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Statali, stop agli aumenti: non ci sono soldi

Statali, stop agli aumenti: non ci sono soldi, per finanziare i nuovi contratti saranno infatti necessari prima dei tagli alla spesa pubblica.

di The Wam

Aprile 2022

Statali, stop agli aumenti: non ci sono soldi. Nel Documento di economia e finanza (Def) se ne parla in modo chiaro: senza tagli alla spesa pubblica non si finanziano i rinnovi contrattuali. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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C’è un capitolo che è dedicato alle “spese invariate”, ovvero quelle che non sono state ancora quantificate ma che si dovranno comunque prevedere per i prossimi anni. Tra le “spese invariate” c’è anche il contratto per i dipendenti pubblici.

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Statali, stop agli aumenti: tagli ai servizi

Detto semplice: per finanziare l’aumento di stipendio degli statali saranno necessari tagli altrove. Si tratta di una novità, che era stata già evidenziata nelle bozze del Def, quelle che circolavano da qualche giorno: per coprire le spese dei rinnovi contrattuali sarà necessaria una revisione della spesa corrente.

Che tradotto sono tagli ai servizi.

La spending review sembrava dimenticata. In realtà è stata solo accantonata durante la pandemia. Ora ritorna con prepotenza d’attualità, anche perché la revisione della spesa è una base di partenza per il Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza.

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Statali, stop agli aumenti: altre riforme

E infatti sarà indispensabile già nella prossime settimane l’approvazione di queste riforme:

L’austerity non riguarda dunque solo l’energia, ma anche i contratti dei dipendenti pubblici. Niente tagli, niente aumenti. Anche se gli statali hanno avuto solo due rinnovi negli ultimi 12 anni.

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Statali, stop agli aumenti: comparti

I dipendenti pubblici si dividono in 4 comparti principali:

Di questi 4 solo le Funzioni centrali hanno già apposto la firma a una pre intesa. Gli altri sono ancora in attesa.

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Il Consiglio dei ministri ha approvato gli aumenti. Si parte da 63 euro per arrivare ai 117 lordi mensili. E saranno pagati a maggio.

Nel nuovo contratto – quello fortemente voluto dal ministro Brunetta – sono state sbloccate anche le carriere e previsti degli scatti che sono legati anche al merito e non solo all’anzianità di servizio.

Si tratta di un contratto che aspira a rinnovare dalla base anche il concetto stesso di lavoro pubblico. Almeno questa è l’ambizione.

Nel nuovo contratto è stato regolamentato il lavoro agile, lo smart working, prevedendo un diritto alla disconnessione.

Statali, stop agli aumenti: vacanza contrattuale

Da questo mese tutti i dipendenti hanno iniziato a ricevere in busta paga una indennità di vacanza contrattuale. Non si tratta di molto: si arriva fino a 8 euro lordi al mese.

Saranno versati in attesa che il governo riesca a mettere insieme i soldi sufficienti per i fondi del prossimo rinnovo, quello 2022-2024. Solo dopo che sarà stata assicurata la copertura l’Aran e i sindacati potranno riprendere la trattativa.

Ma, appunto, prima i soldi e poi i contratti. Ma di quanti soldi parliamo? Non pochi.

Il Documento di economia e finanza li quantifica così:

Denaro indispensabile per finanziare i rinnovi. Ma su quelle cifre non c’è ancora certezza: i tecnici hanno infatti chiarito che si tratta di ipotesi tecniche.

Il governo comunque lo ha ribadito: i contratti si faranno, ma solo dopo che le risorse saranno state reperite dai tagli alla spesa. Che l’Europa chiede e a questo punto anche gli statali.

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