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Smart working per i fragili, stop a ottobre

Scopri perché il governo non vuole prorogare lo smart working per i fragili dopo la scadenza del 30 settembre.

di The Wam

Settembre 2023

Smart working per i fragili, stop a ottobre: la possibilità di lavorare da remoto scade a fine settembre e il governo è orientato a non prorogare la misura che, ricordiamo, è legata ai pericoli connessi alla diffusione del Covid. Questo però non significa che i lavoratori con fragilità non possano lavorare in modalità agile. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Smart working per i fragili: la proroga di giugno

L’ultima proroga per lo smart working per i lavoratori con determinate patologie è stata inserita nel decreto lavoro. Tre mesi, dal 30 giugno al 30 settembre. Una misura valida sia per il pubblico, sia per il privato (con qualche differenza).

Quella proroga, così come le precedenti, è arrivata all’ultimo momento. Il governo ha tardato la decisione per una questione di costi. Il problema non era per i privati, ma per il pubblico.

Facciamo un esempio: un docente o un infermiere che sceglie di lavorare da casa deve essere sostituito, aumentando quindi la spesa.

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I dubbi del governo

Comunque sia, già a giugno c’erano dubbi sulla conferma del lavoro agile semplificato per i dipendenti con fragilità, ora, a meno di un mese dalla nuova scadenza il governo non sembra avere dubbi: non ci sarà una nuova proroga (a meno di sorprese che al momento non sono all’orizzonte).

A giugno diversi partiti della minoranza avevano proposto di estendere la possibilità di smart working agevolato per i lavoratori fragili fino al 31 dicembre. Ma l’esecutivo ha scelto una strada intermedia: proroga sì, ma solo di tre mesi.

Ha pesato la decisione dell’Organizzazione mondiale della Sanità che ha ufficialmente chiuso l’emergenza sanitaria.

Resta da dire però, che i contagi sono di nuovo aumentati in queste ultime settimane e questo potrebbe essere un argomento che alimenta dei dubbi dell’ultima ora anche in seno alla compagine governativa.

Per ora di quei dubbi non c’è traccia. Ovvero: il governo sembra intenzionato a non riproporre lo smart working per i fragili in versione semplificata.

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Smart working per i fragili: risorse

La proroga dello smart working per i fragili fino a dicembre costerebbe un centinaio di milioni. Rispetto al bilancio complessivo dello Stato si tratta di una cifra quasi irrisoria. Ma è anche vero che il governo sta cercando di tagliare le spese per riuscire a finanziare le due misure che ritiene più importanti:

Il provvedimento riguarda 800.000 persone

Il mancato rinnovo dello smart working per i fragili riguarda 800.000 dipendenti.

Ricordiamo quali erano le categorie di lavoratori che hanno potuto avere accesso a questa tipologia di lavoro:

Lavoro agile per dipendenti con fragilità

Sono i dipendenti pubblici e privati con determinate patologie o condizioni.

Tali condizioni sono definite dal decreto del Ministro della Salute (articolo 17, comma 2, decreto-legge 221/2021).

A chi spetta

Possono accedere al lavoro agile i lavoratori fragili con:

Hanno diritto al lavoro agile anche i pazienti con almeno tre delle seguenti condizioni:

È stato un decreto interministeriale firmato dai dicasteri del Lavoro, della Salute e della Pubblica amministrazione a delineare le patologie che danno accesso allo smart working semplificato. 

Questo decreto è stato emanato all’inizio del 2022, periodo in cui Mario Draghi era ancora a capo del governo. 

Recentemente, sui social media, sono emersi diversi gruppi che contestano i criteri adottati per differenziare i lavoratori fragili da quelli con patologie meno gravi. 

Comunque, lo stop al lavoro agile semplificato non significa la fine dello smart working.

Come funzionerà lo smart working da ottobre

Dal primo ottobre i lavoratori fragili, così come tutti gli altri dipendenti dovranno rinunciare alla “soluzione semplificata”. Per avere diritto al lavoro da remoto dovranno infatti stipulare degli accordi con il dirigente: accordi individuali in linea con quanto prevede il piano organizzativo dell’azienda o della pubblica amministrazione dove operano.

La Legge n. 81 del 22 maggio 2017 ha stabilito un quadro normativo per il “lavoro agile”, offrendo basi legali per la sua applicazione, compreso il settore pubblico. 

Secondo l’articolo 18 di questa legge, il lavoro agile è una modalità di esecuzione del lavoro concordata tra le parti. Questa modalità non ha vincoli rigidi di orario o luogo e può avvalersi di strumenti tecnologici. 

L’attività può essere svolta sia nei locali aziendali che all’esterno, rispettando comunque gli orari di lavoro previsti dalla legge e dai contratti collettivi. L’obiettivo principale è migliorare la competitività e facilitare l’equilibrio tra vita professionale e personale.

Il comma 3 della legge precisa che questa regolamentazione si estende anche ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche.

La Direttiva n. 3 del 2017 ha sancito l’inizio ufficiale del “lavoro agile” nelle Pubbliche Amministrazioni. Questa direttiva fornisce indicazioni su come attuare la Legge n. 124 del 7 agosto 2015, che aveva come obiettivo la riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, introducendo modalità di lavoro più flessibili e in linea con le esigenze dei dipendenti.

