Money Gate – Rinviati a giudizio per frode sportiva Taccone e De vito

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Il Gup di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito del filone d’inchiesta soprannominato Money Gate, ha rinviato a giudizio con l’accusa di frode sportiva l’ex presidente dell’Avellino Calcio Walter Taccone e l’ex direttore sportivo Vincenzo De Vito. Con le stesse motivazioni sono stati rinviati a giudizio anche l’ex presidente del Catanzaro, Giuseppe Cosentino ed il calciatore Andrea Russotto.

L’accusa basa le proprie tesi su delle intercettazioni telefoniche che videro protagonista il presidente del Catanzaro. Infatti, nei giorni seguenti alla partita, il numero uno del Catanzaro, si lamentava per una promessa non mantenuta, presumibilmente, dai rappresentati dei vertici societari biancoverdi. I fatti fanno riferimento alla partita disputata tra Catanzaro ed Avellino il 5 maggio 2013 (0-1), quando i lupi di Walter Taccone approdarono nel campionato di Serie B dopo il fallimento del 2009 .

Stando all’accusa, tutti gli imputati coinvolti, avrebbero “compiuto atti fraudolenti consistiti nel concordare il risultato finale della partita, diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione. Avrebbe consentito al Catanzaro di non ritrovarsi nei play out e all’Avellino di raggiungere la promozione nella serie superiore. A causa del mancato rispetto degli accordi da parte dell’Avellino che, a seguito della contestuale vittoria del Perugia, per evitare il rischio di non raggiungere la promozione in serie B, si aggiudicò la partita con il risultato di 1-0, nonostante il calciatore Russotto, del Catanzaro, avesse deliberatamente fallito due chiare occasioni per realizzare il gol del vantaggio”.

Le intercettazioni

L’accusa basa le proprie supposizioni su una serie di intercettazioni telefoniche ed ambientali effettuate in quel periodo. Il giorno stesso della partita apparirebbe infuriato al telefono con la figlia, il tutto confermato dallo stato d’animo con cui intrattiene una breve conversazione telefonica con l’ex direttore sportivo del Catanzaro Orotoli.

Ortoli – “Abbiamo realizzato il successo, quindi dobbiamo essere felicissimi presidente”.

Cosentino – «Eh lo so… però… Però poi quando ci vediamo, le cose erano come dicevo.. come dicevo io e tu, non erano come dice il Massimo sai?… ma gli accordi che eravamo io con … Enzo».

Ortoli – “Con l’azienda… ho capito ho capito”

Cosentino – “Con l’azienda… la nostra fornitrice era come ti dico io, infatti loro sono rimasti pure eee… I discorsi erano questi, loro si sono comportati da merd… da merda però poi ne parliamo”

Ecco un pezzo degli stralci delle intercettazioni ambientali datati 15 maggio 2013:

Personaggio 1 – Ma poi un’altra domanda. Che è successo con l’ultima partita in casa? Si che sono… erano… si vedevano uno spessore più alto

Cosentino – Figli di puttana, sono venuti loro a trovarmi a me. Tutti e due i presidenti che noi siamo amici, sono due presidenti là… eeee. Presidente allora a noi il punto ci serve, facciamo il pari?

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