Taglio delle tasse, vediamo chi ci guadagna

Taglio delle tasse, vediamo chi ci guadagna dalla riduzione delle aliquote Irpef e dalla riduzione degli scaglioni: gli industriali protestano, i sindacati pure. Il taglio dovrebbe comunque essere a vantaggio dei redditi compresi fra i 30 e i 55mila euro. Ma non solo...

4' di lettura

Il governo sta per varare il taglio delle tasse, una misura attesa e che prevede la riforma delle aliquote, che dovrebbero ridursi a 4 (erano 5). Il taglio riguarderà in particolare la soglia fissata al 38%: sarà abbassata al 34%, con una serie di modifiche agli scaglioni.

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Se questa ipotesi (come al momento sembra probabile), dovesse essere confermata, il taglio delle tasse sarebbe davvero conveniente soprattutto per i redditi tra 30 e 50mila euro. La cosiddetta classe media.

Taglio delle tasse: per chi?

Con redditi tra 30mila e 50mila euro ci sono 6 milioni di contribuenti

Gli altri sono così suddivisi:

tra i 20 e i 25mila euro: 6,5 milioni di contribuenti;

oltre i 50mila euro: solo il 4% dei contribuenti.

Tutti gli altri hanno redditi inferiori ai 20mila euro l’anno.

Il governo deve decidere come spendere e distribuire gli 8 miliardi di tasse in meno previsti per il 2022.

Come al solito nessuno sarà contento.

A partire da Confindustria, che chiede di aumentare i tagli fino a 13 miliardi.

E la Cgil che ritiene debba essere destinato a lavoratori dipendenti e pensionati.

Taglio delle tasse per imprese e lavoratori

La verità è che il governo sta lavorando a una serie di misure a favore sia delle imprese, sia dei lavoratori.

Per i lavoratori, come abbiamo visto, è prevista:

  • la riduzione delle aliquote Irpef;
  • la revisione degli scaglioni;
  • l’aumento delle detrazioni a vantaggio del ceto medio;
  • una riduzione del prelievo fiscale più consistente per i redditi sotto i 20mila euro (ma decisa anche per i redditi fino a 50mila).

Taglio delle tasse: c’è anche l’Irap

Per le imprese l’intervento più massiccio sarà sull’Irap (l’imposta regionale sulle attività produttive).

Un intervento che potrebbe prendere due strade diverse:

  • il taglio dell’aliquota per tutti, tranne che per le società di capitali;
  • l’aumento della deduzione per le piccole imprese.

Taglio delle tasse: le due misure

Le misure che il governo sembra stia per adottare prevedono:

  • un taglio di sei miliardi per i cittadini;
  • gli altri due miliardi saranno invece stanziati per sostenere le imprese ancora in difficoltà a causa degli effetti della pandemia.

Questi fondi (già previsti nella legge di Bilancio), dovrebbero ridurre il cuneo fiscale (le tasse che pesano sul costo del lavoro) e le aliquote marginali.

E quindi: il primo incide sulle aliquote Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche), in particolare quella del 38% (redditi tra 28mila e 55 mila euro), che dovrebbe scendere al 36%.

È utile ricordare che ogni punto percentuale tagliato costa allo Stato almeno un miliardo.

Il taglio della prima aliquota, quella al 27% per i redditi tra 15mila e 28mila euro, costerebbe anche di più: 2 miliardi.

Taglio delle tasse: per le famiglie che succede

Se tutti gli 8 miliardi a disposizione del governo venissero utilizzati per ridurre il cuneo fiscale sul lavoro si registrerebbe per le famiglia un aumento medio del reddito pari allo 0,71%.

Non è poco. Ma è molto meno rispetto all’altra ipotesi: se quegli 8 miliardi venissero spesi solo per ridurre la pressione fiscale sulle retribuzioni il carico medio fiscale per le famiglie si ridurrebbe rispetto al 2020 dell’1,6%. Più del doppio.

Taglio delle tasse: settimana decisiva

L’esecutivo e i partiti di governo sono chiamati a scegliere. E dovranno farlo in questi giorni. Per molti osservatori questa è la settimana decisiva.

Si sta lavorando su 4, 5 simulazioni. All’esame, appunto, Irpef, detrazioni e Irap.

Taglio delle tasse: le critiche di Confindustria

Sulla questione Confindustria è molto critica. L’associazione degli industriali ritiene che 8 miliardi siano troppo pochi. Ne servirebbero almeno 13 per un taglio consistente sul cuneo fiscale.

Cuneo fiscale, lo ricordiamo, che grava sia sulle imprese, sia sui lavoratori.

Di parere opposto i sindacati, che vorrebbero destinare l’intera riduzione a vantaggio di dipendenti e pensionati. Il motivo è semplice: nella legge di Bilancio sarebbero già molte le misure a favore delle imprese.

Non sarà semplice, ma è indispensabile fare presto. Ricordando sempre un dato: i miliardi stanziati sono 8. Quella è la coperta, ed è corta. Qualcuno resterà al freddo.

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