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Home / Bonus e Incentivi » Contributi per famiglie » Reddito di cittadinanza / Nuovo Rdc: bisognerà lavorare ovunque o addio ai 350 euro

Nuovo Rdc: bisognerà lavorare ovunque o addio ai 350 euro

Scopri come funziona lo strumento di attivazione e rifiuto dell’offerta di lavoro e quando è prevista la revoca.

di Chiara Del Monaco

Maggio 2023

Lo Strumento di attivazione è la nuova misura per l’inserimento lavorativo che entrerà in vigore a settembre. A differenza del Rdc, ci sono delle condizioni sull’offerta di lavoro meno vantaggiose per i destinatari. In questo approfondimento, vediamo come funzionano lo Strumento di attivazione e rifiuto dell’offerta di lavoro (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

I prossimi giorni saranno concentrati sul contenuto del Decreto lavoro e sulle novità introdotte il 1° maggio dopo l’approvazione del documento.

In merito ai percettori di Reddito di cittadinanza, viene fatta una distinzione tra occupabili e non occupabili, per cui sono previste due diverse misure di sostegno. I non occupabili hanno diritto all’Adi, o Assegno di inclusione, mentre i nuclei familiari occupabili riceveranno lo Strumento di attivazione.

Uno dei dettagli più significativi sullo Strumento di attivazione è la possibilità di accettare o rifiutare un’offerta di lavoro ritenuta “congrua”. Nei prossimi paragrafi, ci concentriamo proprio sullo Strumento di attivazione e rifiuto dell’offerta di lavoro.

Indice

Strumento di attivazione e rifiuto dell’offerta di lavoro: quando c’è la revoca?

Finora i destinatari del Reddito di cittadinanza hanno dovuto rispettare non solo i requisiti previsti dal dl 4/2019 ma anche gli obblighi relativi alle politiche attive del lavoro. Ricordiamo, infatti, che i percettori sono tenuti a sottoscrivere il Patto per il lavoro o per l’inclusione sociale per avere maggiori possibilità di trovare un’occupazione.

Inoltre, quando il Centro per l’Impiego inoltra un’offerta di lavoro “congrua”, quindi che rispetti alcune condizioni, il cittadino è tenuto ad accettarla, pena la revoca del sussidio.

Come sappiamo, il Reddito di cittadinanza per gli occupabili vale solo 7 mesi nel 2023, dopodiché entrerà in vigore una nuova misura di attivazione lavorativa, introdotta solo pochi giorni fa con il Decreto lavoro. Si tratta dello Strumento di attivazione, che dovrebbe partire dal 1° settembre 2023 ed è destinato proprio a coloro che presto perderanno il Reddito di cittadinanza.

Come per il Rdc, anche lo Strumento di attivazione prevede alcuni requisiti e soprattutto alcune regole dal punto di vista del lavoro. Tra queste, c’è il rischio di togliere il contributo economico a chi rifiuta un’offerta di lavoro.

Anche se siamo in attesa di ulteriori chiarimenti, i beneficiari possono perdere lo Strumento di attivazione se non accettano un’offerta di lavoro:

Quindi, una proposta di lavoro si considera congrua in presenza delle condizioni descritte sopra. Invece, una differenza significativa rispetto al Reddito di cittadinanza riguarda la distanza della sede di lavoro dall’abitazione dei beneficiari.

In particolare, per i contratti di lavoro da 12 mesi in poi, è obbligatorio accettare l’offerta su tutto il territorio nazionale, quindi a prescindere dalla distanza rispetto al nucleo familiare. Al contrario, per i contratti di lavoro di meno di 12 mesi, e comunque non inferiori a un mese, il luogo non deve essere distante più di 80 chilometri dal domicilio o dalla residenza del cittadino interessato.

Scopri la pagina dedicata al Reddito di cittadinanza: pagamenti, diritti e bonus compatibili.

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Strumento di attivazione e rifiuto dell’offerta di lavoro: a chi spetta il sussidio?

Nel paragrafo precedente abbiamo spiegato i primi dettagli sullo Strumento di attivazione e rifiuto dell’offerta di lavoro, chiarendo in particolare la differenza rispetto al Reddito di cittadinanza.

Adesso potrebbe essere utile sapere a chi spetta la nuova misura e quindi chi deve sottostare alle condizioni dell’offerta di lavoro.

Dunque, lo Strumento di attivazione sostituirebbe le due misure di cui abbiamo sentito parlare nelle ultime settimane, cioè la Pal (Prestazione di accompagnamento al lavoro) e Gal (Garanzia di attivazione lavorativa) per i cosiddetti occupabili.

In particolare, questo strumento è destinato ai nuclei familiari occupabili, ossia coloro che non hanno al loro interno almeno un componente:

In pratica, possono fruire dello Strumento di attivazione i cittadini tra 18 e 59 anni che non hanno i requisiti per accedere all’Assegno di inclusione e che si trovano in condizioni di povertà assoluta, cioè con un ISEE annuo non superiore a 6.000 euro.

Scopri le differenze fra Assegno di inclusione e Gil.

Strumento di attivazione e rifiuto dell’offerta di lavoro: in foto, due mani che si stringono.

Strumento di attivazione e rifiuto dell’offerta di lavoro: come funziona?

Tra pochi mesi molti percettori di Reddito di cittadinanza termineranno il contributo anti-povertà, in quanto la Legge di bilancio 2023 ha stabilito che per gli occupabili il Rdc ha una validità di massimo 7 mesi per il 2023.

Per questo motivo, con il nuovo Decreto lavoro il Governo ha deciso di introdurre lo Strumento di attivazione a partire dal 1° settembre 2023. Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, spetta solo a chi non possiede i requisiti per l’Assegno di inclusione e ha un reddito massimo di 6.000 euro annui.

Per quanto riguarda il funzionamento generale della misura, questa va richiesta online e prevede l’erogazione di 350 euro al mese da parte dell’INPS. L’obiettivo dello Strumento di attivazione è aiutare i beneficiari a entrare nel mondo del lavoro e a integrarsi nuovamente nella società.

Per farlo, dopo aver inviato la domanda, i richiedenti vengono convocati dal Centro per l’Impiego della zona di competenza per un colloquio. In questa occasione, si firma il patto di attivazione digitale, con cui si accetta di partecipare alle attività formative e ai progetti utili alla collettività. In particolare, tutti i progetti formativi e le attività di riqualificazione professionale sono basate sul patto di servizio personalizzato, che a sua volta è coerente con le attitudini professionali e personali del cittadino.

Come per il Reddito di cittadinanza, è obbligatorio partecipare attivamente ai progetti formativi, pena la revoca dello Strumento di attivazione.

Infine, per quanto riguarda la durata, il contributo economico dovrebbe essere erogato per un massimo di 12 mesi, almeno per ora senza possibilità di rinnovo.

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