Spid e Cie addio: arriva l’Identità digitale nazionale (Idn)

Spid e Cie addio: arriva l’Identità digitale nazionale (Idn), il governo vuole lanciare l’app che unisce tutti i servizi. Il provvedimento serve a preparare il passaggio definitivo all’Identità digitale europea. La convenzione con i gestori per lo Spid è stata rinnovata fino ad aprile. In corso trattative per evitare la sospensione del servizio.

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6' di lettura

Spid e Cie addio: arriva l’Identità digitale nazionale (Idn), il governo si appresta a lanciare l’app che mette insieme tutte le identità digitali dei cittadini. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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L’Idn sarà dunque la chiave unica per dialogare online con i servizi dello Stato e risolvere tutte le questioni burocratiche. Un passaggio molto probabilmente obbligato per arrivare  alla “soluzione finale”, l’identità comune digitale europea. Obiettivo non solo della Commissione Ue ma anche del Pnrr.

Potresti essere interessato a un post che spiega come richiedere nel 2023 lo Spid e dove usarlo; c’è un articolo che mostra come recuperare lo Spid di Poste se si perde la password; e infine abbiamo verificato se la Cie conviene davvero rispetto allo Spid.

Spid e Cie addio: i passaggi

I tempi per questa nuova rivoluzione digitale sono stretti. La questione è nelle mani del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti.

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Nei prossimi giorni è stato fissato un incontro con le aziende che si occupano oggi della gestione dell’identità digitale. L’intenzione è quella di avviare la fase di passaggio e stabilire una precisa road map.

Nel frattempo è già al lavoro una commissione formata da esperti del settore. Da un paio di mesi si stanno valutando i percorsi e i tempi per arrivare all’Identità digitale nazionale. Un sistema, lo ripetiamo, per unificare il proliferare di diverse chiavi digitali in circolazione.

Se ne parlava da mesi. Forse si riteneva che per il passaggio fosse necessario più tempo. Ma una scadenza ha accelerato il processo.

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Spid e Cie addio: il rinnovo

La scadenza riguarda le convenzioni Spid. Sono scadute nel 2022. A dicembre sono state prorogate d’ufficio fino ad aprile. Scelta necessaria per non causare l’interruzione del servizio. In questi mesi il governo ha messo a punto una proposta per superare lo stallo attuale e passare il prima possibile all’Idn.

E infatti per la nuova Identità digitale nazionale sarà presto avviata una gara.

Spid e Cie addio: il motivo del cambiamento

Il governo, ha spiegato il sottosegretario –  “non ha intenzione di perdere l’esperienza e il patrimonio innovativo dello Spid. La volontà è quella di evolvere e migliorare i sistemi italiani di identità digitale”. E, già accennato, l’obiettivo è l’integrazione con il quadro europeo di riferimento.

Il lavoro che dovrà portare a una semplificazione delle identità digitali sarà condiviso nei prossimi mesi da:

  • il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio;
  • i soggetti istituzionali;
  • gli stakeholder coinvolti.

Il governo assicura che sarà tutto fatto nell’interesse dei cittadini. In realtà sarebbe strano il contrario.

Spid e Cie addio: unificazione

Con l’arrivo dell’Idn saranno dunque unificati i due sistemi attualmente in uso in Italia:

  • la Carta d’identità elettronica (Cie), emessa dal ministero dell’Interno e realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Ha un costo di 16,79 euro. Può essere utilizzata con:
    •  un codice pin;
    •  il puk;
    • un lettore apposito.
  • Lo Spid, uno strumento digitale gestito da diverse aziende private. Lo Spid offre ai cittadini livelli di sicurezza elevati e una maggiore flessibilità di utilizzo. 

Spid e Cie addio: i numeri

Le identità digitali, dopo una partenza lenta, si sono molto diffuse in Italia. Oggi sono indispensabili per accedere a una sempre più estesa lista di servizi erogati dallo Stato.

Le cifre sono quasi identiche:

  • Spid: 33,5 milioni;
  • Cie: 32,7 milioni.

Nel 2022 lo Spid è stato utilizzato un miliardo di volte per accedere ai servizi pubblici digitali. La Carta d’identità elettronica 21 milioni di volte.

Spid e Cie addio: il futuro

La nuova Idn sarà, come detto, realizzata in funzione dell’app di identità europea che sarà adottata nel prossimo futuro. Anche in questo caso non molto lontano. Bruxelles ha già fatto partire la sperimentazione. Sono stati stanziati solo per questa fase 60 milioni di euro.

Questi soldi sono indispensabili per far partire i bandi che dovranno creare l’App Ue che poi saranno adottate dai singoli governi dell’Unione, come è già accaduto per il green pass.

Nella foto la rappresentazione dell’identità digitale

Spid e Cie addio: bandi scaduti

Come detto i bandi per la gestione dello Spid sono scaduti nel 2022 e prorogati fino ad aprile del 2023 dall’Agenzia per l’Italia digitale (Agid).

La questione cardine riguarda i costi. Il governo non avrebbe mai creato le condizioni per alimentare dei flussi di cassa sufficienti a coprire le spese delle aziende che gestiscono il servizio Spid.

Entro aprile i gestori privati e l’esecutivo dovranno trovare un accordo. In caso contrario il servizio Spid viene sospeso. Anzi, potrebbe essere annullato in via definitiva.

La trattativa con il governo è condotta da Assocertificatori che rappresenta il 95 per cento dei fornitori dei servizi di Spid, Pec e firma elettronica.

Tra le aziende che fanno parte dell’associazione ci sono Aruba, Infocert e soprattutto Poste, che da sola ha il 76 per cento dei servizi.

I gestori al momento sono propensi ad accettare una nuova proroga di alcuni mesi. Ma solo se dall’esecutivo arrivano segnali chiari che sarà affrontata e risolta la questione che riguarda la sostenibilità del servizio.

Ci auguriamo – hanno dichiarato – che si possa trovare un’intesa nell’interesse dei milioni di utenti che usano questo servizio».

La risposta è arrivata a stretto giro. E infatti una prima riunione è stata fissata per l’inizio della prossima settimana.

Le agenzie chiedono al governo 50 milioni, che resta una cifra inferiore rispetto ai risparmi assicurati allo Stato e alle Pubbliche amministrazioni.

La situazione è dunque delicata, ma la strada per il futuro digitale è tracciata. Non passerà più per Spid o Cie, ma per l’Idn, in attesa di una identità digitale definitiva europea.

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