Spaccio di droga ad Avellino: l’inchiesta si allarga

Spaccio di droga ad Avellino: l'inchiesta si allarga
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L’indagine anti-droga della Squadra Mobile di Avellino non si ferma. Dalle 992 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare emerge la fotografia di un tipo di spaccio molto diffuso in città, che non si esaurisce all’attività delle cinque persone arrestate ieri. Fra cui spicca una candidata alle amministrative che, oggi, ha deciso di rinunciare alla candidatura.

Avellino, uno spaccio al dettaglio

L’inchiesta della Squadra Mobile, guidata da Michele Salemme, conferma come ad Avellino lo spaccio di droga non sia ad appannaggio di una organizzazione criminale strutturata, bensì piccoli gruppi che organizzano il proprio giro e i propri clienti. Acquirenti che, oltre a consumare lo stupefacente, poi lo rivendono e danno vita ad altre cerchie di consumatori e spacciatori al dettaglio. (Qui un focus sull’attività di intercettazione)

Nelle carte dell’indagine, oltre agli acquirenti ascoltati, spuntano infatti nominativi già noti agli uffici della Questura per reati legati al mondo degli stupefacenti. Persone che, verosimilmente, dopo sequestri o indagini hanno continuato a spacciare.

La droga, come è ormai noto, arriva spesso dal napoletano. Grazie a figure che fanno da collegamento fra l’ambiente partenopeo e la provincia di Avellino.

Quel blitz a Calvizzano

Un episodio per tutti. Marzo 2017. Gli agenti della squadra antidroga della Questura, guidati dall’ispettore superiore Roberto De Fazio, seguono il 22enne arrestato ieri. Il ragazzo ha un appuntamento con uomo di Calvizzano. I poliziotti hanno iniziato a intercettare le sue telefonate da un po’. Da quando, a settembre del 2016, gli hanno trovato piccoli quantitativi di marijuana in casa, un bilancino e soprattutto degli appunti scritti a mano con nomi e cifre.

E quella telefonata non li lascia indifferenti. Nonostante il linguaggio criptico gli investigatori non hanno dubbi: quei due stanno parlando di droga.

Il ragazzo sale sul furgone del napoletano per poi scendere poco dopo. Addosso ha appena un grammo di hashish. Bottino magro. Ma il bello, per gli investigatori, arriva quando perquisiscono la casa del napoletano. Nell’abitazione di Calvizzano vengono sequestrati ben 199 panetti e 10 stecche di hashish, oltre a cinquantamila euro in contanti e un bilancino elettronico. Elementi che hanno portato all’arresto dell’uomo. E fatto presupporre l’esistenza di uno spaccio più vasto, destinato alla città di Avellino.

O anche all’hinterland. Dove – in passato – sono stati sorprese a spacciare alcune delle persone ascoltate dai poliziotti nel corso dell’indagine. Quei profili sui quali ora l’attenzione degli investigatori potrebbe focalizzarsi ancora.

L’inchiesta anti-droga continua

Sono infatti decine gli appostamenti degli investigatori citati dal gip, Marcello Rotondi, nella sua ordinanza. Elementi che, uniti alle intercettazioni, hanno permesso di individuare con esattezza i luoghi dove avvengono le cessioni di stupefacenti. Soprattutto locali, molto affollati. Un quadro investigativo che promette di allargarsi ancora. Nonostante la reticenza di molti testimoni ascoltati finiti in un’indagine parallela per favoreggiamento. Hanno preferito il silenzio, e presto potrebbero doverne renderne conto a un giudice.

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