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Lombardia, tagli ai caregiver: tutti in piazza. Cosa faremo

Nel 2024, circa 3000 disabili gravissimi e 250 persone con dipendenza vitale da macchinari, subiranno gravi conseguenze dovute ai tagli ai caregiver in Lombardia. Si tratta di un colpo di grazia alle famiglie, che non solo non riusciranno a supportare i loro cari e sostenere le spese per il personale in sostituzione del caregiver, ma non avranno nemmeno più il diritto di scelta tra assistenza diretta e indiretta. Le associazioni lombarde hanno deciso di protestare. Scenderanno in piazza, a Milano, sabato 23 marzo 2024. Ne abbiamo parlato con Fortunato Nicoletti, Vice Presiedente dell’Associazione “Nessuno è escluso”.

di Romina Cardia

Marzo 2024

In questo articolo approfondiremo la notizia sui tagli ai caregiver in Lombardia (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Tagli ai caregiver in Lombardia: la protesta di Milano

In seguito ai tagli ai caregiver in Lombardia, più di 150 associazioni lombarde si ritroveranno, sabato 23 marzo 2024, in Piazza Città di Lombardia, sotto la sede della Giunta regionale, per protestare.

Il vice Presidente dell’associazione Nessuno è Escluso, Fortunato Nicoletti, afferma che sono gli stessi caregiver a chiedere un cambio di passo.

Le associazioni della Lombardia avevano fatto sapere della loro intenzione, avevano cercato di dialogare in vario modo, presentato proposte, ma non c’è stato modo di trovare le soluzioni richieste.

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La delibera regionale 1669 del 28 dicembre emanata dalla Regione Lombardia è stata disastrosa da ogni punto di vista. La tanto annunciata revisione, che include il blocco immediato dell’accesso alla misura B1 con una lista d’attesa conseguente, è del tutto inaccettabile.

Per questo motivo, il gruppo cresciuto nel frattempo, composto da oltre 150 associazioni lombarde, supportato da altre provenienti da diverse regioni, ha annunciato un sit-in di protesta per sabato 23 marzo alle ore 11 presso la sede della Regione Lombardia, in Piazza Città di Lombardia.

La manifestazione sarà pacifica, apartitica e anche festosa e danzante (è previsto un Flash Mob in cui balleranno dei ragazzi con disabilità), poiché la vita delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie può e deve essere piena se vengono garantiti gli strumenti adeguati.

Si invita non solo la società civile a unirsi a loro, ma anche le famiglie e le associazioni di altre regioni a partecipare alla mobilitazione nei modi che riterranno opportuni, poiché questa delibera regionale deriva dal Piano Nazionale della non autosufficienza (secondo le associazioni completamente sbagliato) e non rispetta i principi fondamentali della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, primo fra tutti la libertà di scegliere come, quando, dove e da chi essere assistiti.

È importante sottolineare che nonostante le discussioni e gli inviti, le principali associazioni lombarde che si occupano di disabilità hanno scelto di non aderire alla protesta, pertanto Ledha Lombardia, Anffas Lombardia e Fand Lombardia, tra gli altri, non parteciperanno alla protesta, in attesa di una manifestazione organizzata da loro, le cui date e modalità non sono ancora note.

Tagli ai caregiver in Lombardia con una risoluzione della Giunta

Con una risoluzione unanime datata 28 dicembre 2023, la Giunta della Regione Lombardia ha approvato la riduzione dei finanziamenti per le Misure B1 e B2 destinate alle persone con disabilità gravissima e grave.

Queste misure ricevono supporto sia dal Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza (FNA) che da risorse regionali.

L’azione è stata portata all’attenzione pubblica da diverse associazioni attive sul territorio lombardo, tra cui Confad (Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità), Nessuno è Escluso e AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica).

