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Spid addio, il governo valuta la sostituzione

Spid addio, il governo valuta la sostituzione con la Carta d’identità elettronica.

di The Wam

Dicembre 2022

Spid addio, il governo valuta la sostituzione del sistema di identità digitale, o meglio: il graduale spegnimento. La questione riguarda 33 milioni di cittadini che in questi anni si sono registrati al servizio. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Il governo ha scelto di puntare tutto sulla carta d’identità elettronica (Cie), un solo documento che dovrà quindi eliminare lo Spid (Sistema pubblico di identità digitale).

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Con lo Spid, lo ricordiamo, una buona parte di cittadini ha potuto accedere in questi anni ai servizi online delle amministrazioni pubbliche per effettuare dei pagamenti, ma non solo: grazie allo Spid in tanti hanno avuto la possibilità di accedere ai bonus.

Ebbene ora il governo ha deciso di cambiare. Si volta pagina: addio Spid, ci sarà solo la Carta d’identità elettronica. Ma vediamo perché e come.

Su questo argomento puoi leggere un post che spiega come sapere se lo Spid è stato attivato; ricordiamo anche come funziona lo Spid per andare a cinema; e infine c’è un articolo che spiega ad anziani e disabili come attivare e usare l’identità digitale; c’è infine un post interessante, che racconta se chi ha la Cie deve fare anche lo Spid (a questo punto è un tema di grande attualità).

Spid addio, l’esecutivo vuole spegnerlo

I cittadini che utilizzano lo Spid con una certa frequenza sono ormai 33 milioni. La crescita non è stata veloce, ma molto costante. Ora lo strumento è diventato abituale e si è rivelato sicuro e piuttosto pratico. Ma non basta evidentemente a garantirgli la sopravvivenza.

Fratelli d’Italia, il partito di maggioranza al governo, ha deciso che se ne può fare a meno. Si ricomincia da capo. Per ora è una proposta. È stata formulata da Alessio Butti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica. Proprio per questo le sue dichiarazioni hanno un peso: non si tratta solo di un’ipotesi, ma di una precisa volontà del governo.

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Spid addio, come sarà sostituito?

Dire Spid addio non significa rinunciare alla nostra identità digitale, ormai fondamentale per avere diritto a molti servizi della pubblica amministrazione. Il governo pensa a una sostituzione, sarà tutto compreso infatti nella carta d’identità elettronica. Un solo documento per tutto. Potrebbe anche avere un senso. Ma prima bisogna ripartire e convincere 33 milioni di cittadini che dopo essersi abituati, e non pochi a fatica, a usare lo Spid ora dovranno riconvertirsi alla Cie.

Spid addio, a cosa serve la Cie?

A dire il vero, comunque, anche la Cie è stata attivata da 32 milioni di persone. Si tratta dell’evoluzione della vecchia carta d’identità, quella cartacea.

La carta elettronica ha l’aspetto di una carta di credito e contiene due microchip, con i dati personali di chi la possiede e con le informazioni necessarie per l’autentica online.

Spid addio, ora come funziona?

Al momento è possibile accedere al sito dell’INPS e a quello dell’Agenzia delle Entrate utilizzando sia lo Spid, sia la Cie. Anzi, la Carta d’identità elettronica ha anche un livello di sicurezza più alto.

Ma la Cie ha anche un limite.

Quando si usa lo smartphone l’autenticazione è veloce con entrambi gli strumenti: è sufficiente inserire i codici e avvicinare la carta al cellulare. 

Molto diversa è la questione se si utilizza un Pc fisso. In quel caso è necessario avere anche un lettore di smart card che presuppone anche la presenza di un software dedicato.

Spid addio, la Cie è più comoda?

Come abbiamo visto il limite della Cie si manifesta proprio quando l’utilizzo deve essere fatto con il Pc. Quindi se lo scopo è quello di racchiudere l’identità digitale all’interno di un solo strumento (la Carta d’identità elettronica, appunto), la scelta dell’esecutivo può anche essere comprensibile. Ma prima devono essere superati gli inconvenienti tecnici. Non sarà semplice.

Del resto l’idea di convogliare tutto su un solo strumento era già stata avanzata durante il governo Conte bis, con la Cie oltretutto la gestione sarebbe tutta a carico dello Stato.

Spid addio, ma ci sono dubbi sul futuro

Restano comunque molte perplessità. O meglio la gestione del passaggio da Spid a Cie potrebbe essere meno semplice del previsto.

Ci sono almeno due dubbi da chiarire:

Spid addio, come sarà organizzato il passaggio alla Cie?

L’altro problema riguarda il come. Ovvero: al momento la Spid viene rilasciata dagli identity provider. Ovvero:

Come verrebbe organizzato il passaggio? Ma non solo, quale sarebbe la destinazione. E già, perché al momento non è stato attivato un gestore pubblico che potrebbe occuparsene (serve tempo, ma anche competenze e strutture adeguate, o si rischia il solito papocchio).

Il governo Conte bis aveva immaginato due ipotesi:

Due ipotesi che sono però fallite in partenza. Anche per un motivo: c’è un problema notevole di costi e di investimenti. La scelta alla fine era stata quella di continuare con i privati.

All’epoca comunque non era in programma lo spegnimento dello Spid, ma solo di unificare lo stesso pacchetto di sicurezza per l’identità digitale. Una richiesta che era arrivata direttamente dall’Unione europea.

Spid addio, chiarimenti del governo

Il governo ha chiarito, ma non ce n’era bisogno, che non ha intenzione di eliminare l’identità digitale, ma solo quella di nazionalizzarla per farla gestire direttamente dallo Stato. Proprio come la carta d’identità tradizionale.

Al momento sono in corso colloqui con tutte le società coinvolte. L’esecutivo ha assicurato che i primi incontri sono stati incoraggianti. Maggiori informazioni saranno fornite nei prossimi mesi «con estrema trasparenza».

Nell’immagine un’app con il sistema di identità digitale: si va verso lo Spid addio?

Spid addio, il progetto dell’esecutivo Meloni

Il governo si muove nel solco del piano che era stato avviato dal Conte bis.

La Cie dovrebbe essere rilasciata ai cittadini da remoto (quindi senza la necessità di recarsi in Comune) e a costo zero.

I tempi di attesa, assicurano, non dovrebbe superare le 24 ore. L’usabilità dovrebbe essere semplice, non molto diversa da quella dello Spid.

La transizione dovrebbe essere favorita dagli attuali gestori del servizio Spid e le identità digitali notificate a Bruxelles.

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