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Insegnanti in Europa: quanto guadagnano? Italia in crisi

Guadagnano meno dei colleghi dell'Ue e anche degli altri dipendenti della pubblica amministrazione. Facciamo il punto sugli stipendi degli insegnanti in Italia e in Europa.

di Valerio Pisaniello

Febbraio 2023

Stipendi degli insegnanti in Italia e in Europa? Gli insegnanti italiani guadagnano meno dei colleghi dell’Ue e, a parità di titolo di studio, il loro stipendio registra comunque un divario rispetto a quello degli altri dipendenti della pubblica amministrazione. Emerge dai dati pubblicati nel rapporto “Education at a Glance 2022” a cura dell’Ocse e dal rapporto semestrale Aran sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti. Proviamo a stilare una classifica per gli stipendi degli insegnanti in Italia e in Europa. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unicoLeggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Stipendi degli insegnanti in Italia e in Europa: i più bassi dell’Unione

Dai dati emersi risulta che in Italia un docente di scuola superiore guadagna il 22% in meno rispetto a un lavoratore di un altro settore con lo stesso titolo universitario, circa 350 euro in meno al mese. Le cose non migliorano ampliando l’orizzonte geografico.

Un insegnante italiano riceve a fine mese meno della metà di un suo collega tedesco. I docenti italiani della primaria sono quelli che presentano i divari più consistenti anche in termini percentuali rispetto ai colleghi europei.

Secondo la ricerca Ocse, infatti, la differenza tra gli italiani e i colleghi europei è marcata in tutti i gradi di scuola, a partire dalle retribuzioni della primaria la cui differenza rispetto alla media degli omologhi europei è del 15,7%, ossia 6.286 dollari.

La distanza tra i docenti di scuola media di primo grado scende al 14%, mentre i docenti della scuola superiore percepiscono il 12,7% in meno rispetto alla media dell’Unione.

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Quanto vengono pagati gli insegnanti in Europa?

Stipendi degli insegnanti in Italia e in Europa? Più in alto troviamo gli insegnanti in Belgio, Irlanda, Spagna, Paesi Bassi, Austria, Finlandia, Svezia, Islanda e Norvegia, che si aggirano tra i 30.000 e i 49.000 euro. Gli stipendi superiori a 50.000 euro li troviamo, invece, in Danimarca, Germania, Lussemburgo, Svizzera e Liechtenstein.

Stipendi degli insegnanti in Italia e in Europa: in calo dal 2010

Le differenze sono ancora più evidenti confrontando le retribuzioni in euro. Lo stipendio di un docente italiano di scuola media con 15 anni di servizio è ben lontana non solo rispetto a Paesi come la Germania, caso emblematico con stipendi oltre il doppio di quelli italiani, ma anche rispetto a Francia (-3.783 euro) e Spagna (-8.327 euro).

Anche l’andamento delle retribuzioni negli ultimi anni conferma la penalizzazione dei docenti italiani rispetto ai colleghi europei. Per esempio, nel periodo che va dal 2010 al 2021 in Italia le retribuzioni dei docenti di scuola media sono diminuite di circa 6 punti a fronte di un incremento di quasi 2 punti delle retribuzioni medie europee dei docenti dello stesso livello di scuola.

Non a caso, la spesa pubblica complessiva italiana dedicata a questo comparto, dall’infanzia alla scuola secondaria, è del 5,8% a fronte di una media europea del 7,0%.

Una differenza che in termini assoluti pesa per circa 10 miliardi di euro e che rischia di essere scontata dall’intero sistema Paese. Gli stipendi dei docenti possono influenzare la decisione di un laureato di diventare un insegnante, rispetto ad altre professioni che richiedono titoli equivalenti ma promettono guadagni più significativi rispetto alle cattedre. 

Stipendi degli insegnanti in Italia e in Europa: la media tra i Paesi Ue

Stipendi degli insegnanti in Italia e in Europa? Come per molti altri settori, anche per la scuola ci sono docenti che vengono pagati di più in alcuni paesi d’Europa rispetto ad altri.

Differenze che si registrano anche quando si analizzano le principali differenze tra i diversi paesi europei sugli stipendi degli insegnanti all’inizio della carriera. Differenze che non sono esigue, ma che anzi possono variare, a seconda del paese, da circa 4.000 euro a 92.000 euro annui. Per esempio, in paesi come Bulgaria, Ungheria, Polonia e Romania per gli insegnanti, all’inizio della carriera, lo stipendio medio base è al di sotto dei 9.000 euro annui.

In particolare, sono 12 i paesi europei in cui i docenti neoassunti percepiscono lo stesso stipendio base, a prescindere dal livello di istruzione in cui insegnano come accade, tra gli altri, in Portogallo, in Irlanda e in Slovenia. Nei paesi restanti, invece, l’entità dello stipendio varia in base ai livelli di istruzione e ai requisiti minimi di qualifica che vengono richiesti per accedere alla professione.

Differenze, tra paese e paese, ci sono anche se si guarda all’aumento degli stipendi nel corso della carriera. In alcuni paesi (per esempio, in Danimarca) questi possono crescere del 16%, in altri possono crescere fino al 143% (per esempio, a Cipro).   

Stipendi degli insegnanti in Italia e in Europa: chi guadagna di più e chi guadagna di meno 

Stipendi degli insegnanti in Italia e in Europa? Come già anticipato, a godere degli stipendi più alti in Europa ci sono i docenti che lavorano in Danimarca, Germania, Lussemburgo, Svizzera e Liechtenstein con retribuzioni che superano i 50.000 euro l’anno (si tratta di paesi con un PIL pro capite alto).