Ecco un elenco delle principali associazioni che si occupano di disabili in Italia: cosa fanno, come possono esserti utile e come contattarle in caso di bisogno.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=6–jbunpI4Q?si=YkoePftRN_MMM4dY&w=560&h=315]

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AISLA Rivela: 7.000 famiglie in difficoltà con i tagli ai caregiver in Lombardia

Secondo i dati resi noti dall’AISLA, la Regione Lombardia si appresta a creare ulteriori difficoltà per oltre 7.000 famiglie già alle prese con la dura realtà della malattia, di cui circa 1.000 affette da SLA.

L’Associazione ha sollevato ripetutamente le sue preoccupazioni riguardo alla comprensione da parte della Regione Lombardia delle disposizioni relative all’assistenza diretta e indiretta previste dal Fondo Nazionale per la Non autosufficienza (FNA), mettendo in luce gli impatti gravi dei tagli ai caregiver in Lombardia così radicali. In Lombardia, sono circa 11.000 le persone che affrontano una disabilità grave.

Dal 2024, circa 3.000 di questi individui, gravemente disabili e assistiti “esclusivamente” da un caregiver familiare, subiranno una riduzione dell’assegno mensile da 650 a 400 euro.

Allo stesso modo, stima AISLA, più di 250 persone, dipendenti vitali da apparecchiature mediche (come persone in coma, in stato vegetativo o con tracheotomia), vedranno il loro contributo mensile ridotto da 900 a 700 euro.

A questi si aggiungono i ragazzi disabili che frequentano la scuola e coloro che vivono con disturbi dello spettro autistico, i quali subiranno una riduzione del loro sussidio mensile da 750 a 400 euro.

Gli importi rimangono pressoché invariati per coloro che possono permettersi di assumere un assistente familiare, circa 3.600 famiglie.

Sorprendentemente, a poco più di cento persone che si trovano in una condizione di dipendenza vitale (come ad esempio coloro affetti da SLA) se assistiti da un professionista regolarmente assunto, la Regione Lombardia riduce il contributo da 1.300 a 1.200 euro mensili.

Si tratta di un taglio economico che va controcorrente rispetto a un contesto già segnato da un significativo aumento delle spese per gli assistenti e le badanti, con un aumento dei costi mensili fino a 122,59 euro.

Inoltre, l’INPS ha previsto un aumento dell’8,1% nei contributi previdenziali per i lavoratori domestici.

Raccontiamo la storia di Cristina Mariani: una caregiver, ovvero una figlia che ha scelto di prendersi cura della mamma, che all’età di 59 anni ha avuto un aneurisma cerebrale.

Come la Regione Lombardia giustifica i tagli ai caregiver

La scelta di ridurre il finanziamento destinato alle persone con disabilità è stata spiegata attraverso l’introduzione di Interventi Sociali Integrativi, i quali offriranno servizi anziché un sostegno economico diretto.

Tuttavia, questo schema di assistenza, imposto dalle disposizioni regionali, si rivela insufficiente.

Ad esempio, consideriamo il bisogno giornaliero di assistenza igienico-personale per una persona completamente paralizzata. Il costo orario del personale sociosanitario fornito dalla Regione ai Comuni non sarebbe sufficiente nemmeno per coprire tre giorni di assistenza al mese.

Nonostante il Piano per la Non Autosufficienza 2022-2024 si concentri sui servizi essenziali (LEPS), l’interpretazione della Regione Lombardia sta portando a una significativa diminuzione del sostegno economico per i caregiver, specialmente quelli familiari.

L’assegnazione di servizi non può sostituire il lavoro di cura e l’importante impegno umano che le famiglie dedicano all’assistenza dei propri cari malati.

AISLA ha presentato tre proposte d’azione a Regione Lombardia per evitare questa situazione:

Tagli ai caregiver in Lombardia
Tagli ai caregiver in Lombardia. Nella foto: locandina del Flash Mob contro i tagli ai caregiver.

Nuove sfide per i caregiver: Confad e Nessuno è Escluso si esprimono

A partire dal 1° giugno 2024, si prospettano significative modifiche negli importi destinati all’assistenza diretta.

