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Stipendi sempre più bassi in Italia: paghe più alte nel ’90

Stipendi sempre più bassi in Italia: siamo l'unico Paese al mondo ad avere stipendi più bassi rispetto a 30 anni fa, vediamo qual è la situazione.

di The Wam

Dicembre 2021

Stipendi sempre più bassi in Italia. Una amara verità consegnata dai numeri: il nostro Paese è l’unico tra quelli Ocse ad aver visto le retribuzioni medie annue diminuire rispetto agli anni ’90: -2,9%. Un dato quasi imbarazzante se confrontato con quello della Lituania, che ha fatto registrare un clamoroso +276%, ed è la Nazione in cime alla lista.

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Il calo dei retribuzioni rispetto a 30 anni fa non si è registrato in nessuna altra economia avanzata. Siamo un unicum purtroppo. E con effetti che sono evidenti, fotografati dal Censis nel suo 55esimo rapporto.

Un colpo duro per gli italiani che continuano a sognare il posto fisso e ben retribuito. Per tanti continuerà a restare un sogno. Soprattutto per quanto riguarda la retribuzione.

Stipendi sempre più bassi in Italia: il posto fisso

Il posto fisso è una costante molto italiana, dovuta anche ha una scarsa attitudine al rischio d’impresa. Una scarsa attitudine che però è esplosa, e come dare torto, in questi due anni trascorsi tra chiusure, vaccini e restrizioni.

«La logica sociale vincente oggi dice che è vitale e razionale per tutti conquistare protezioni — spiega il rapporto —. Accaparrando diritti su risorse pubbliche, meglio se prolungati».

Qualche dato: il 40% degli italiani è convinto che dopo il covid avviare un’impresa, un negozio o una qualsiasi attività professione sarà un azzardo.

Solo il 13% ritiene che possa essere al contrario una opportunità.

Ovvero: se l’italiano già non è portato a rischiare, preferendo il posto fisso, con il covid questa attitudine si è diffusa ancora di più.

Non è un segnale positivo (seppur giustificato).

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Stipendi sempre più bassi in Italia: entrate garantite

Per queste ragioni gli italiani valutano il lavoro partendo da un dato:

deve essere sicuro e garantito.

E chi ha un entrate sicure e garantite (i 3,2 milioni di lavoratori pubblici e insieme a loro i pensionati), oggi ha una preoccupazione prevalente: fornire un aiuto adeguato per i figli e i nipoti.

E cioè chi si trova nel guado della crisi senza avere uno straccio di garanzia, appunto, e in una situazione economica traballante, anche perché nonostante gli accenni di ripresa la fine della pandemia sembra ancora distante. Una situazione che ha creato scompensi e danni seri all’intera economia globale, con inevitabili effetti a cascata anche a livello nazionale.

Stipendi sempre più bassi in Italia: il ruolo della famiglia

La famiglia del resto è sempre stata strategica per gli italiani. Ha spesso integrato e in molti casi sostituito il welfare pubblico.

Stipendi sempre più bassi in Italia: il sostegno a figli e nipoti

Eppure in questa fase non si può dire che l’impegno finanziario dello Stato sia mancato, per cercare di alleviare, per quanto è possibile, le conseguenze della crisi.

I trasferimenti sociali sono aumentati del 26,1% in termini reali.

Ma anche in questo caso i numeri del rapporto Censis chiariscono quale sia il peso delle famiglie:

Stipendi sempre più bassi in Italia: la casa

In questa fase gli italiani cercano certezze, punti di riferimento economici, basi solide sulla quali costruire il futuro. Ma sempre con il sostegno della famiglia.

Anche in questo caso ci vengono in soccorso i numeri:

il 72% degli italiani ritiene che per realizzarsi nella vita, acquistare una casa e formare un proprio nucleo familiare, sia impossibile senza il sostegno della famiglia di origine.

E comunque: avere immobili, proprietà e risparmi viene ritenuto indispensabile per avere una certa tranquillità. Per affrontare, con spalle più solide, le tempeste che si stanno susseguendo (in realtà a partire dalla grande crisi del 2008).

Questa idea: avere una casa di proprietà per essere più tranquilli è molto radicata in tutti i strati della società, compresi i giovani (66,3%) e i laureati (69,7%).

Stipendi sempre più bassi in Italia: l’istruzione

Il rapporto Censis mette in evidenza anche un altro aspetto:

un terzo degli occupati in Italia è in possesso della terza media: 6,5 milioni di persone. E 500mila tra loro non hanno neppure un titolo di studio (27%) o hanno conseguito solo la licenza elementare (2,2%).

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