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Strumento di attivazione, nuovo Rdc settembre: come funziona

Scopri i primi dettagli sullo strumento di attivazione: a chi spetta, come funziona e quanto vale.

di Chiara Del Monaco

Maggio 2023

Oltre all’Assegno di inclusione, il Decreto lavoro ha introdotto lo Strumento di attivazione destinato ai nuclei familiari occupabili che non possono ricevere l’Adi. In questo approfondimento vediamo a chi spetta e come dovrebbe funzionare questo provvedimento (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Il 1° maggio 2023, cioè ieri, è stato approvato il Decreto lavoro in Consiglio dei ministri, che include tutti i nuovi provvedimenti per lavoratori, pensionati e non solo, attivi da quest’anno. Tra le novità più attese c’era sicuramente la misura sostitutiva del Reddito di cittadinanza. Dopo la proposta della Gil, infatti, il Governo ha introdotto l’Adi, ossia l’Assegno di inclusione.

Allo stesso modo, al posto di Gal e Pal, ossia Garanzia per l’attivazione lavorativa e Prestazione di accompagnamento al lavoro, è stata approvata ancora un’altra misura per i cosiddetti occupabili: lo Strumento di attivazione.

Anche se mancano molti dettagli su questa prestazione, nei prossimi paragrafi vediamo in cosa consiste lo Strumento di attivazione in base alle informazioni trapelate finora.

Indice

Niente più Gal e Pal, arriva lo Strumento di attivazione: a chi spetta

Negli ultimi mesi siamo stati pervasi dalle possibili misure che dovrebbero sostituire il Reddito di cittadinanza da gennaio 2024. Abbiamo sentito parlare di tante sigle diverse, come Mia, Gil, Gal e Pal per aiutare gli attuali percettori di Rdc che dall’anno prossimo si troveranno in grave difficoltà economica.

Proprio ieri, con l’approvazione del Decreto lavoro, sono finalmente arrivate delle notizie ufficiali in merito al futuro dei percettori di Rdc. In particolare, secondo il decreto, il Reddito di cittadinanza sarà sostituito dall’Assegno di inclusione, o Adi, destinato solo ai non occupabili.

Ricordiamo, infatti, che già con la Legge di bilancio 2023 il Governo ha fatto una distinzione tra nuclei familiari occupabili e non occupabili, riducendo la durata del contributo anti-povertà per i primi. I cosiddetti occupabili, infatti, sono coloro che per motivi anagrafici, di salute o familiari sarebbero nelle condizioni di trovare lavoro.

Nello specifico, sono occupabili tutti i nuclei familiari che non includono neanche un componente con disabilità, minorenne o di minimo 60 anni di età. In base a questa suddivisione, il Governo ha quindi introdotto l’Assegno di inclusione, una misura di contrasto alla povertà che ha alcune similitudini e alcune differenze con il Reddito di cittadinanza. Leggi le differenze fra Adi e Gil.

Invece, per i nuclei occupabili, è stata abbandonata l’idea della Gal (Garanzia di attivazione lavorativa) e della Pal (Prestazione di accompagnamento al lavoro), ed è stata introdotto lo Strumento di attivazione. Si tratta di contributo economico che ha l’obiettivo di aiutare questi destinatari a inserirsi nel mondo lavorativo.

In pratica, i destinatari dello Strumento di attivazione sono tutti i cittadini tra 18 e 59 anni, che rientrano nelle condizioni di “occupabilità” e che non hanno i requisiti per accedere all’Assegno di inclusione.

Scopri la pagina dedicata al Reddito di cittadinanza: pagamenti, diritti e bonus compatibili.

Nel video qui sotto, ecco un riepilogo delle novità sull’Adi, Assegno di inclusione, e sullo Strumento di attivazione.

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Come dovrebbe funzionare lo Strumento di attivazione

A differenza dell’Assegno di inclusione, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2024, lo Strumento di attivazione partirà dal 1° settembre 2023. Il motivo è che secondo la Legge di bilancio di quest’anno tutti gli occupabili hanno diritto al Reddito di cittadinanza solo per 7 mensilità nel 2023. Di conseguenza, ci sono diversi nuclei familiari che a breve termineranno i mesi previsti per il 2023 e si ritroveranno senza alcuna misura di sostegno al reddito.

In base al Decreto lavoro, lo Strumento di attivazione è quindi una misura di attivazione al lavoro che attraverso progetti formativi e di accompagnamento al lavoro, ha lo scopo di aiutare i destinatari a trovare un’occupazione.

Lo Strumento di attivazione ha un valore di 350 euro al mese, destinati ai nuclei familiari occupabili, quindi i cui componenti hanno tra i 18 e 59 anni e non si trovano in condizioni di disabilità, che possiedono un reddito ISEE complessivo non superiore a 6.000 euro e che non hanno i requisiti per ottenere l’Assegno di inclusione.

Per accedere allo Strumento di attivazione, è necessario presentare un’apposita richiesta online. Dopo aver fatto domanda, il cittadino richiedente viene convocato presso il Centro per l’impiego della zona di competenza. Firmando il patto di attivazione digitale, si accetta di prendere parte ad attività formative per la ricerca di lavoro proposte dal CpI. Inoltre, in base alle competenze e alle attitudini dell’interessato, viene stabilito il patto di servizio personalizzato, che include i percorsi di formazione più adatti al cittadino.

Dopo aver sottoscritto il patto di attivazione digitale e il patto di servizio personalizzato, il cittadino richiedente può ricevere offerte di lavoro o essere inserito in progetti di formazione specifici, selezionati dal CpI.

Per tutta la durata delle attività formative e degli eventuali progetti utili alla collettività, e comunque per massimo 12 mesi, l’INPS eroga un contributo di 350 euro al mese. Ciò significa che in teoria il contributo economico dura solo 12 mesi e non può essere rinnovato. Tuttavia, aspettiamo informazioni più precise per sapere come funziona.

Come funziona lo Strumento di attivazione: in foto, una persona al computer che prende appunti su un block notes.

Strumento di attivazione e offerta di lavoro

Nei paragrafi precedenti abbiamo visto come dovrebbe funzionare lo Strumento di attivazione e a chi sarebbe rivolto.

Un’altra novità introdotta dal Decreto lavoro e che dovrebbe valere sia per l’Assegno di inclusione sia per lo Strumento di attivazione riguarda l’offerta di lavoro congrua.

I cittadini beneficiari, infatti, possono essere inseriti in progetti formativi o corsi di riqualificazione professionale, oppure possono ricevere un’offerta di lavoro proposta dai Centri per l’Impiego. In teoria, sia per lo Strumento di attivazione sia per l’Adi, chi non accetta una proposta lavorativa congrua perde automaticamente il contributo economico.

In particolare, i destinatari devono accettare in tutta Italia:

Quindi, la novità più importante riguarda la necessità di accettare un lavoro a prescindere dal luogo sul territorio nazionale, se il contratto lavorativo è di almeno 12 mesi. Invece, per contratti di lavoro di durata inferiore a 12 mesi, e comunque di minimo un mese, la sede di lavoro non deve essere distante più di 80 km dalla propria residenza o domicilio.

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