Tale cambiamento preoccupa migliaia di famiglie, le quali rischiano di dover interrompere le terapie riabilitative o di non poter più contare sull’assistenza necessaria da parte di personale specializzato, mettendo così a dura prova i caregiver familiari.

Teresa Bellini, responsabile di Confad Lombardia, sottolinea il costante disconoscimento del lavoro svolto dai caregiver familiari, che si trovano ancora una volta svantaggiati da queste modifiche.

Inoltre, Bellini critica il tentativo di riqualificare servizi inadeguati in soli sei mesi, soprattutto considerando che questa responsabilità ricade sui Comuni già in difficoltà.

Fortunato Nicoletti, vicepresidente di Nessuno è Escluso, evidenzia le modifiche apportate al nuovo Piano nazionale delle Non Autosufficienze, il quale ridistribuisce parte del fondo destinato alle regioni dall’assistenza diretta all’assistenza indiretta.

Tuttavia, Nicoletti sottolinea che le regioni hanno la possibilità di intervenire per evitare ulteriori penalizzazioni alle famiglie, ma fino ad oggi ciò non è avvenuto nonostante le avvertenze delle associazioni di famiglie.

Le proiezioni per il 2024 indicano che solo il 15% del bilancio sarà destinato ai servizi, con un’ulteriore riduzione prevista nel 2025 al 25%.

Queste modifiche potrebbero avere conseguenze devastanti sull’assistenza diretta, mettendo a rischio il benessere delle famiglie coinvolte.

Nonostante il bilancio della Regione Lombardia per il 2023 ammonti a circa 36 miliardi di euro, la Giunta lombarda non è riuscita ad allocare fondi sufficienti per evitare i tagli previsti.

Confad e Nessuno è Escluso denunciano la mancanza di volontà politica nel garantire risorse adeguate per evitare queste misure drastiche.

Infine, Nicoletti e Bellini auspicano un’urgente revisione della delibera regionale riguardante questi punti critici, che considerano fondamentali per il benessere delle famiglie rappresentate.

FAQ sui tagli ai caregiver in Lombardia

Come ha risposto la Regione Lombardia alla protesta dei caregiver?

La Regione Lombardia ha risposto alla protesta dei caregiver familiari riducendo i tagli ai finanziamenti precedentemente previsti, grazie all’impiego di fondi regionali. Questo intervento è stato il risultato di negoziati con il Ministro del Lavoro e di un lungo pressing da parte delle famiglie, che hanno incluso lettere ai Governi e Ministri e annunci di mobilitazioni pubbliche. Nonostante la riduzione dei tagli, le famiglie hanno deciso di continuare la protesta, indicando che le misure adottate non sono ritenute sufficienti.

Qual è stato l’aumento dello stanziamento di risorse della Regione Lombardia per il 2024?

Per il 2024, la Regione Lombardia ha aumentato lo stanziamento di risorse proprie da 10 milioni di euro a 14 milioni di euro, a cui si aggiungono ulteriori 3,5 milioni di euro derivanti da un emendamento approvato durante la discussione del bilancio regionale. Questo incremento finanziario mira a sostenere la rimodulazione dei tagli agli importi destinati ai caregiver familiari.

Perché le associazioni di famiglie continuano la protesta nonostante le modifiche?

Le associazioni di famiglie continuano la protesta nonostante le modifiche perché ritengono le misure adottate insufficienti a soddisfare pienamente le esigenze dei caregiver familiari. Le criticità sottolineate includono la persistenza dei tagli (seppur ridotti), la mancanza di una soluzione strutturale che copra oltre l’anno in corso, l’impatto negativo sulle nuove domande e sulla qualità dei servizi, oltre all’assenza di un dialogo costruttivo per la creazione di un tavolo di lavoro che coinvolga le associazioni nella definizione delle politiche. Questi motivi spingono le associazioni a mobilitarsi ulteriormente per ottenere riconoscimenti e supporti più adeguati per i caregiver.

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