La strage degli aspiranti avvocati: ora c’è la class action

Parte da Salerno dove i praticanti bocciati sono stati il 71 per cento nella prova scritta. Quasi un record nazionale (l'amara competizione è con la Calabria). I candidati contestano la velocità nella correzione degli elaborati: i risultati sono arrivati in tempo nonostante il lockdown.

La strage degli aspiranti avvocati: ora c'è la class action
Il 71 per cento dei praticanti salernitani sono stati bocciati all'esame per avvocato e ora propongono una class action: non sarebbero stati giudicati in modo corretto.


2' di lettura

La strage degli aspiranti avvocati campani diventa una class action, e parte da Salerno, la provincia che ha fatto registrare il record di bocciati, il 71 per cento. A livello regionale i “respinti” sono stati invece il 60 per cento. Un dato che è quasi in linea – bisogna dirlo – con quello nazionale e del tutto simile a quello calabrese. Una stangata nazionale.

A Salerno 600 bocciati

A Salerno comunque il dato più clamoroso. Su 800 candidati solo 200 hanno superato la prova scritta.

Il dato non è in linea con quello dello scorso anno, quando gli scritti avevano avuto un esito positivo per il 50 per cento degli iscritti. Cosa è cambiato quest’anno non si è ben capito.

Dalla Corte d’Appello di Bari a quella di Lecce

Lo scorso anno gli elaborati sono stati corretti dalla Corte d’Appello di Lecce, lo scorso anno da quella di Bari. In teoria non dovrebbe essere cambiato molto.

Ma c’è un punto che ha lasciato perplessi gli aspiranti candidati: la tempistica. Nonostante il lockdown i tempi di correzione sono stati rispettati in pieno, con gli esiti delle prove resi noti a fine giugno. Quasi un unicum a livello nazionale: in altre regioni i risultati degli scritti non sono ancora conosciuti.

A motivare la class action ci sarebbe proprio la bassa percentuale di promossi e i tempi di correzione, insolitamente rapidi.

E’ l’Associazione italiana praticanti avvocati (Aipav), a parlare dell’azione legale. E sono già una trentina i candidati che hanno aderito.

La riforma Castelli

E’ da quando è stata introdotta la riforma Castelli che l’esame da avvocato è diventato più difficile da superare. Quella riforma ha ridotto le discrepanze nei risultati tra le diverse regioni d’Italia (la ricordate la ministra Gelmini che per superare la prova è andata in Calabria?).

Il numero dei candidati che superano l’esame al primo colpo è di poco superiore al 30 per cento. Per altri sono necessari due, tre tentativi (se bastano).

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