Se hai soldi in banca ci stai rimettendo

Se hai soldi in banca ci stai rimettendo: aumentano i costi variabili e quelli fissi, ma potrebbe crescere anche quello già salato dei prelievi al bancomat. Tutto questo perché con i tassi sottozero le banche che depositano liquidità in eccesso a Francoforte perdono denaro. Un circolo vizioso e a pagarne le conseguenze sono i correntisti. Grandi e piccoli.

4' di lettura

Se hai soldi in banca ci stai rimettendo. E non poco. Colpa della crisi (lunga), certo, che ha costretto la Bce ad azzerare i tassi di interesse. Una “manovra” utile a far ripartire la circolazione del denaro e dei prestiti con l’obiettivo di dare una spinta alla ripresa e alla crescita di un’economia in grave affanno.

Ma questa scelta ha delle conseguenze. Ricadono sulle banche e poi su chi ha un conto corrente.

Vediamo perché.

Tasso negativo ci rifacciamo sui clienti

Le banche in questo momento hanno liquidità in eccesso che viene depositata nell’Istituto di Francoforte con un tasso di interesse negativo, – 0,5%. Sì avete letto bene, depositano 100 e si ritrovano 95. In questo modo gli istituti di credito perdono soldi, l’unica soluzione – come suggerisce un articolo su La Legge per tutti – è quello di rivalersi sui clienti. E quindi su tutti quelli che hanno soldi in banca, pochi o tanti. Non conta.

Quando costa un conto corrente

Come? Nel modo più semplice, aumentando i costi dei conti correnti. Magari un po’ alla volta. Quasi con discrezione, per rendere più indolore il salasso ai correntisti.

Qui trovi notizie interessanti su fisco e tasse

Lo conferma una indagine della Banca d’Italia. Che però la minimizza in questo modo: «Nel 2019 la spesa per la gestione di un conto corrente è cresciuta di 1,6 euro rispetto all’anno precedente, attestandosi a 88.5 euro: si tratta di una crescita modesta se confrontata con quella dell’anno precedente, allorché la spesa crebbe di 7.5 euro».

Beh, che volete che sia: 1.6 euro in più non sarà un colpo letale per i vostri soldi in banca. Nel corpo del dossier si specifica però che per conti bancari online – ormai molto diffusi – la spesa di gestione è aumentata di 5.9 euro, mentre è leggermente calata per i conti correnti postali (ma l’anno prima avevano avuto un incremento importante).

Tutto qui? Macché. Il diavolo si nasconde dove non si vede. Una volta erano i dettagli, nel caso delle banche sono i costi fissi: canone annuo, bonifici, prelievi allo sportello, assegni.

Quanto costano i prelievi dal bancomat?

Voi sapete quanto pagate per ogni prelievo dal bancomat? La cifra varia da banca a banca. Ma va da un minimo, che è quello della BnL di 0,90 centesimi ai 2.10 euro della Crédit Agricole Italia (che offre però gratis i primi 24 prelievi). Gli istituti di credito italiani più importanti sono tutti sui due euro. Tariffa che se applica a prescindere dai soldi in banca che ritirate.

Se fate questa operazione cinque volte al mese sono 120 euro l’anno solo per ritirare il vostro denaro. Non ci sembra poco.

Prelievi, arriva un altro costo

Un passo indietro e un nuovo costo in arrivo. Bancomat è una società partecipata, ci sono 125 soci, le quote principali sono in mano alle più grandi banche italiane. Spicca la quota di Intesa San Paolo (25%) e subito dopo Unicredit (19%). È stata avanzata l’idea – solo per ora bloccata dall’antitrust – di ribaltare tutti i costi del servizio (altri) sul consumatore. In questo modo, sostengono, si riduce l’utilizzo dei prelievi e di conseguenza dei contanti.

Oggi funziona così: la vostra banca addebita sul conto corrente di chi ritira il denaro la somma che è stata erogata dallo sportello Atm di un’altra banca e accredita l’identica cifra all’altro istituto di credito.

La banca proprietaria dello sportello ottiene dalla banca del correntista il costo di una commissione, che oggi è stato fissato a 50 centesimi da Bancomat.

Quei 50 centesimi dovrebbero presto essere a carico dei consumatori.

Beh, non usate i contanti, direte. Giusto. Peccato che potrebbero aumentare i costi su bonifici e assegni.

Insomma, non se ne esce.

Pagare le tasse in banca, pessimo affare

Ma c’è anche altro. Avete mai pagato in banca Tari, bollo auto o qualsiasi altro tipo di tasse? Se sì lo saprete bene, le commissioni variano tra 1.50 e 3.50.

Ovvero: pagate di più per pagare una tassa con i vostri soldi nella vostra banca.

Ora, queste scelte così penalizzanti per i clienti delle banche potrebbero avere due ragioni, che potrebbero coesistere:

le banche aumentano i costi per arginare le perdite causate dai tassi sotto zero della Bce:

le banche vogliono spingere i correntisti a non far giacere il denaro sui conti ma a investirlo anche per ridurre una liquidità che è enorme (1.745 miliardi di euro), ma non produce nessun utile.

Di certo in questo momento viene penalizzato chi ha soldi in banca (anche pochi).

L’unica speranza è che la Bce, superata la crisi causata dalla pandemia, rialzi i tassi di interesse così da non “costringere” gli istituti di credito a rivalersi sui correntisti.

Gruppo WhatsApp offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su Google | Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie