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Stadi spaziali: così il calcio cambia per sempre

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La mediazione della moderna tecnologia ridisegna il modo di vivere lo sport. Realtà aumentata e virtuale si integrano al mondo fisico e rendono sempre più coinvolgente l’esperienza del tifoso sia a casa che allo stadio (Questo accade anche nel mondo dell’arte e, come vi abbiamo già mostrato su The Wam, nel modo di vivere le mostre per esempio).

Sono in atto cambiamenti che influenzano il modo in cui lo sport è praticato, condiviso, sperimentato: un’intera industria scommette tutti i giorni sull’innovazione digitale nel tentativo di valorizzare le performance degli atleti e il lavoro degli allenatori.

Cosa accade nel mondo del calcio dal vivo? 

App che ci guidano dall’acquisto del biglietto al parcheggio all’ingresso più vicino e, una volta dentro, al posto assegnato. Uno schermo ci consente di rivedere le azioni principali dei match in tempo reale e di ordinare cibi e bevande dalla nostra poltrona, a fine partita, neanche a dirlo, dritti all’uscita più vicina.

Andare allo stadio è una esperienza potenziata al centro della quale vi è una continua sollecitazione percettiva. 

Luzhniki Stadium, Mosca 

Schermi in HD a 360 gradi lunghi centinaia di metri quadrati, connessione Wi-Fi ad altissima velocità, servizi personalizzati, interazione con gli atleti in campo, (sofisticati sistemi a infrarossi e pannelli solari ultramoderni per impianti eco-friendly!). Non ci limitiamo più ad assistere passivamente ad una partita, abitiamo un ecosistema di cui siamo parte integrante attiva.

Gli stadi intelligenti 

Lo «stadio intelligente» in molti paesi è una realtà che coincide con un investimento da milioni di dollari. Le riviste specializzate pubblicano classifiche degli impianti sportivi più avanzati, la tecnologia dell’infrastruttura e il rispetto dell’ambiente sono criteri fondamentali per guadagnarsi un posto nell’olimpo delle arene internazionali. Per le squadre un modo per fidelizzare i fan, veicolare la  la propria immagine e far crescere il proprio brand.

I grandi club non ignorano il legame indissolubile che c’è tra contenitore  e contenuto. All’imponenza dello stadio i tifosi da sempre attribuiscono una valenza simbolica: misurano la potenza, l’importanza, il valore economico della propria squadra; la spettacolarizzazione, in questo senso, riveste un ruolo fondamentale, lo stadio come il merchandising, la pubblicità, il testimonial è una  gigantesca operazione commerciale. Esempio di questa volontà di comunicare dando una forma estetica allo spazio è l’architettura, significativa in quanto richiama l’attenzione sul ruolo che un edificio riveste per una comunità.

Lo stadio racconta chi lo vive 

Lo stadio ci dice qualcosa di chi lo frequenta, dei rapporti interpersonali, dei valori, del peso attribuito al proprio passato e al proprio futuro. Questo è ancora più vero se parliamo del calcio. 

Contesti diversi, paesi diversi, culture diverse, tendenza comune dei progettisti a rendere lo stadio il più capiente, il più imponente, unico: deve essere riconoscibile, deve avere personalità e identità perché è lì dentro che si farà la storia. Lo stadio come “tempio “  ha un valore sacro, come un moderno Colosseo in cui i gladiatori del pallone scendono per vincere. 

Stadio di Krasnodar

Questa prima semplice idea, questo rapporto fra esterno e interno, dà già luogo a molte riflessioni. Inoltre, le caratteristiche ambientali, le dimensioni, l’orientamento, la temperatura, l’illuminazione, i materiali, i colori influiscono sullo stato dell’utente, possono farlo sentire teso o rilassato, rigido o a suo agio, da qui l’importanza di una comunicazione esterna che lo prepari ad una esperienza piacevole.

Chi progetta, in qualche modo, predetermina il comportamento dei destinatari pensati come “consumatori” tali da essere coinvolti in una serie di manipolazioni attraverso l’organizzazione dello spazio e dall’allestimento. Dunque ipervisione o marketing? Le reazioni del tifoso sono programmabili e programmate?

E qui in Italia, quando strutture simili?

Le smart arenas  in Italia non sono ancora realtà, all’estero invece, al di là degli effetti speciali, questi impianti forniscono una serie di servizi a valore aggiunto per i giornalisti, comodità, capienza e plus per il pubblico.

L’intreccio tra sistemi fisici e digitali, però, come abbiamo visto è un modello di business in cui il fan è un consumatore da pilotare. Si perde insomma il fascino del campetto di calcio di periferia, della “partitella sotto casa”, della lite su un rigore che non si saprà mai se c’era oppure no.

Lo stadio cambia per sempre 

Lo stadio nella “società dello spettacolo” cambia la sua funzione originale, si ibrida con il parco tematico: diventa luogo di intrattenimento e redditività economica.

Da un lato le arene smart sono punti di aggregazione sul territorio, aperte non soltanto in occasione dei match ma tutto l’anno: vere e proprie mete turistiche che ospitano eventi trasversali e generano occupazione. Dall’altro, questo universo spettacolare crea una sorta di recinto che induce ad una  serie di comportamenti stereotipati. 

Recarsi allo stadio coinvolge e stimola esponenzialmente i sensi, il modo in cui è enfatizzata la performance, poiché mediata, suggerisce quasi una reazione al visitatore. E allora… esperienza spaziale” o nostalgia per quando bastava una finta di Maradona a dare i brividi?

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