Amicizie a quattro zampe: la rinascita di Macchia

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Benvenuti a un nuovo appuntamento della rubrica “Rainbow Time”, che vede oggi protagonista una cagnolina di nome Macchia, entrata, da sei anni circa, nella vita e nel cuore di Martina, la quale ci racconterà il loro incontro e uno degli episodi più belli della loro amicizia.

Il mio incontro con Macchia

Ricordo perfettamente il nostro primo incontro, quando gli occhi di Macchia – questo è il nome che le ho attribuito non appena ho visto il suo mantello -, che era lontana una decina di metri da me, hanno incontrato i miei. Era un rovente pomeriggio d’agosto di sei anni fa, quando io, verso le 18.00, decisi che sarebbe stato il caso di fare una passeggiata, occasione che mi avrebbe consentito di distrarmi un po’, dal momento che ero immersa, da giorni, nella preparazione di un esame universitario. Non appena misi piede in strada, m’imbattei in una cagnolina, la quale, scorta la mia presenza, repentinamente scappò via, ma con estrema difficoltà, giacché era chiaramente visibile la grandezza del suo addome, segno che mi fece subito pensare al fatto che lei aspettasse dei cuccioli. (Entra nel nostro gruppo e ricevi la rassegna stampa con tutte le notizie più importanti)

Nessuna traccia di Macchia prima di quel pomeriggio

La mia passeggiata continuò, ma quell’occasione, per me, non rappresentò un momento di distrazione, bensì contribuì a far sorgere nella mia mente numerosi dubbi relativi al suo passato e al motivo per il quale lei si aggirasse nei dintorni. Nei giorni precedenti, infatti, non mi era mai capitato di avvistarla e, inoltre, ero sicura del fatto che Macchia non appartenesse a nessuno dei miei vicini di casa, per il fatto che io ero a conoscenza di tutti i pelosetti della mia zona, spinta dal forte amore che, da sempre, nutro per i nostri amici a quattro zampe.

Dopo il nostro incontro

I giorni successivi al nostro incontro furono particolari: noi due, infatti, ci incrociammo tante volte; in quelle occasioni, tuttavia, lei scappava via, si allontanava da me, e, da lontano, mi fissava. Capii, allora, che lei, evidentemente, cercava aiuto, ma che, purtroppo, era troppo impaurita per lasciarsi avvicinare da me. Decisi, pertanto, che, da quel momento in poi, avrei provveduto a fornirle del cibo e dell’acqua e l’avrei monitorata, data la sua delicata condizione.

Macchia e i suoi cuccioli

Dopo qualche giorno, come avevo presagito, Macchia diede alla luce i suoi cuccioli e lasciò, con mio immenso stupore, che io mi avvicinassi a lei e ai suoi piccoli. Quel momento fu, per me, magico: compresi, infatti, che lei aveva capito che il mio intento, fin dall’inizio, era consistito nel volerla aiutare e lei, conscia di questo, aveva deciso di ripagarmi, lasciandomi avvicinare. Nel mondo animale, infatti, è molto arduo che una mamma, con cui l’interazione è cominciata da poco tempo, lasci avvicinare qualcuno ai suoi piccoli, poiché prevale un istinto di protezione tanto forte quanto giusto.

La nostra amicizia

Da quel giorno in poi, Macchia e la sua prole hanno cominciato a far parte della mia famiglia. Non trovo le parole per descrivere quanto lei dimostri, giornalmente, di essermi grata per la mano che io le ho teso. Molto probabilmente, anche lei rientra nella categoria dei cagnolini che vengono abbandonati nel momento in cui la loro condizione richiede qualche attenzione in più e un maggior grado di impegno quotidiano. Macchia ha compreso che io non mi sono voltata dall’altra parte, ma che, al contrario, sono stata pronta ad accogliere lei e i suoi cuccioli. Macchia ha dimostrato di essere forte, sapendosi adattare, nonostante la scabrosa condizione in cui versava, a un nuovo e ignoto contesto, ricominciando ad amare.

Il mio monito

Ho deciso di raccontare la nostra storia a “The Wam” perché vorrei porre una domanda a coloro che abbandonano le cagnoline nel momento in cui costoro realizzano che queste ultime metteranno al mondo dei piccoli. Se voi veniste abbandonati dai vostri familiari nel momento di massima difficoltà, come vi sentireste? Amore per gli animali significa anche mettersi al loro posto e cercare di provare le loro stesse emozioni. Provare amore per la propria cagnolina non significa abbandonarla sperando che lei e i suoi cuccioli possano trovare una famiglia, ma significa accudirla nel momento del bisogno.

Qualora questo non sia possibile, amare significa prevenire, facendo sottoporre la vostra pelosetta a un intervento di ovariectomia od ovarioisterectomia, che, oggigiorno, rientra nella routine quotidiana. Perché, infatti, bisogna mettere in pericolo la vita della vostra cagnolina e dei suoi piccoli, quando, purtroppo, ci sono già moltissimi pelosetti che necessitano di cure e di tanto amore? Sterilizzare, infatti, è un gesto d’amore, oltre che di sana prevenzione. Inviaci anche tu la tua storia, raccontandoci come il tuo amico a quattro zampe ti ha cambiato in meglio la vita. Spiegaci come.

Puoi scrivere alla pagina facebook di “The Wam” o inviare una mail al seguente indirizzo di posta: redazionethewam@gmail.com, indicando nell’oggetto “Rainbow time”

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