Banda della Posta, il mandolino di Briuolo illumina lo Sponz

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Oggi parliamo dello Sponz Fest di Calitri e del gruppo musicale Banda della Posta, da sempre animatore di questa tradizione. A raccontarci la storia dello Sponz e delle emozioni che trasmette è Giovanni Briuolo, mandolino e voce della Banda della Posta, il quale non perde occasione di descrivere le origini della Banda e di come il gruppo si sia evoluto nel tempo.

Così è nata la Banda della Posta

“Il nome Banda della Posta è stato coniato da Vinicio Capossela nel 2006 per individuare il nucleo più anziano di musicisti del gruppo. Tutti suonatori per matrimoni attivi negli sposalizi fin dagli anni ’40 e ’50 del secolo scorso. Questi pensionati trascorrevano le sere d’estate seduti nel centro del paese sui gradini dell’Ufficio Postale, arroventando i loro strumenti musicali in interminabili slanci di nostalgia a cui partecipava tutta la comunità nel suo “struscio” (passeggio) del dopo cena. Anche se le malelingue dicono che stessero lì per fare la guardia ai denari delle loro pensioni.

L’origine della Banda della Posta si può far risalire con certezza al 1947, anno in cui il violinista Giuseppe Caputo detto Matalena iniziò a suonare a Calitri negli sposalizi dell’epoca -si suonava per ben tre giorni- e, da questo big-ben primigenio, la storia musicale del gruppo ha assunto negli anni ’50 le forme delle prime Orchestre da ballo tra cui la mitica Orchestra OLGA, che vedeva Matalena al violino e Tottacreta alla fisarmonica.

Altre formazioni musicali

Gli annali della memoria ci consegnano alla cronaca altre formazioni musicali da cui derivano i nostri “banditi”, come quella formata negli anni ’60 dai fratelli gemelli Benito e Antonio Daniele di Aquilonia. Tra l’altro, Benito era il padre dell’attuale batterista Antonio. E poi i Los Gringos di Calitri fondati nel 1961 da Rocco Briuolo, all’epoca alla chitarra, e da Franco Maffucci alla fisarmonica. Per passare poi ai Diavoli del liscio, fondati negli anni ’70 -sempre a Calitri- dove suonavano Rocco Briuolo e i suoi figli Matalena, Franco Parrucca e Tottacreta.

Dopodiché a Calitri, all’inizio degli anni ’70, nacquero i The First e I Mediterranei. Mentre alla fine degli anni ’70 si costituirono I Condor (gruppo che tutt’oggi suona negli “sposalizi” del paese) con Crescenzo Martiniello (Papp’lon) all’organo, Giovanni Buldo (Bubbù) al basso ed alla voce solista, Antonio Daniele alla batteria e Nino Tavarone (Doc del West) alla chiatarra elettrica che si è aggiunto in sostituzione del chitarrista originario Alessandro Altieri. Nella formazione originale de I Condor suonava il basso Vito Cestone, attuale Presidente dell’Associazione “Banda della Posta”, nonché Direttore Tecnico di Palco nei concerti live poi sostituito da Claudio Iannella che quando a sua volta ha lasciato il gruppo è stato sostituito allo strumento da Giovanni “Bubbù”, il quale in origine era il secondo chitarrista del gruppo.

A partire dal 1983 e per pochi anni, nei “Condor” vi ha suonato anche l’autore/compositore Canio Rosario Maffucci che ha affiancato Crescenzo alle tastiere. Nel frattempo, nel 1981, era nato l’altro gruppo storico di Calitri in quel periodo, il “Progetto ’81“, ensemble in cui Canio Rosario suonava le tastiere ed il mandolinista Giovanni Briuolo suonava la batteria (all’epoca si alternava nel gruppo tra batteria e basso). Mentre gli altri componenti del gruppo erano: il mitico Alessandro Rainone detto “Sandrin’ ‘u ma’c’llar'”, Canio Cestone fratello di Vito, Rodolfo Iannella fratello di Claudio, Leonardo Zarrilli detto “‘U Capoccion'” e Giuseppe Cerreta detto “Pepp’ Pop”.

Questi veterani hanno iniziato a collaborare con Vinicio fin dalle registrazioni del suo album “Ovunque proteggi” nel 2006. Intensificando poi le collaborazioni negli anni successivi quando a questo nucleo si sono prima aggiunti i figli del mandolinista Rocco Briuolo, fino a che si è unito al nucleo di questi veterani anche il gruppo “I Condor” formato dai veri figli e dai figliocci artistici del nucleo storico.

Con questo ensemble di prodigiosi e talentuosi musicisti, “La Banda della Posta” ha regolarmente partecipato alle tournée di Vinicio Capossela come suo gruppo nel 2013, 2014 e 2015, esibendosi in oltre settanta concerti che hanno visto i clamorosi successi nelle performance del Concerto del 1° maggio a Roma nel 2013 ed al WOMAD Charlton Park Festival di Londra il 27 luglio 2014, svolto a Brighton.

Il gruppo ripropone la mitica musica per Sposalizi che si suonava nel passato a Calitri e porta nei suoi concerti il clima di gioia e festa rituale in cui viene coinvolta la comunità.

Lo Sponz Fest: cultura e condivisione

“Lo Sponz Fest è una visione onirica di Vinicio. Una proiezione dell’energia della comunità, che nella celebrazione dello Sposalizio riunisce le persone in un clima orgiastico di gioia e di rinnovamento del ciclo della vita.

Lo Sponz è nato come Festival degli Sposalizi e ne siamo sempre stati animatori in questa sua componente culturale, salvo l’assenza nel 2017.
Il Festival è un’immensa condivisione di esperienze emozionali, didattica negli appuntamenti culturali di grande spessore che Vinicio ci offre. Cultura e condivisione di un vivere possibile di accoglienza ed integrazione dove il territorio ingloba tutto e tutti.

L’evoluzione di quest’anno segue la geniale analisi sociologica contenuta nell’ultimo album di Vinicio Capossela Ballate per uomini e bestie, dove si affronta il tema della peste moderna inoculata attraverso i social. Nel titolo che accompagna la manifestazione che quest’anno è “Sottaterra” -cioè sottoterra-, si fa leva sulla voglia della società sana di riportare i valori autentici delle comunità al centro della vita delle persone. In merito alle polemiche noi, come sempre, rispettiamo le scelte artistiche di Vinicio Capossela”.

Ecco cosa significa sponzarsi

“Sponzarsi, nell’accezione caposseliana, è il momento della vita in cui si lascia tutto per fare festa e celebrare in modo rituale, diventando un tutt’uno con la comunità che condivide l’evento, sia conoscenti che forestieri con cui ci si ritrova.
La tradizione nel passato era diversa da quella attuale, poiché si festeggiava in casa e si suonava per tre giorni esattamente la musica che oggi il gruppo ripropone dal vivo nei suoi spettacoli. Caratteristico di Calitri è il così detto “Ballo ‘ri ziti” che apre e chiude la cerimonia -ovvero il ballo degli sposi-, dove gli sposi vengono avvolti da una miriade di nastri di carta colorata ,le zaharegghje. Questo fino a essere immobilizzati mentre parenti e amici girano vorticosamente intorno formando svariati cerchi concentrici che ruotano ognuno per conto proprio”.

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