Smart working finito per i dipendenti pubblici

Smart working finito per i dipendenti pubblici: si torna tutti in ufficio e davanti agli sportelli il 15 ottobre, ieri la firma di Draghi sul Dpcm. Il rientro in sede è ufficiale, ma nei giorni scorsi era stato annunciato dal ministro Brunetta. Si sta lavorando a un contratto che regoli il lavoro a distanza. Sarà possibile per chi ha figli con meno di tre anni, disabili e chi assiste persone con disabilità.

4' di lettura

Smart working finito per i dipendenti pubblici, si torna a lavorare in ufficio. Presto, molto presto: dal 15 ottobre. È ufficiale dopo che il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha siglato un Decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri.

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Il testo è chiaro e non si presta a equivoci, conferma lo smart warking finito per i dipendenti pubblici. Questo il passaggio del decreto: «La modalità ordinaria di lavoro nelle Pubbliche amministrazione dal 15 ottobre torna a essere in presenza».

In presenza, certo. Ma nel rispetto delle misure di sicurezza che sono state disposte dal governo, a cominciare, è ovvio, dal green pass obbligatorio, per continuare con le distanze interpersonali e le mascherine.

Smart working finito per i dipendenti pubblici: parte la riorganizzazione

Smart working finito per i dipendenti pubblici, la notizia era ufficiosa fino a ieri. Ad anticiparla era stato il ministro Renato Brunetta, che da settimana spinge per il ritorno in ufficio. Aveva dichiarato che in smart working sarebbe rimasto al massimo il 15% dei dipendenti dopo l’approvazione del decreto.

Ma non solo. Con il rientro in sede sarà possibile anche attivare la riorganizzazione degli uffici.

Mentre al vaglio dell’esecutivo c’è anche una riforma che aspira a facilitare la carriera negli uffici pubblici partendo da una base meritocratica, o meglio: di competenze acquisite sul campo. A prescindere dall’età.

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Smart working finito per i dipendenti pubblici: sportelli al pubblico senza prenotazione

Ma cosa comporterà lo smart working finito per i dipendenti pubblici? In particolare per i cittadini.

Un ritorno al periodo pre covid: e quindi riapertura degli sportelli al pubblico, quasi tutti chiusi durante la pandemia, o utilizzabili solo dopo una prenotazione. Disposizioni che erano state adottate per evitare folle e assembramenti.

Ora quella necessità è venuta meno. Gli uffici pubblici possono organizzarsi per gestire eventuali calche esattamente come qualsiasi negozio: oltre una certa capienza si aspetta all’esterno.

Smart working finito per i dipendenti pubblici: contratto per il lavoro a distanza

L’esecutivo è al lavoro comunque per stabilire le norme che dovranno regolarizzare lo smart working. Si darà quindi vita a un vero contratto per il lavoro agile con una serie di disposizioni che ne dovranno garantire – tra l’altro – anche i limiti e l’efficienza.

Un uso saltuario, alternato e solo per determinati servizi, potrebbe restare in vigore, ma di certo non verranno più penalizzati gli utenti proibendo o limitando in modo drastico l’accesso agli sportelli.

Del resto le banche – uffici privati – hanno messo fine da mesi alla necessità di prenotarsi per entrare nelle sedi.

Non si capisce perché dovrebbe continuare il disagio per i cittadini negli uffici pubblici.

Lo smart working negli uffici pubblici potrà essere utilizzato in particolare dai dipendenti che hanno bambini con meno di tre anni, o devono assistere persone disabili, ma anche da dipendenti che hanno delle disabilità.

Smart working finito per i dipendenti pubblici: la bozza del contratto

Circolano le prime bozze sul nuovo contratto per lo smart working negli uffici pubblici.

Sarà di tipo individuale, e verranno concordati con il dipendente:

  • giornate di lavoro a distanza;
  • il luogo dove lavorare (è stata esclusa la possibilità che possa svolgersi al di fuori dei confini nazionali).

Smart working finito per i dipendenti pubblici: le tre fasce

Nella bozza di contratto che dovrà normare il lavoro a distanza per i dipendenti pubblici sono state decise tre fasce:

  • operatività (orario d’ufficio);
  • contattabilità (le ore nelle quali il dipendente dovrà essere reperibile);
  • inoperabilità (quando avrà diritto a disconnettersi).

Un quadro normativo dovrebbe essere assicurato anche per chi lavora nel privato. Stabilendo quando, in che modo e con quali modalità sarà possibile accedere al lavoro a distanza.

Con la fine della pandemia, comunque, sempre più uffici stanno riprendendo a riempirsi di lavoratori. Lo smart working può restare una opzione in determinate circostanza e per alcune funzioni. In qualche caso – si è visto – può avere una sua ovvia utilità.

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