Suzione del pollice nei bambini dopo i 3 anni: possibili conseguenze

La suzione del pollice è un comportamento normale per ogni bambino, ma se questa continua anche dopo i 3 anni può portare a conseguenze spiacevoli, come il diastema dentale.

3' di lettura

Molti bambini di pochi mesi amano succhiarsi il pollice, o comunque un dito della mano. In tenerissima età è un comportamento del tutto naturale, che porta il bambino a conoscere sé stesso, ma durante la prima dentizione può servire anche a massaggiare le gengive doloranti. Si tratta per lo più di una piccola coccola, di un gesto utile a portare conforto e a tranquillizzarsi in varie situazioni. Alcuni bambini mantengono questo comportamento anche con il passare degli anni, così come altrettanti lo riacquistano dopo i 2-3 anni.

In questi casi le motivazioni che portano alla suzione sono varie, e spesso è bene valutarle in modo approfondito; tuttavia il costante mantenimento di un dito in bocca può causare alcune conseguenze poco piacevoli o addirittura dannose.

In questo articolo scopriremo cos’è il diastema dentale e quali altri problematiche possono essere provocate da questa abitudine.

Le conseguenze dopo i 3 anni

Più il bambino continua a succhiarsi il pollice dopo i 2-3 anni e maggiori possono essere le problematiche a cui va incontro. Dal punto di vista prettamente fisico mantenere un dito in bocca per molto tempo nel corso della giornata può portare alla modificazione della struttura del palato, ancora in via di formazione, e del posizionamento dei denti. Questa abitudine è spesso compresa tra le cause del diastema dentale, anche se non è l’unica. Prima di tutto è bene comprendere che questo fenomeno è abbastanza frequente nei bambini in fase di dentizione e spesso si risolve naturalmente con la crescita. La suzione continua dopo i 3 anni può portare anche a una modificazione strutturale dell’intero palato, con conseguente mal occlusione, morso aperto o chiuso. Sono tutte situazioni che si aggravano quanto più l’abitudine alla suzione si mantiene nel tempo dopo l’avvenuta completa dentizione. Sostanzialmente questo si verifica perché il bimbo mantiene in bocca un corpo estraneo, che va a modificare profondamente la disposizione dei denti in crescita.

Ulteriori problematiche

Oltre alle problematiche che potremmo indicare con l’aggettivo strutturali, in quanto correlate allo sviluppo dei denti e del palato, ve ne sono altre di natura differente, correlate appunto al fatto di succhiare continuativamente un dito, che ovviamente non viene lavato e pulito varie volte nel corso della giornata. Attraverso questa via il bimbo può ingerire agenti patogeni di varia natura, con maggiore propensione quindi a manifestare meteorismo, problemi intestinali e gastroenteriti di origine virale. Non solo, la sede del palato in cui viene mantenuto il dito è maggiormente soggetta agli attacchi batterici, mentre la pelle del dito può manifestare fenomeni di macerazione, così come è più probabile l’intensa formazione di placca batterica sui denti. Si deve anche considerare che il ricorso alla suzione in età avanzata è correlato a uno stato di stress continuativo: il bimbo succhia il pollice per far fronte a situazioni di insicurezza o paura. L’ansia nei piccoli è un fenomeno purtroppo in costante aumento, a cui è bene dare il giusto peso.

Come eliminare la suzione del pollice

Chiaramente non è facile riuscire a togliere a un bimbo un’abitudine che ha preso piede già da lungo tempo. È quindi bene vigilare costantemente sui propri figli o sui bimbi di cui ci si prende cura. Comprendere quali siano le motivazioni che portano il singolo soggetto a succhiarsi il pollice è essenziale per poter trovare la corretta strategia per affrontare il problema.

Suzione del pollice nei bambini dopo i 3 anni: possibili conseguenze
Suzione del pollice nei bambini dopo i 3 anni: possibili conseguenze
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