Stephen King: le serie tv più brutte tratte dai miei libri

Stephen King: la serie “The Shining” gli è piaciuta più del film e “Under the Dome” lo ha fatto rimanere male. Ecco qual è il suo parere sugli adattamenti delle sue grandi opere.

Stephen King sulle serie tv
Stephen King, si sa, non le manda mai a dire. E anche in questo caso non ha avuto pietà per gli adattamenti dei suoi romanzi che proprio non gli sono piaciuti.
7' di lettura

Dal 18 dicembre è finalmente disponibile negli Stati Uniti la serie tv della CBS “The Stand” tratta da uno dei capolavori di Stephen King del 1978, L’ombra dello scorpione. Gli episodi saranno disponibili in Italia a partire da gennaio. In occasione del debutto della nuova serie tv, il re Mida del Maine ha commentato alcuni adattamenti delle sue storie. Inutile dire che non ha fatto sconti a nessuno, nemmeno a Stanley Kubrick.

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Stephen King e il piccolo schermo

Stephen King non ci ha solo regalato una sfilza di indimenticabili bestseller, ma anche alcune delle storie più belle da vedere al cinema. Film come “Carrie”, “Stand By Me”, “Le ali della libertà”, “Il miglio verde”, ma anche “It- Il pagliaccio”, “Shining” sono ormai un capitale culturale imprescindibile per i fan. Ma che ne pensa il signor King degli adattamenti per il piccolo schermo? «La cosa bella della TV», ha detto lo scrittore, «è che puoi prendere queste storie ed espanderle come vuoi.»

It, ABC 

A proposito di “It”, miniserie degli anni 90 firmata ABC, Stephen King ammette di aver apprezzato tantissimo la performance di Tim Curry nel ruolo di Pennywise. Secondo lo scrittore è stata proprio la miniserie ad aprire la strada per il film del 2017 (e il sequel del 2019 basato sulla seconda parte del romanzo). «Uno dei motivi per cui It ha avuto successo al cinema è perché i bambini si ricordavano bene della serie tv e hanno voluto vedere se il film fosse altrettanto spaventoso».

The Tommyknockers’ – Le creature del buio, ABC

Insufficienza invece per l’adattamento del suo romanzo Sci-Fi Le creature del buio che racconta gli effetti di un U.F.O. su una piccola cittadina di provincia. «Non mi è piaciuto per niente,» commenta Stephen King. Secondo lui il protagonista Jimmy Smits è un bravo attore, ma le sue battute risultavano troppo pretenziose. Inoltre la durata della miniserie, circa tre ore in totale, era troppo ridotta per raccontare l’intera storia. «Sembrava un prodotto da due soldi messo insieme in poco tempo. Era come se non avessero capito il senso del romanzo.»

The Shining, ABC

Stephen King ha ribadito più volte di aver preferito l’adattamento per la tv al film di Stanley Kubrick del 1980 sul suo famosissimo romanzo del 1977 in cui racconta la storia di un insegnante-scrittore alcolizzato che finisce in un vortice di follia e violenza nell’Overlook Hotel in Colorado.

«Mettiamola così,» spiega Stephen King, «il film non mi è mai piaciuto. Ammiro Kubrick come regista, anche se spesso sono stato frainteso su questo. È solo che ha osato poco con questa storia in particolare. Non mi è piaciuta la parabola di trasformazione di Jack Torrance nel film, perché non è per niente una parabola, è una linea piatta: sembra pazzo dall’inizio

Al contrario, la serie tv secondo lo scrittore è riuscita meglio nell’intento di raccontare il percorso del protagonista. Stephen King ha visto molto di più nella performance di Steven Weber per la serie ABC e commenta: «sapeva benissimo cosa fare: doveva portare in scena un personaggio che ama la sua famiglia. È l’hotel che vince lentamente sul suo senso di moralità.»

Under the Dome, CBS 

Il romanzo The Dome del 2009 racconta la storia di una piccola città che si ritrova inspiegabilmente intrappolata sotto una cupola. Nel 2013 CBS ha deciso di raccogliere il guanto di sfida di questa premessa ricca di suspance e di realizzarne un adattamento. Secondo Stephen King i primi episodi sono stati grandiosi, «ma la CBS voleva vincere facile, non voleva niente che fosse troppo complicato, la serie tv doveva solo riempire buchi di palinsesto per qualche ora.» 

Secondo lo scrittore, infatti, la serie tv si è trasformata prestissimo in un prodotto mediocre. «È stato un peccato, ho smesso di guardarla perché dopo un po’ non me e fregava proprio niente,» ha dichiarato Stephen King.

Castle Rock, Hulu

Una serie attesissima, di cui si è preso cura niente meno che J. J. Abrams. Castle Rock è uno dei luoghi fittizi più sfruttati da Stephen King, è qui infatti che sono ambientati ben quattro dei suoi romanzi. La serie tv è nata da una proposta di Abrams di unire diverse storie dello scrittore e spunti inediti. L’autore ha apprezzato tutti gli episodi andati in onda ed è deluso dalla cancellazione che ha impedito la realizzazione della terza stagione. «Avrei voluto vederla crescere» ha dichiarato.

The Stand, ABC

Si arriva, infine, all’inevitabile confronto fra la miniserie del 1994 a opera della ABC e il nuovo adattamento CBS de L’ombra dello scorpione, una delle opere di maggior successo di Stephen King. La storia è quella di un virus che ha ucciso gran parte della popolazione mondiale e dei pochissimi sopravvissuti che hanno provato a reinventare la loro vita dopo l’evento di portata apocalittica. 

La serie tv della ABC aveva richiesto proprio l’intervento dell’autore nella stesura della sceneggiatura, per fare in modo che fosse perfettamente in linea con il romanzo. «Il regista voleva a tutti i costi realizzare una trasposizione fedele – ed è quello che abbiamo fatto. ABC ci ha speso un sacco di soldi,» racconta Stephen King. The Stand è stato un altro grande successo della ABC, insieme a It e The Shining; fare un bis con il prodotto della CBS sembra un compito difficile.

Sul nuovo adattamento è troppo presto per esprimersi, ma King sembrerebbe soddisfatto. Anche questa volta ha partecipato alla scrittura del copione e, in più, ha deciso di cambiare il finale rispetto al libro: «Ho continuato a pensare che ci fosse qualcosa che ancora non avevo detto nel libro, una scena che volevo scrivere. Finalmente ci sono riuscito e ne sono contento!»

A noi non resta che aspettare di avere a disposizione gli episodi del nuovo The Stand per tornare nelle atmosfere di suspance del maestro del Maine.

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