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Smart working più semplice per genitori, disabili, caregiver

Smart working più semplice per genitori e disabili: nella bozza del nuovo decreto saranno previste le direttive imposte dalla direttiva Ue.

di The Wam

Maggio 2022

Smart working più semplice per genitori, caregiver e disabili: la normativa è all’interno di una bozza del decreto legislativo che risponde alla direttiva comunitaria numero 1158 del 2019. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Una direttiva – che l’Italia applica con tre anni di ritardo – disposta per garantire un maggiore equilibrio tra la vita lavorativa e quella familiare.

Lo smart working dunque non solo come strumento per arginare una emergenza sanitaria (come quella del covid) ma anche per venire incontro alle esigenze di dipendenti che devono coniugare la professione con la cura dei figli o delle persone con disabilità.

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Una misura che veniva chiesta da tempo. Ora finalmente diventa concreta.

Permessi legge 104: facciamo chiarezza

Smart working: cosa cambia per i genitori?

Cosa cambierà per i genitori? I genitori con figli fino a 12 anni avranno la priorità per le richieste di lavoro agile. Se il figlio è disabile il limite di età di 12 anni viene eliminato.

Cosa cambia rispetto a ora? Molto. Fino a oggi questo diritto viene riconosciuto solo alle madri ed entro la soglia del terzo anno dalla fine del congedo obbligatorio per maternità.

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Il decreto uniforma (con il passaggio a 12 anni) la possibilità di lavoro agile con l’ampliamento dei periodo di fruizione del congedo parentale.

Smart working: cosa cambia per i caregiver

Vediamo come cambia l’accesso allo smart working per i caregiver, i lavoratori che assistono un familiare con disabilità.

Il diritto di priorità per la scelta del lavoro agile si estenderà con il nuovo decreto legislativo anche ai dipendenti che usufruiscono dei permessi retribuiti legge 104 (due ore giornaliere o tre giorni interi al mese).

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Questo significa molto, un cambio di paradigma notevole: viene dunque ampliata la possibilità di accordi per il lavoro agile anche nei confronti dei lavoratori che prestano assistenza a familiari disabili.

Permessi legge 104: li potranno utilizzare più familiari

Un modo – ovvio – per consentire a questi lavoratori di rendere meno pesante il lavoro quando deve essere coniugato con la necessità di accudire un parente con una disabilità riconosciuta.

La questione riguarda anche gli stessi lavoratori con disabilità riconosciuta, per loro – e ci sembra ovvio – ci sarà una analoga priorità nella scelta dello smart working.

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Smart working: caregiver che hanno diritto alla priorità

Per chiarezza vediamo quali sono i caregiver che rientrano in questa disposizione e potranno usufruire del lavoro agile con maggiore semplicità:

Smart working: niente discriminazioni

Il nuovo decreto punta in modo deciso alla tutela dei dipendenti che presentano una domanda per avere la possibilità di svolgere il lavoro da casa. È stato infatti stabilito che tutte le azioni ritorsive o discriminatore adottate nei loro confronti da parte del datore di lavoro sono da considerarsi nulle..

I permessi legge 104 non riducono le ferie

Il decreto accelera dunque alcuni passaggi che erano stati resi evidenti già nel corso dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia. Per molti tipi di attività lavorative non fa alcuna differenza se il dipendente opera da casa o dall’ufficio e se questa scelta può essere d’aiuto per i genitori con figli piccoli (fino a 12 anni), per le persone con disabilità e per i lavoratori che assistono un familiare in condizioni di non autosufficienza, ci sembra davvero un controsenso non legittimarla subito, imponendo anche una serie di regole, norme e tutele. Che garantiscano da una parte il dipendente che si trova in determinate condizioni e il datore di lavoro, al quale deve comunque essere assicurata la prestazione prevista dai contratti nazionali.

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