Smart working per i dipendenti pubblici nel contratto

Smart working per i dipendenti pubblici inserito nel contratto: incontro decisivo per il lavoro agile, a casa con gli stessi orari del lavoro in ufficio. Sarà possibile anche fare straordinari pagati e non si perde il diritto ai buoni pasto. In questa settimana definiti anche gli scatti di stipendio e di carriera. Nasce la quarta area, quella dell'alta professionalità.

4' di lettura

Lo smart working per i dipendenti pubblici finisce nel contratto. La novità, peraltro attesa, è stata concordata ieri durante l’incontro tra l’Aran, l’Agenzia governativa che tratta il rinnovo del contratto dei lavoratori pubblici e i sindacati.

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Per i dipendenti pubblici non si parlerà solo di smart working, nel senso di lavoro agile, ma di un vero lavoro domiciliare. In pratica: il dipendente avrà la possibilità di lavorare da casa ma come se stesse in un ufficio.

Il che significa:

  • uguali vincoli di orario;
  • prestazioni analoghe a quelle richieste a chi è in sede.

Smart working per i dipendenti pubblici: straordinari e buoni pasto

E non è tutto. Proprio come per chi si reca invece in ufficio, sarà possibile fare straordinari (pagati) e avere diritto ai buoni pasto.

Ma a una condizione: il dipendente dovrà consentire a ispettori della sua amministrazione di verificare e valutare le condizioni della postazione casalinga di lavoro.

Il motivo? Accertarsi se ci sono rischi per la sicurezza del dipendente, anche per prevenire il pericolo di infortuni.

Questa verifica potrebbe essere fatta più volte nel corso del tempo. Naturalmente le “visite” nell’abitazione-ufficio saranno sempre concordate.

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Smart working per i dipendenti pubblici: tempi strettissimi per l’accordo

Lo smart working per i dipendenti pubblici non è ancora ufficialmente nel contratto, ma l’incontro di ieri rappresenta una tappa fondamentale.

L’obiettivo del governo è quello di chiudere prima il contratto con le Funzioni centrali, che in genere fanno da apripista per tutti gli altri comparti.

I tempi? Strettissimi, entro la fine del mese.

Smart working per i dipendenti pubblici, ma non solo. Siamo alle porte di una piccola (e improrogabile) rivoluzione del lavoro pubblico.

Martedì prossimo infatti saranno illustrate, dal presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, le tabelle con gli aumenti previsti.

Smart working per i dipendenti pubblici: salari accessori e indennità

Prima di martedì ci saranno altri due incontri importanti per la definizione del nuovo contratto:

il primo riguarda la definizione delle risorse per il finanziamento del nuovo ordinamento professionale (con l’inserimento della categoria “alta professionalità”);

il secondo è invece dedicato al tetto da fissare per il salario accessori, per intenderci i premi e le indennità.

Smart working per i dipendenti pubblici: valutazioni meritocratiche

Rispetto alla trasformazione complessiva, lo smart woking per i dipendenti pubblici rappresenta una piccola parte. Ma non trascurabile: la pandemia ha messo in evidenza l’efficacia del lavoro agile, ma era necessaria una regolamentazione contrattuale precisa.

I punti centrali sono altri, e riguardano l’introduzione di valutazioni puramente meritocratiche negli uffici pubblici.

E sul punto ieri sono arrivare delle proposte di modifica rispetto al documento sottoposto dal ministro Brunetta.

Smart working per i dipendenti pubblici: progressioni orizzontali

Le progressioni orizzontali, gli scatti economici e non di carriera, non saranno più basate solo sulle valutazioni dei dirigenti. Sarà prevalente anche il voto dei dipendenti. E questo per evitare di accentrare troppo potere sui dirigenti ed evitare che nel giudizio si introducano criteri che non sono basati solo sul merito ma su valutazioni solo personali.

Le valutazioni dovrebbero essere basate su queste componenti:

  • 50%, voto dei dipendenti;
  • 40% esperienze professionali acquisite;
  • 10% stabilito dalla contrattazione integrativa.

Smart working per i dipendenti pubblici: la quarta area e gli assistenti

È sparita dai radar la valutazione dei titoli di studio o professionali per gli scatti.

Sarà invece attribuito un punteggio bonus del 3% agli impiegati che non hanno avuto nessuno progressione per almeno 6 anni.

Le novità riguardano l’area dei funzionari: saranno infatti create delle posizioni organizzative che saranno assegnate ai dipendenti più qualificati. Avranno anche un aumento dello stipendio.

Una soluzione dello stesso tipo si avrà anche nell’area inferiore degli assistenti. Una scelta che serve forse a compensare gli attuali dipendenti pubblici che potrebbero sentirsi penalizzati dalla nascita della quarta area, quella definita dell’alta professionalità (e del tutto simile ai quadri dirigenti del settore privato). Alta professionalità dove, almeno nella fase iniziale, saranno dislocati gli assunti del Recovery Plan.

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