Super green pass, controllo alle frontiere e terza dose

Super green pass, controllo alle frontiere e terza dose: nel nuovo decreto del governo stretta per i no vax, in particolare dalla zona arancione, vediamo come. Si va verso la somministrazione delle terze dosi a cinque mesi dalla fine del primo ciclo e la riduzione della validità del certificato verde.

5' di lettura

Super green pass, controlli alle frontiere e terza dose dopo 5 mesi. Su queste linee guida sarà imposto il nuovo decreto del governo per frenare la quarta ondata di infezioni da covid.

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Il nuovo decreto del governo sarà in Consiglio dei Ministri giovedì. All’interno ci sono le indicazioni delle Regioni, che sollecitano chiusure e restrizioni solo per chi non ha fatto il vaccino.

Super green pass: anticipare la terza dose

È invece il ministro della Salute, Roberto Speranza, a spingere per anticipare la terza dose a cinque mesi dopo la fine del primo ciclo vaccinale.

L’anticipo vaccinale è anche nella circolare del direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza.

I cinque mesi saranno ufficiali dalla pubblicazione della determina sulla Gazzetta ufficiale (forse già oggi).

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Super green pass: le restrizioni per i no vax

Super green pass e controlli alle frontiere, in particolare da quei Paesi dove la circolazione del virus è consistente e il numero di vaccinati molto basso.

Con il super green pass, lo ricordiamo, sarà consentito solo ai vaccinati e ai guariti frequentare i luoghi che sono stati individuati come a rischio contagio: ristoranti, bar, teatri, cinema, palestre e piscine.

Super green pass: salvare la stagione invernale

I più duri sulla linea del super green pass sono i governatori del nord est, dove la diffusione del covid è più massiccia in questo periodo, e dove c’è il timore di perdere una nuova stagione turistica invernale. Oltre naturalmente a compromettere un altro Natale.

Le ricadute sarebbero pesanti, sia per la ripresa economica, sia per le attività sociale.

Super green pass: no alle chiusure generalizzate

A quei timori rispondono con un secco “no” alle chiusure generalizzate, «sarebbero insopportabili». E quindi, chi è vaccinato deve subire meno restrizioni dei no vax. Una linea che unisce quasi tutti i governatori delle Regioni, da nord a sud. E politicamente da sinistra a destra. In un accordo unanime che forse mai si era registrato da quando è iniziata la pandemia.

Cresce anche l’esigenza di imporre l’obbligo della terza dose al personale sanitario e ai dipendenti delle residenze assistite per anziani. Due provvedimenti che dovrebbero essere contenuti all’interno del nuovo decreto del governo.

Super green pass: il governo accelera

Sul super green pass ci sono pochi dubbi. Anche il governo accelera. Il concetto è questo: se si vuole evitare un altro Natale in emergenza sanitaria l’unica possibilità è quella di imporre subito le restrizioni necessarie che possano contenere gli effetti della quarta ondata di covid.

E il super green pass, come avrete capito, impone severe restrizioni alla vita sociale soprattutto a chi ha rifiutato di ricevere il vaccino.

Super green pass: restrizioni dalla zona arancione

Sulla questione non si è ancora espresso il presidente del Consiglio, Mario Draghi. Sta valutando quando e come dovrà essere forte la stretta.

A questo punto l’ipotesi più probabile è che le restrizioni per chi non è vaccinato debbano scattare dopo che una Regione, o un territorio, è passato in zona arancione.

E la zona arancione è quella che inizia a imporre dei divieti decisamente più stringenti rispetto a quelli previsti in zona gialla.

Vediamo quali sono i provvedimenti che dovrebbero essere inseriti nel nuovo decreto del governo, quello che passerà alle cronache come il decreto super green pass.

Super green pass e obbligo terza dose

Abbiamo detto dell’obbligo di vaccinarsi per determinate categorie. Scatterà infatti l’obbligo della terza dose per il personale sanitario e per tutti i lavoratori che operano nelle residenze per anziani (Rsa).

Si sta valutando se estendere l’obbligo anche al personale scolastico, alle forze dell’ordine e ai lavoratori della pubblica amministrazione che sono in contatto con il pubblico.

Appena sarà arrivato il via libera dell’Aifa scatterà anche la riduzione a 5 mesi per la somministrazione della terza dose di vaccino.

Super green pass e validità ridotta

Il super green pass avrà una durata abbreviata: non più 12, ma 9 mesi. Al termine di quel periodo chi non avrà fatto il richiamo si ritroverà con un certificato verde non più valido. Ma c’è qualche scienziato che ha proposto di ridurre ulteriormente la validità del super green pass, portandolo a 6 mesi. Sul punto si attende una valutazione da parte del Comitato tecnico scientifico.

Si valuta una ulteriore restrizione per i no vax: i tamponi dovrebbero avere una validità dimezzata rispetto a quella in vigore oggi. Ma sulla questione non c’è ancora nulla di definitivo.

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