo.

Solo i migliori, in tutti i campi, venivano nella Silicon Valley.

Per studiare a Stanford o a Berkeley, l’altra prestigiosa università situata nelle vicinanze, per creare un’azienda o per fare ricerca.

Per lanciare un progetto innovativo, di qualunque tipo, o per farsi contaminare dall’energia e dall’aria che si respira in Silicon Valley, restare lì 2 o 3 settimane, e tornare a casa rigenerati e carichi di positività.

Lo spirito folle

Ancora oggi, dopo tutto questo tempo, è così.

Certo, forse con la nascita di una moltitudine di colossi tecnologici miliardari si è perso un po’ lo spirito folle e avventuriero degli inizi, i suoi principi, la sua etica.

Ma ancora oggi, dopo tutto questo tempo, la Silicon Valley rimane il posto dove andare per poter cambiare le cose, dove realizzare un’idea folle e fuori dagli schemi, un’idea che in qualunque altra parte del mondo sarebbe rifiutata con una risata o con un sorriso di derisione, e invece lì è presa sul serio, esaminata, valutata e realizzata in un arco di tempo brevissimo.

La Firenze del Rinascimento

Ancora oggi, dopo tutto questo tempo, è il posto al mondo più simile alla Firenze del Rinascimento.

Certo, allora si trattava di arte e di cultura, di architettura e di bellezza, oggi invece di tecnologia, programmazione, freddi numeri su uno schermo.

Ma la mentalità, lo spirito, l’energia che si respirava nella Firenze di Michelangelo e di Leonardo è la stessa che oggi si respira nella Silicon Valley di Facebook e di Google, di Amazon e di Netflix.

Pionieri della storia

Sono cambiati gli strumenti, i linguaggi e i contesti storici, quello che rimane uguale, 600 anni dopo, è l’ambizione smodata di cambiare il mondo e entrare nella Storia.

Di ricercare e di creare la Bellezza, che sia in un quadro, in una volta o in una piattaforma di e-commerce.

Quello che rimane uguale, 600 anni dopo la Firenze di Lorenzo de’ Medici, è quello spirito da pionieri, da sognatori folli con un obiettivo da raggiungere e tanti ostacoli sul cammino che, però, vengono superati e scavalcati d’impeto perché l’ossessione è troppo forte e non si placa mai.

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