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Bonus sostegno al reddito (Sar) fino a 1000 euro: per chi?

In questo articolo scopriamo a chi spetta il sostegno al reddito Sar, come funziona e come richiederlo.

Chiara Del Monaco è una linguista e copywriter specializzata in welfare.
Conoscila meglio

7' di lettura

Il Bonus sostegno al reddito Sar è un incentivo poco conosciuto, ma molto utile per alcune categorie di cittadini. Vediamo a chi spetta il sostegno al reddito Sar, come e quando richiederlo (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Negli ultimi anni, sono stati introdotti diversi Bonus come supporto al reddito dei cittadini, ne sono un esempio il Reddito di cittadinanza e l’Assegno Unico per famiglie. A questi poi, nel 2023 si sono aggiunti altri Bonus per chi ha un ISEE basso.

Oggi, invece, ci concentriamo su un Bonus meno conosciuto, ma molto utile: il Bonus sostegno al reddito. In particolare, nei prossimi paragrafi approfondiamo a chi spetta il sostegno al reddito Sar, come funziona e come richiederlo.

Indice

A chi spetta il sostegno al reddito Sar e di che si tratta?

Il Bonus Sar, che indica il sostegno al reddito, è forse uno dei Bonus meno conosciuti ma allo steso tempo più utili per chi ha perso il lavoro. Si tratta di un contributo economico che ha lo scopo di sostenere le persone che avevano un contratto in somministrazione (prima meglio conosciuto come interinale).

La prestazione è riconosciuta dal Forma.Temp, ossia il “Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori in somministrazione”, un fondo introdotto nel 2000 che oggi è disciplinato dall’art. 12 del D.Lgs. 276 del 2003 e successive modificazioni e integrazioni.

Ma come sapere a chi spetta il sostegno al reddito Sar di preciso? Come anticipato, il Bonus è rivolto ai lavoratori con contratto “in somministrazione di lavoro” che hanno perso il lavoro. Ora chiariamo cosa significa.

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Dunque, il contratto in somministrazione prevede un tipo di lavoro occasionale, dove i soggetti interessati sono tre anziché due: il lavoratore, il datore di lavoro e l’agenzia del lavoro che ha il ruolo di “agenzia di somministrazione”. In particolare, è l’agenzia che seleziona un determinato lavoratore per una certa azienda per un periodo di tempo definito.

Questo tipo di contratto è molto vantaggioso per le aziende perché ha un costo minore rispetto all’assunzione a tempo determinato diretta. Ovviamente, all’agenzia che ha “trovato” il lavoratore spetta una commissione dal valore variabile.

Quindi, per ricapitolare, il sostegno al reddito Sar spetta ai lavoratori che sono stati assunti con contratto in somministrazione di lavoro a tempo determinato o indeterminato, anche in apprendistato, e sono stati licenziati.

Ovviamente, per avere diritto al Bonus Sar ci sono dei requisiti da rispettare. Nel prossimo paragrafo vediamo quali sono.

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A chi spetta il sostegno al reddito Sar: requisiti e importo

Nei paragrafi precedenti abbiamo visto brevemente che cos’è e a chi spetta il sostegno al reddito Sar, spiegando che è rivolto ai disoccupati che erano stati assunti con contratto in somministrazione di lavoro.

In particolare, per avere diritto a questo Bonus è necessario rientrare in una di queste tre condizioni:

  1. essere disoccupati da almeno 45 giorni e aver maturato almeno 110 giorni di lavoro (o 440 ore lavorate, in caso di part-time verticale) nell’ultimo anno (12 mesi), a partire dall’ultimo giorno effettivo di lavoro in somministrazione;
  2. essere disoccupati da almeno 45 giorni e aver concluso la procedura in Mancanza di Occasioni di Lavoro (MOL) ai sensi dell’art. 25 CCNL Agenzie per il lavoro;
  3. essere disoccupati da almeno 45 giorni e aver maturato almeno 90 giorni di lavoro (o 360 ore lavorate in caso di part-time verticale) nell’ultimo anno (12 mesi) dall’ultimo giorno effettivo di lavoro in somministrazione.

