Sparatoria a Montoro, 16enne ferita: c’è un altro indagato

Sparatoria a Montoro, 16enne ferita: c'è un altro indagato
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Sono due gli indagati nell’inchiesta sul tentato omicidio di una 16enne, ferita alla scapola con un colpo di pistola la sera del 30 aprile, nella frazione Sant’Eustachio a Montoro. In manette è finito un 52enne del comune della Valle dell’Irno accusato di tentato omicidio, porto abusivo di arma da fuoco e danneggiamento in concorso con il figlio 21enne: i due avrebbero distrutto i vetri di una Fiat Punto e una Alfa Romeo parcheggiate a ridosso dei luoghi degli spari.

I fatti. La chiamata ai carabinieri è scattata intorno alle 23 del 30 aprile. I militari sono intervenuti in via Nicola Pepe, nella frazione di Sant’Eustachio. La 16enne ferita è stata trasportata in codice rosso al Moscati, dove i medici hanno estratto il proiettile con cui era stata ferita nella zona posteriore della spalla destra. I carabinieri del Reparto Operativo del Nucleo Investigativo di Avellino hanno recuperato cinque bossoli e una ogiva in piombo, oltre a un lungo bastone di legno che sarebbe stato utilizzato per danneggiare proprio l’Alfa Romeo e una Fiat Punto.

Auto distrutte poi i colpi di pistola

Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, il 52enne, zio del fidanzato della 16enne, aveva avuto già altri litigi con alcuni familiari della ragazza. E proprio dei futili motivi avrebbero animato quella spedizione in via Nicola Pepe. Dove i due indagati, uno dei due armato di bastone, avrebbero danneggiato le due auto e le tapparelle di una abitazione. Prima di esplodere i colpi con due pistole differenti. Questo almeno è quello che credono gli investigatori che non ancora ritrovato le armi.

L’indagato: “Non ho mai sparato”

Oggi pomeriggio il 52enne (difeso dagli avvocati Rosaria Vietri e Giorgio Palma) è stato interrogato dal gip, Francesca Spella. E si è rifatto a quanto aveva già dichiarato dopo il fermo al pm, Fabio Massimo Del Mauro, che coordina le indagini. L’uomo ha smentito di essere andato in via Nicola Pepe con la pistola e di aver fatto fuoco. Anche il figlio 21enne (in questa fase assistito d’ufficio dall’avvocato Enrico Matarazzo) è stato ascoltato nelle ore successive al ferimento della ragazza. Ci sono ancora alcuni punti d’ombra sulla vicenda. Quali motivi hanno scatenato il litigio avvenuto in via Nicola Pepe? Come si è arrivato a esplodere dei colpi di pistola? Al momento resta un mistero.

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