Spaccio di droga ad Avellino: la candidata risponde al giudice

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Entrambi hanno deciso di rispondere alle domande del gip, Marcello Rotondi. Sia la 39enne, Rita Coluccino (difesa dall’avvocatessa Samuele Scardino), che il 48enne, Luigi Pescatore (difeso dall’avvocato Nello Pizza), fra le cinque persone arrestate la scorsa settimana dalla Squadra Mobile della Questura avellinese, guidata da Michele Salemme, dopo oltre un anno di indagine affidata alla sezione antidroga, diretta dall’ispettore superiore Roberto De Fazio.

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Gli indagati rispondono al gip

La 39enne, che ha deciso di rinunciare alla candidatura, ha risposto a tutte le domande del giudice. E fatto chiarezza sulle accuse che la riguardavano e che si incrociavano con la pizzeria gestita dal compagno. Quello stesso locale intorno al quale – secondo l’inchiesta affidata al pm, Luigi Iglio – si è sviluppato per oltre un anno un’attività di spaccio che ha finito per coinvolgere una sessantina di persone. I presunti acquirenti. Molti dei quali – ascoltati nell’indagine – hanno deciso di “vuotare il sacco” e dire da chi e come acquistavano la droga.

E di quella pizzeria, dove ha lavorato più di un anno, ha parlato anche Pescatore. L’indagato ha respinto tutte le accuse che lo vorrebbero “complice” in alcune cessioni di stupefacenti, aggiungendo che delle altre quattro persone arrestate lui conosceva solo il titolare della pizzeria e la moglie. Degli altri finiti in manette non sapeva nulla così come dello spaccio di droga. Sia Pescatore che Coluccino sono entrambi incensurati. Venerdì scorso anche il titolare della pizzeria, come oggi ha fatto la compagna, aveva deciso di rispondere al gip, mentre gli altri due indagati avevano scelto di restare in silenzio.

Gli arresti saranno impugnati al Riesame

I due indagati, pur rispondendo alle domande del magistrato, non hanno introdotto elementi nuovi rispetto a quelli finora emersi durante l’inchiesta e, proprio per questo, i loro difensori hanno deciso di non chiedere la revoca o l’attenuazione della misura cautelare, firmata dallo stesso giudice che oggi li ha interrogati. Adesso le difese, con tutti gli atti a disposizione, lavoreranno per preparare i ricorsi da discutere davanti ai giudici del Riesame. Dove gli avvocati (Gaetano Aufiero, Gerardo Santamaria, Loredana De Risi, Carmine Danna, Samuela Scardino e Nello Pizza) – probabilmente discutendo anche della mancata attualità delle esigenze cautelari – proveranno a far revocare gli arresti o, comunque, a sostituirli con misure meno afflittive.

Un’impresa non semplice. Soprattutto a causa di quelle decine di
intercettazioni raccolte in una ordinanza da 992 pagine con cui il gip, ritenendo granitico il castello di accuse raccolte dagli uomini della sezione antidroga degli uffici di via Palatucci, ha motivato i cinque arresti (tre in carcere e due ai domiciliari). Mentre l’
inchiesta potrebbe allargarsi ancora.

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