Tabacco riscaldato, più tasse per dare soldi alla sanità: l’Italia dice no

Bocciato l'emendamento per aumentare le tasse sui produttori di tabacco riscaldato e destinare i soldi all'assistenza medica domiciliare

2' di lettura

Non solo tanti bonus e l’aumento delle pensioni di invalidità al 100%, nel Decreto Rilancio le esclusioni fanno altrettanto rumore.

Uno degli emendamenti bocciati è quello relativo all’aumento della tassa sul tabacco riscaldato da far pagare ai grossi produttori. Eppure, secondo i calcoli, avrebbe permesso all’Italia di recuperare oltre trecento milioni di euro.

Soldi da destinare, secondo la proposta, all’assistenza medica domiciliare.

Tabacco riscaldato: presso e tasse agevolate

In Italia c’è una tassazione super-agevolata per questi prodotti (25%). La proposta, sostenuta da Raffaele Trano e da Cittadinanzattiva, era aumentare le tasse e destinare il ricavato alle organizzazioni sanitarie. A marzo la richiesta era stata sottoscritta da 64 fra associazioni e ordini professionali.

L’obiettivo era costituire un fondo da 300 milioni per malati cronici e disabili da curare in casa. Ma non se n’è fatto nulla.

Cos’è il tabacco a riscaldamento

Il tabacco a riscaldamento non va confuso con la sigaretta elettronica.

Il contenuto di nicotina è simile alle sigarette comuni, ma il livello di altre sostanze tossiche sarebbe inferiore.

Dire sarebbe è d’obbligo, visto che la maggior parte di studi sul prodotto sono stati finanziati dai produttori e il conflitto di interessi è palese.

Fra le voci discordanti c’è quella dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Gli esperti sostengono, infatti, che il tabacco riscaldato crei una forte dipendenza e sia nocivo per la salute.

Roberta Pacifici, direttrice del Centro nazionale per le dipendenze presso l’Istituto Superiore di Sanità italiano, ha dichiarato a Politico.Eu: “Che ci sono troppi pochi studi per sostenere che il prodotto non crei dipendenza”.

Philip Morris, 98% del mercato in Italia

In Italia il marchio di tabacco riscaldato IQOS, riconducibile alla multinazionale Philip Morris International (PMI), detiene circa il 98% del mercato: parlare di monopolio non è sbagliato.

Chi ha visto bocciare la proposta sostiene che, il governo, avrebbe più di un buon motivo per continuare con questa tassazione agevolata.

Nel 2016 Pmi ha scelto l’Emilia Romagna, storica regione rossa, per costruire la più grande fabbrica di tabacco riscaldata al mondo.

Un’inaugurazione avvenuta in grande stile, con l’allora presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Movimento 5 Stelle e aziende del tabacco

Poco dopo l’insediamento del Movimento 5 Stelle al governo (2018), è stato aumentato lo sconto fiscale per i produttore di tabacco riscaldato.

Linkiesta ricorda che Philip Morris è cliente della Casaleggio associati, che gestisce la piattaforma di cittadinanza Rousseau

Un altro aspetto molto importante, da considerare, è che intorno al tabacco riscaldato, in Italia si reggano oltre 50mila posti di lavoro. Una spada di Damocle difficile da ignorare quando si decide di intervenire su questioni così rilevanti.

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