Tassa Covid-19 sugli acquisti: è polemica sugli scontrini

La denuncia delle associazioni di settore.



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Sugli scontrini rilasciati da parrucchieri ed estetisti spunta una tassa che fa urlare allo scandalo. Subito ribattezzata “Tassa Covid-19”, con un aumento da due a quattro euro, dopo l’inizio della Fase due.

La prima denuncia è stata riportata da Il Sole 24 ore, con tanto di foto degli scontrini “incriminati”, ma le segnalazioni si sono moltiplicate a macchia d’olio. Il Codacons ha denunciato un aumento dei prezzi del 25 per cento per taglio di capelli e messe in piega.

Tassa Covid-19 sugli scontrini: dall’estetista kit extra

L’altra “trovata”, per arginare le perdite, riguarda alcuni estetisti che hanno imposto ai clienti, per l’emergenza coronavirus, anche dei kit dal costo extra di almeno dieci euro.

In soldoni, per il Codacons, il costo medio di un taglio è passato dai 20 ai 25 euro, con medie del “+25%”, ma si sono registrati casi di “+66%” sui prezzi.

L’unione nazionale consumatori

L’Unione nazionale consumatori ha detto: “Alcuni centri estetici e parrucchieri avrebbero introdotto un contributo extra, una tassa di solidarietà per le spese aggiuntive, come quelle di sanificazione. Per ora si tratta di singoli casi isolati. Li invitiamo, comunque, a ripensarci spontaneamente. Ci sono, infatti, forti dubbi sulla legittimità di una tale pratica”.

Tassa Covid-19 e non solo: “kit obbligatori” dagli estetisti

Non solo la tassa Covid-19. In Italia si sono diffusi casi di estetisti che hanno imposto ai clienti kit di prevenzione obbligatoria come camici e ciabattine. Gadget che hanno inciso con un aumento dei prezzi.

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