Nuovo Dpcm. Stop spostamenti tra Regioni. Si riapre a Pasqua

Nuovo Dpcm. Stop spostamenti tra Regioni, si riapre a Pasqua: la decisione in accordo con i presidenti delle Regioni ora si discute del sistema tre colori. Il governo è al lavoro per il nuovo dpcm del 5 marzo mentre Draghi ha contattato i vertici europei per avere chiarimenti sulle consegne dei vaccini e organizzare una adeguata campagna di somministrazione.

Nuovo Dpcm. Stop spostamenti tra Regioni. Si riapre a Pasqua
Nuovo Dpcm. Stop spostamenti tra Regioni, si riapre a Pasqua: la decisione in accordo con i presidenti delle Regioni ora si discute del sistema tre colori.
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La prima misura del nuovo Dpcm è già decisa: proroga del divieto di spostamenti tra Regioni fino a fine marzo. Se ne riparla a Pasqua: per quel periodo,se la curva epidemiologica lo consentisse, si potrebbe dare un po’ di respiro agli operatori turistici, molto penalizzati in questo anno di pandemia. Ma quel “se”, riferito alla diffusione del coronavirus, è tutto legato a un altro aspetto: la variante inglese del covid. Rappresenta ormai il 40, 50% dei casi, a metà marzo sarà il ceppo dominante e le proiezioni degli esperti ritengono che per quelle settimane il numero dei contagi potrebbe oscillare tra 23 e 40mila al giorno. A meno che non si adottino subito delle severe misure di contenimento.

Accelerare sulla campagna di vaccinazione

Nel frattempo, numero dei vaccini disponibili permettendo, deve accelerare in modo deciso la campagna di immunizzazione. Se c’è un cambio di passo nel nuovo governo, evidente già in queste prime battute, è quello di evitare allarmismi, gli stessi che hanno caratterizzato la gestione della pandemia in questi mesi.

Rimodulare il sistema a tre colori

Ieri c’è stata la “teleriunione” dei presidenti di Regione e il rappresentante dei sindaci, il presidente dell’Anci, Antonio De Caro. In collegamento anche il ministro della Salute, Roberto Speranza e quello degli Affari Regionali, Maria Stella Gelmini.

Tra gli argomenti il decreto che dovrebbe essere varato oggi. L’attenzione è soprattutto per il nuovo dpcm del 5 marzo, quando potrebbero essere prese delle decisioni importanti sul sistema dei colori. È stato ribadito il no alla proposta di Stefano Bonaccini, che premeva per un’Italia tutta arancione. La linea che sembra emergere in questi primi passi del governo Draghi è quella del contrasto deciso alla diffusione della pandemia, ma anche della tutela per le attività economiche.

La proroga del blocco degli spostamenti tra Regioni ha soddisfatto il ministro della Salute, preoccupato dalla circolazione della variante inglese, pronta a diventare dominante, non solo in Italia ma in tutta Europa. Il provvedimento è uguale a quello già adottato per le feste di fine anno.

Anche i ministri economici nella Cabina di Regia

I presidenti delle Regioni hanno chiesto di inserire nella Cabina di Regia anche i ministri economici. In questo modo, oltre a valutare con i dicasteri competenti le possibili conseguenze sull’economia innescate dalle misure di restrizioni, si possono anche decidere contestualmente i ristori, accelerandone così l’erogazione. Ma non solo, i governatori hanno chiesto di informare i cittadini con un adeguato anticipo sulle misure che saranno adottate. In pratica si vuole evitare quello che è successo la settimana scorsa, quando lo stop agli impianti di sci è stato deciso qualche ora prima della programmata riapertura.

Il premier Draghi si muove a livello europeo per accertare con Bruxelles i tempi e le quantità di vaccini che arriveranno da qui ai prossimi mesi. Nel fine settimana si terrà un consiglio Europeo, l’argomento principale sarà proprio la campagna vaccinale.

Leggi anche: Coronavirus, vaccinazioni a rilento. I dati di oggi

I governatori hanno anche proposto una rimodulazione del sistema a tre colori. Si chiede in particolare la semplificazione del sistema. Tanti presidenti spingono pure per la riapertura di bar e ristoranti oltre le 18 di sera.

È stato anche suggerito al ministero della Salute e al Cts di comunicare solo in via ufficiale, basta quindi a esternazioni spesso contraddittorie tra i diversi componenti del Comitato tecnico scientifico e di qualche consigliere del ministero. Si rischia, come è accaduto più volte in questi mesi, di generare ulteriore confusione tra i cittadini. Questo è il momento di essere chiari, trasparenti.

La preoccupante ripresa dei contagi

Al momento quello che preoccupa è la ripresa dei contagi. Una accelerazione che in buona parte è dovuta alla diffusione della variante inglese. L’indice Rt nazionale è a 0.99, un niente sotto la soglia d’allarme di 1.

Ma sono anche i semplici numeri a suscitare un certo allarme. Tra il 19 e il 21 febbraio sono stati registrati 43.862 nuovi positivi, 15.479 venerdì, 14.931 sabato, 13.452 ieri. Se si nota un decremento è solo perché accade in tutti i fine settimana. È interessante, per capire il trend, il confronto con la settimana precedente: 38.505 casi (venerdì 12 13.908, sabato 13 13.532 e domenica 14 11.068). L’aumento è stato del 14%. Dati significativi, che potrebbero segnalare un aumento imminente dei contagi. Il picco, come detto, sarebbe previsto per metà marzo.

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