Tartufo irpino spacciato per umbro: truffa da 2mila euro

Truffa del tartufo a Napoli. Prodotto irpino veniva spacciato per umbro. Ecco come funzionava il raggiro del tartufo scoperto dai carabinieri.

3' di lettura

Spacciato per un tartufo nero pregiato di Norcia quando invece era irpino, proprio della provincia di Avellino. A Napoli i Carabinieri forestali hanno scoperto la truffa messa in campo in un negozio di alimentari a via Marina.

Il tartufo veniva venduto a quasi 2mila euro al chilo. Un bell’affare, di mezzo ci sono finiti degli ignari clienti.

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Una cesta di tartufo nero

Truffa del tartufo

Durante un controllo di routine, i militari dell’Arma dei Carabinieri hanno fatto visita a un negozio di alimentari di via Marina.

Dopo aver visto tra i prodotti esposti i celebri tartufi umbri a ben 1990 euro al chilo, hanno deciso di controllare la documentazione di tracciabilità del prodotto.

I Carabinieri hanno così scoperto che il tartufo in vendita non proveniva dalla lontana Norcia, ma era stato raccolto a pochi chilometri di distanza dalla capitale partenopea, in provincia di Avellino.

Leggendo la documentazione poi, i militari napoletani hanno scoperto anche che la specie di tartufo dichiarata in vendita, era diversa dall’originale.

Il commerciante di Via Marina infatti aveva riportato che il prodotto in vendita era della specie tuber mesentericum mentre realmente era un tuber melanosporum.

Il commerciante è stato denunciato e il prodotto è stato sequestrato dalle forze dell’ordine.

Cosa cambia fra le due specie di tartufo?

Basta conoscere il valore dei due prodotti per capirne già una prima differenza. Il tartufo in vendita era della specie tuber mensentericum (veniva spacciato come tuber melanosprorum) e di norma doveva avere un valore di circa trecento euro al chilo e non di 1990, secondo quanto hanno dichiarato le forze dell’ordine.

Il tuber mensentericum

Scendendo in dettagli un po’ più tecnici, il tuber mensentericum (valore circa 300 euro al chilo ndr) è chiamato anche “tartufo nero ordinario” o “tartufo di Bagnoli”.

Viene prodotto, in natura, sotto querce, carpino, nocciolo e faggio, sue specie arboree simbionti, su suoli ricchi di calcare, negli stessi ambienti del tartufo uncinato, specialmente a quote elevate.

È molto diffuso in Italia e Francia, soprattutto nelle faggete. È considerato tra i tartufi ad aroma più intenso, forte, molto penetrante, che impreziosisce i cibi, in particolare i primi piatti. Per questa sua peculiarità è molto richiesto dall’industria di lavorazione e trasformazione.

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Il Tuber Melanosporum

Il Tuber Melanosporum è anche conosciuto con il nome di “Tartufo Nero Pregiato”. Cresce nei suoli calcarei o calcarei argillosi derivati dalla decomposizione di rocce dell’Era Secondaria e Terziaria con contenuto di argilla non superiore al 40 per cento e con tanti altri elementi naturali e sali minerali in condizione specifiche.

Il Tuber Melanosporum ama il terreno ben areato, permeabile, poroso, sabbioso, anche pietroso, ben soleggiato, raramente a Nord, in pendenza. Ha bisogno di piogge in primavera fino a giugno, temporali in estate, piogge in autunno e poche piogge in inverno.

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