Nella fascia 30.000-49.000 euro, invece, troviamo gli insegnanti di Belgio, Irlanda, Spagna, Paesi Bassi, Austria, Finlandia, Svezia, Islanda e Norvegia.

L’Italia si posiziona, invece, nella fascia tra i 22.000 e i 29.000 euro all’anno assieme ai docenti in Francia e in Portogallo. Lo stipendio di un insegnante di scuola superiore in Italia è di 33.811 euro lordi annui, più basso se rapportato a quello di un collega francese (45.505) e di molto inferiore rispetto a quello di un insegnante tedesco (73.557).

Ma il nostro Paese presenta anche altre problematiche in merito agli stipendi dei docenti, per esempio il fatto che le retribuzioni iniziali possono aumentare di circa il 50% solo dopo aver raggiunto i 35 anni di attività.

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Stipendi degli insegnanti in Italia e in Europa: confronto con gli altri stipendi europei 

Stipendi degli insegnanti in Italia e in Europa? la media tra i Paesi UeUna volta analizzati alcuni dei dati a disposizione riguardo agli stipendi dei docenti in Europa, sorge spontanea la domanda: è vero che gli stipendi degli insegnanti italiani sono tra i più bassi in Europa?

A rispondere a questa domanda è un ulteriore studio, quello della fondazione Agnelli, il quale evidenzia non solo che effettivamente gli stipendi dei docenti italiani siano più bassi rispetto a quelli di altri paesi europei, ma che questi siano anche molto meno dinamici nel tempo.

Come evidenziato dallo studio, nei primi anni di professione la forbice a sfavore degli insegnanti in Italia non è enorme (25mila euro circa in Italia, con Francia, Portogallo e Finlandia sotto i 30mila euro, ma la Germania sopra i 50mila euro).

Forbice che, però, si accentua con il passare degli anni. Gli stipendi dei docenti italiani, infatti, non si dimostrano dinamici, in quanto legati molto più al meccanismo dell’anzianità rispetto al “meccanismo di carriera” che, al contrario, negli altri paesi, determina massimi retributivi talvolta elevati.

Non solo, perché lo studio rileva anche un fattore che rende i contratti dei docenti italiani unici rispetto a quelli di altri paesi europei: quest’ultimo, infatti, quantifica solo le ore di lezione alle quali si aggiungono circa altre 2 ore a settimana per le attività di programmazione, per l’aggiornamento e per il ricevimento dei genitori.

Vengono, dunque, escluse tutte le altre ore di lavoro (per esempio, di preparazione delle lezioni o per altre attività non strettamente di lezione), cosa che invece non avviene negli altri Paesi.

Stipendi degli insegnanti in Italia e in Europa
Stipendi degli insegnanti in Italia e in Europa: nella foto un insegnante europea durante la lezione

Stipendi degli insegnanti in Italia e in Europa: le proposte dei partiti

Stipendi degli insegnanti in Italia e in Europa? Una delle proposte avanzate da alcuni partiti in questa campagna elettorale (tra cui PD, Movimento 5 Stelle, Fratelli d’Italia e Lega) è quella di aumentare lo stipendio dei docenti della scuola pubblica italiana eguagliandolo alla media europea.

Considerando gli stipendi dei docenti a prezzi correnti la retribuzione media degli insegnanti italiani è di 30.784 euro mentre quella dell’Eurozona è di 44.408 euro. Il costo della riforma sarebbe quindi di circa 11,6 miliardi l’anno.

Se si tiene conto del potere d’acquisto, più alto in Italia perché i prezzi sono più bassi, il divario retributivo si riduce molto, fino 3.352 euro. Infatti, lo stipendio lordo medio contrattuale annuo di un docente italiano a parità di potere d’acquisto è di 29.669 euro mentre nell’Eurozona è di 33.021 euro (Fig.2). La spesa per eguagliare la retribuzione di tutti gli insegnanti al livello dell’Eurozona scenderebbe quindi da 11,6 a 2,9 miliardi l’anno.

Occorre anche tenere conto della diversità dei Pil pro capite, per il fatto che un paese più ricco può permettersi stipendi più alti. Ma qui ci sono delle sorprese perché negli altri paesi gli stipendi degli insegnanti in rapporto al Pil pro-capite sono più alti che in Italia, ma il Pil pro capite dell’Italia è molto più basso di quello dell’Eurozona (-19,3 per cento).

Lo stipendio lordo medio di un docente italiano (30.784 euro) supera il Pil pro- capite dell’Italia (30.040 euro) solo del 2,5 per cento. Nell’Eurozona invece lo stipendio medio (44.408 euro) supera il pil pro- capite (35.850 euro) del 23,9 per cento.

Quindi per portare lo stipendio degli insegnanti allo stesso rapporto con il Pil pro-capite che prevale negli altri paesi bisognerebbe portare lo stipendio medio a 37.211 euro, ossia il 23,9 per cento in più del Pil pro-capite dell’Italia. L’ aumento sarebbe di 6.428 euro (+20,9 per cento).

In questo caso il costo della riforma sarebbe di 5,5 miliardi. Si noti che comunque lo stipendio medio dell’Italia rimarrebbe molto al di sotto di quello medio dell’Eurozona e il motivo è che il Pil pro-capite dell’Eurozona è più alto di quello dell’Italia.

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