Spostamenti tra Regioni, cosa può succedere e chi deciderà

Spostamenti tra Regioni: il presidente del Consiglio uscente Giuseppe Conte ha deciso di non prorogare il divieto perché adottato per le feste di Natale. Dovrebbe essere il nuovo esecutivo a occuparsene. Ma non c'è tempo sufficiente, scade il 15 febbraio. La contrarietà del ministro Speranza, ecco cosa potrebbe accadere.

Spostamenti tra Regioni, cosa può succedere e chi deciderà
Spostamenti tra Regioni: il presidente del Consiglio uscente Giuseppe Conte ha deciso di non prorogare il divieto perché adottato per le feste di Natale
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Sugli spostamenti tra le Regioni dovrà decidere il prossimo governo. Tutto sospeso, dunque. Se non ci saranno proroghe il 15 febbraio scadrà il decreto che vieta di uscire dalla regione di residenza, anche se in fascia gialla. Un liberi tutti che un po’ preoccupa il Comitato tecnico scientifico e l’Istituto superiore di Sanità, anche perché le varianti del coronavirus si stanno diffondendo con una certa velocità sul territorio. Gli spostamenti tra le Regioni potrebbero velocizzare questa diffusione.

Spostamenti tra Regioni, la decisione di Conte

La decisione di lasciare tutto nelle mani del governo che verrà è stata adottata dall’ultimo consiglio dei ministri guidato da Giuseppe Conte.

La palla passa dunque nelle mani di Mario Draghi, ma non sono ancora chiari i tempi: l’ex presidente della Bce dovrà sciogliere la riserva e formare il nuovo esecutivo (oggi è decisivo il voto della base dei 5Stelle).

Dal 15 febbraio libera circolazione

C’è una strada alternativa. Se le Regioni chiederanno di intervenire potrebbe esserci un provvedimento ponte di una settimana, ma per quello sarà necessario l’ok del Quirinale.

Cosa potrebbe accadere? Semplice, se non ci saranno decisioni entro il 15 febbraio dal giorno dopo sarà possibile spostarsi tra le regioni (naturalmente in fascia gialla, al momento sono 17: quasi tutta Italia).

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Ma perché il premier Conte non ha prorogato la misura? Per il presidente del Consiglio uscente quel divieto che limitava gli spostamenti tra Regioni era stato adottato per limitare la mobilità nel periodo delle feste di fine anno, ora quindi potrebbe anche decadere. Ma dovrebbe essere reintrodotto qualora la situazione epidemiologica dovesse diventare preoccupante con un aumento di contagi. In quel caso la scelta sarà presa dal nuovo esecutivo.

L’opposizione del ministro Speranza

Contro la linea di Conte si è espresso il ministro della Salute, Roberto Speranza. La sua tesi è opposta a quella del premier: far scadere la misura che vieta gli spostamenti tra Regioni sarebbe un errore grave e ingiustificabile. Il governo dimissionario potrebbe ancora adottarlo, quello che non ha ancora giurato no.

Le strade alternative

Speranza ha anche aggiunto che il divieto di spostamento tra le regioni dovrebbe essere confermato fino al prossimo 5 marzo, quando scade l’ultimo dpcm.

Sul punto, sia Speranza, sia Francesco Boccia, ministro per gli Affari Regionali, chiederanno un parere anche ai presidenti delle Regioni. E questa potrebbe essere un altro percorso per evitare il via libera agli spostamenti tra le Regioni. Infatti, se i governatori saranno favorevoli alla proroga, il Consiglio dei Ministri potrebbe riunirsi tra venerdì e sabato e rinnovare il blocco per una settimana.

Per il ministro Speranza la questione è di vitale importanza, perché come ha ribadito a più riprese, «serve massima attenzione perché le varianti del coronavirus sono insidiosissime»,

Sul tavolo anche la riapertura degli impianti di sci. È stata prevista per il 15 febbraio dall’ultimo dpcm. Senza altri provvedimenti la ripartenza sarà inevitabile. Con o senza varianti.

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