L’articolo 14 della Legge n. 124 del 7 agosto 2015 prevedeva che entro tre anni, almeno il 10% dei dipendenti pubblici avesse la possibilità di lavorare in modalità agile, garantendo loro le stesse opportunità di crescita professionale. La legge sottolinea anche l’importanza di valutare queste nuove misure nell’ambito della performance organizzativa e individuale di ciascun ente pubblico.

Smart working nel privato

Nel settore privato, la prassi relativa al lavoro agile facilitato è stata prolungata fino al 31 dicembre per i genitori di bambini con meno di 14 anni

Il Ministero del Lavoro, sotto la guida di Marina Elvira Calderone, sottolinea che «i dipendenti del settore privato, che hanno almeno un figlio di età inferiore ai 14 anni, possono avvalersi del diritto di lavorare in modalità agile. Questo però è subordinato al fatto che nella famiglia non ci sia un altro genitore che beneficia di supporti al reddito e che non ci sia un genitore disoccupato». 

Questa disposizione è valida solo se il lavoro da casa è compatibile con la natura delle attività che il dipendente, in qualità di genitore, è tenuto a svolgere.

Nel settore pubblico, invece, la regolamentazione è attualmente definita dai PIAO, ovvero i Piani integrati di attività e organizzazione di ciascun ente. Questi piani possono o meno includere disposizioni specifiche per i genitori di minori di 14 anni che desiderano lavorare da casa.

Cosa sono e come funzionano i PIAO

Dal primo luglio 2022, il PIAO è divenuto operativo. Questo strumento è stato introdotto tramite l’articolo 6 del decreto legge n. 80/2021, noto anche come “Decreto Reclutamento”

Il PIAO rappresenta un documento integrato di programmazione e governance che prende il posto di numerosi Piani precedentemente obbligatori per le amministrazioni. Tra i piani sostituiti vi sono quelli dedicati alla performance, al lavoro agile (POLA) e all’anticorruzione. 

L’obiettivo primario del PIAO è semplificare i processi amministrativi garantendo, al contempo, una migliore qualità e trasparenza nei servizi offerti al pubblico. 

Con la sua entrata in vigore, è previsto che il PIAO venga approvato annualmente entro il 31 gennaio, successivamente pubblicato sul sito ufficiale dell’ente interessato e trasmesso al Dipartimento della funzione pubblica per la sua pubblicazione su un portale specifico. 

Per quanto riguarda gli enti locali, hanno una scadenza di pubblicazione fissata entro 30 giorni successivi all’approvazione del loro Bilancio di previsione.

Come si attiva lo smart working

Per iniziare lo smart working, lavoratore e datore di lavoro devono stipulare un accordo scritto. Può essere a tempo determinato o indeterminato, con recesso previsto con almeno 30 giorni di preavviso.

Nel 2021, è nato un “Protocollo nazionale sul lavoro in modalità agile” tra le Parti sociali e il Ministro del Lavoro. Questo stabilisce le regole chiave per lo smart working, come:

Il lavoro agile non ha un orario fisso e il lavoratore ha autonomia, purché rispetti gli obiettivi. Non si possono fare straordinari e il lavoratore ha diritto all’assicurazione contro infortuni e malattie, anche lavorando da casa.

Per attivare lo smart working, le aziende devono:

Smart working per i fragili, stop a ottobre
Nella foto, un tavolo e un caffè: rappresenta lo smart working.

FAQ (domande e risposte)

Perché il governo non proroga a settembre lo smart working per i fragili?

Il governo è orientato a non prorogare la possibilità di smart working per i fragili a settembre perché la misura era inizialmente legata ai pericoli connessi alla diffusione del Covid. Una decisione rilevante nella scelta del governo è stata la chiusura ufficiale dell’emergenza Covid da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Sebbene i contagi siano nuovamente in aumento, il governo non sembra, al momento, intenzionato a riproporre lo smart working per i fragili in versione semplificata.

Quanto costa allo Stato la proroga dello smart working?

La proroga dello smart working per i fragili fino a dicembre costerebbe allo Stato un centinaio di milioni. Benché questa cifra possa apparire quasi irrisoria rispetto al bilancio complessivo dello Stato, è importante notare che il governo sta cercando di tagliare le spese per finanziare altre iniziative prioritarie, come il taglio del cuneo fiscale e misure a sostegno della natalità.

Come si potrà accedere da ottobre al lavoro agile nel pubblico e nel privato?

Dal primo ottobre, sia i lavoratori fragili che tutti gli altri dipendenti non potranno più avvalersi della “soluzione semplificata” per lo smart working. Per avere diritto al lavoro da remoto, dovranno stipulare specifici accordi con il dirigente, in linea con quanto prevede il piano organizzativo dell’azienda o della pubblica amministrazione in cui operano.

Per attivare lo smart working: sia nel pubblico che nel privato, lavoratore e datore di lavoro devono stipulare un accordo scritto. Questo può avere una durata determinata o indeterminata, e può essere receduto con almeno 30 giorni di preavviso. Una volta raggiunto l’accordo, le aziende devono comunicare i dettagli al Ministero del Lavoro seguendo le indicazioni del DM 149/2022.

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