In base alle categorie di appartenenza cambia l’importo spettanto del sostegno al reddito. Nello specifico, ai lavoratori delle prime due categorie spetta un contributo economico di 1.000 euro lordi, mentre all’ultima categoria di disoccupati è riconosciuto un importo di 780 euro lordi.

Per calcolare le giornate utili per raggiungere i requisiti necessari alla prestazione, bisogna prendere in considerazione le giornate lavorate che compaiono in busta paga, in base alla condizione di miglior favore. Per esempio, se la busta paga di gennaio è composta da 23 giorni retribuiti, 21 giorni lavorati e 26 giorni INPS, si prende in considerazione il valore più alto, quindi i giorni INPS.

Nei prossimi paragrafi vediamo i dettagli per presentare la domanda di sostegno al reddito Sar.

A chi spetta il sostegno al reddito Sar e quando fare domanda?

Finora abbiamo visto a chi spetta il sostegno al reddito Sar, quali sono i requisiti da rispettare per richiederlo e qual è l’importo erogato in base alle categorie di lavoratori in somministrazione. Ma quando è possibile richiedere il contributo economico?

Dunque, una volta che sono passati i 45 giorni di disoccupazione utili per maturare il requisito, il beneficiario deve aspettare altri 60 giorni per fare domanda del Bonus. Da quel momento avrà 68 giorni di tempo per presentare la richiesta, e quindi inviare tutti i dati necessari. In breve, la domanda del Bonus Sar va presentata tra il 106° e il 173° giorno successivo all’ultimo rapporto di lavoro in somministrazione.

Ma attenzione a un dettaglio: se il lavoratore firma un nuovo contratto di lavoro subordinato (da dipendente), anche non in somministrazione, che abbia una durata pari o inferiore a una settimana contributiva, il calcolo dei giorni utili al raggiungimento del requisito dei giorni di disoccupazione è sospeso.

In presenza di eventi sospensivi del rapporto di lavoro (per esempio malattia, maternità, infortunio), conclusi dopo la cessazione dell’ultimo contratto in somministrazione, la data dalla quale decorrono i termini di presentazione delle domande è rappresentata dal giorno in cui termina l’evento sospensivo.

A chi spetta il sostegno al reddito Sar: in foto, un uomo raccoglie le sue cose perché è stato licenziato.

A chi spetta il sostegno al reddito Sar e come fare domanda?

Nel paragrafo precedente abbiamo specificato le tempistiche necessarie per presentare la domanda di sostegno al reddito Sar. Ma come fare domanda e quale documentazione serve?

Innanzitutto, documenti da trasmettere a Forma.Temp per accedere alla prestazione economica sono i seguenti:

  • copia fronte/retro di un documento d’identità;
  • copia del codice fiscale o della tessera sanitaria;
  • una copia delle buste paga a riprova delle giornate lavorate in somministrazione (e tra queste è obbligatoria anche quella di cessazione);
  • estratto conto previdenziale emesso dall’Inps dal 106° giorno dalla cessazione del rapporto di lavoro e attestante i 45 giorni di disoccupazione;
  • eventuali certificati di malattia, infortunio o maternità ove necessari ai fini dell’attestazione dei requisiti;
  • documento emesso da una banca o ufficio postale, che indichi le coordinate IBAN e l’intestazione del conto a chi fa domanda (ma in ipotesi di bonifico domiciliato, non è obbligatorio presentarlo);
  • in caso di dimissioni volontarie per giusta causa: documentazione rilasciata dall’INPS attestante il riconoscimento della NASPI.

Tutti questi dati sono richiesti dal sito Forma.Temp per compilare il modulo di domanda online. Per farlo, però, bisogna prima registrarsi al sito Forma.Tempo e accedere con le proprie credenziali. A quel punto, è possibile compilare il modulo e poi stamparlo. Una volta stampato e firmato con firma autografa del richiedente. Poi, bisogna scansionare il modulo firmato e caricarlo su FTWeb.

Tuttavia, chi non ha molta dimestichezza con gli strumenti telematici, può affidarsi al servizio offerto dagli sportelli sindacali locali (Felsa Cisl, Nidil Cgil, UilTemp).

In alternativa, ci si può rivolgere a CAF o patronati convenzionati.

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