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Smart working, si cambia: le regole dal primo settembre

Smart working, si cambia: le regole dal primo settembre, vediamo come funziona.

di The Wam

Agosto 2022

Smart working, si cambia: dal primo settembre si ritorna all’accordo individuale con regole semplificate. Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, ha emanato il decreto. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Il provvedimento sul lavoro agile attua la norma che è contenuta nel decreto Semplificazioni, pubblicato il 19 agosto sulla Gazzetta Ufficiale.

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Nella nuova normativa viene previsto che il datore di lavoro debba comunicare in via telematica al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali i nomi dei lavoratori e la data di inizio e fine del lavoro in smart working.

Su questo stesso argomento puoi leggere un pezzo sullo smart working a rischio per i fragili, un focus su come cambia il lavoro agile e le regole per chi ha la legge 104.

L’attivazione del lavoro agile ha dunque una procedura molto più semplificata, vediamo nel dettaglio cosa prevede il decreto e quali sono le novità più importanti.

Sotto puoi scaricare il testo del decreto ministeriale sullo smart working.

Smart working: procedura semplificata

Come avete letto non c’è più l’obbligo della comunicazione individuale. Basterà una semplice comunicazione, che deve contenere:

La comunicazione deve poi essere inviata al ministero. Burocrazia ridotta a quasi zero, dunque.

Proprio a questo proposito, il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali spiega in una nota:

«È un primo passo con il quale si rendono più semplici gli obblighi di comunicazione relativi al lavoro agile anche alla luce dell’esperienza maturata durante la pandemia e si risponde ad una specifica richiesta fatta dalle parti sociali nel Protocollo nazionale sul lavoro in modalità agile per il settore privato sottoscritto dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalle parti sociali il 7 dicembre 2021».

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Smart working: sperimentazione covid

In pratica, la sperimentazione forzata e su larga scala è stata già attivata durante il periodo della pandemia e quindi ci sono ora tutti i meccanismi necessari per rendere questa modalità di lavoro più immediata da applicare.

Infatti è stato adottato un sistema molto simile a quello che era stato disposto durante l’emergenza covid.

«L’esigenza di semplificazione degli obblighi di comunicazione nasce dalla necessità di rendere strutturale una procedura già ampiamente sperimentata nel periodo emergenziale – ha spiegato lo stesso ministro del Lavoro Andrea Orlando – in considerazione di un sempre maggiore utilizzo di questa modalità di svolgimento del lavoro. In questo modo si snelliscono le procedure per i datori di lavoro e non si aggravano gli uffici ministeriali di adempimenti amministrativi ritenuti non necessari».

E quindi, come abbiamo visto, alle imprese gli obblighi sono assai ridotti: una semplice comunicazione con l’elenco dei dipendenti che hanno firmato un accordo individuale per lavorare in parte in presenza e in parte in smart working.

Smart working: soluzione attesa

Una soluzione che era stata richiesta da tempo, ma che evidentemente aveva bisogno di una spinta, come quella che si è verificata appunto durante la pandemia, per convincere tutti che in fondo il lavoro agile avrebbe potuto alternarsi con quello in presenza senza ridurre di nulla la produttività dei dipendenti.

Sulla questione c’era un forte scetticismo. I risultati registrati durante l’emergenza hanno convinto anche chi aveva qualche dubbio.

Smart working: cosa accade a settembre

Ma come funziona a partire dal primo settembre?

Ebbene, da quella data i lavoratori che non hanno firmato nessun accordo individuale dovranno tornare a lavorare in presenza.

Il ritorno sul posto di lavoro riguarda anche i lavoratori fragili e i genitori di figli che hanno meno di 14 anni. Per queste categorie di dipendenti non è stata disposta l’attesa proroga dello smart working al 100%.

Smart working: chi sono i fragili

Se n’è discusso molto. La questione riguarda in particolare i lavoratori che hanno determinate condizioni di salute.

Ve le ricordiamo:

E inoltre pazienti che presentino tre o più delle seguenti condizioni patologiche:

Smart working: la promessa del ministro

Per queste categorie, il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha dichiarato che non è stato possibile trovare «il necessario consenso» per rinnovare la misura, estendendola oltre la scadenza del 31 luglio.

Ma non tutto è finito. Lo stesso ministro ha assicurato che in fase di conversione proseguirà «nell’azione per individuare le risorse» necessarie per garantire anche a queste categorie di lavoratori la possibilità di continuare a lavorare da casa.

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