Accusati di aver stuprato, filmato e venduto tre figli piccoli. Assolti dopo 12 anni



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Per dodici anni sono stati ritenuti colpevoli di aver stuprato e filmato i tre figli piccoli. E di averli concessi ad altre cinque persone. Condannati in primo grado a pene pesantissime (il padre 18 anni), ieri i giudici della Corte d’Appello di Salerno (presidente De Luca, a latere Troisi e Celotto), li hanno assolti perché il fatto non sussiste.

Anche l’accusa ha chiesto l’assoluzione

Una sentenza clamorosa, ma prevedibile. Anche il procuratore generale, Carmine Olivieri, nella precedente udienza, aveva infatti chiesto l’assoluzione delle persone sotto accusa. Motivo: “Le procedure di ascolto non possono essere ritenute affidabili e potrebbero aver indotto i minori al travisamento dei fatti”.

Dodici anni, e poi la sentenza di assoluzione

Cioè dodici lunghi anni per arrivare alla conclusione che i sette imputati, accusati di reati a dir poco infamanti, con tre figli strappati ai genitori, condannati in primo grado a “pene esemplari”, in realtà non hanno commesso il fatto.

Le violenze sarebbero state commesse tra il 2006 e il 2008

Una storia sconcertante, sia per le accuse (terribili), sia per la conclusione della vicenda giudiziaria.

Gli abusi si sarebbero verificati a Salerno, tra il 2006 e il 2008. In primo grado il padre dei ragazzini è stato condannato a 18 anni. E poi a seguire pene tra i 15 de i 13 anni.

Le accuse erano gravissime: violenza sessuale, atti sessuali con minorenni, commercio di video produzioni pedopornografiche.

I video pedopornografici rivenduti a 30 e 50 euro

Per l’accusa – fino al ribaltone finale – gli abusi si sarebbero verificati almeno tre volte la settimana. Tutti filmati, e le immagini poi rivendute, naturalmente a scopo di lucro, con un tariffario che poteva variare tra i 20 e i 50 euro.

I tre appartamenti

Gli inquirenti hanno ritenuto in fase d’inchiesta e nel corso del dibattimento di primo grado che quegli abusi si sarebbero consumati in tre appartamenti, tutti a Salerno: a Mariconda (piazzetta Anita Garibaldi), a Cappelle, in via Salita San Giovanni e in via Andrea Sabatini.

I tre bambini sono stati tutti allontanati dalla famiglia, già nel 2009. I bimbi più piccoli sono stati adottati da una famiglia. La più grande, dopo due affidamenti che non sono andati bene, vive ora in una casa famiglia.

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