Strage delle donne. Il boss Graziano chiede revoca del carcere duro

L'istanza presentata dall'avvocato Massimo Preziosi al tribunale di Sorveglianza di Roma

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E’ in carcere per la strage della donne. Recluso al 41 bis. Ora, dopo la recente sentenza della Corte di Strasburgo, anche per il boss Antonio Graziano è stata presentata l’istanza per la revoca del carcere duro.

La richiesta è stata proposta al tribunale di Sorveglianza di Roma, l’unico che ha la competenza per decidere sul 41 bis per i detenuti, dall’avvocato Massimo Preziosi.

L’istanza – come scrive il Quotidiano del Sud – poggia su tre presupposti.

Il primo. Antonio Graziano, oggi 50enne, ha prodotto una serie di documenti che attestano un dato preciso: l’ala del gruppo di Quindici di cui fa parte ha ormai cessato la sua operatività criminale.

Il secondo. Suo fratello Adriano ha ottenuto da due anni la sospensione di ogni misura di prevenzione. Il tribunale di Avellino ha riconosciuto che non ha più nessuna pericolosità sociale. E da qualche tempo risiede all’estero.

Il terzo. Il capo riconosciuto del gruppo criminale era il padre di Antonio Graziano, Luigi Salvatore, che è morto.

Tre punti che potrebbero giocare a favore di una revoca del 41 bis. Ma di parere contrario ci sono l’antimafia e i carabinieri. Che invece hanno presentato relazioni che attestano la piena esistenza del clan.

Antonio Graziano, in cella dal 2002, è il detenuto irpino da più tempo a carcere duro. Gli altri reclusi della provincia al 41 bis sono Domenico Pagnozzi, e i cugini Amedeo e Modestino Genovese.

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