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Tassa sulle caldaie, l’Europa ci ripensa

Tassa sulle caldaie: era stata proposta un anno fa, anche per le famiglie, ma l'inflazione e la guerra hanno cambiato il quadro.

di The Wam

Giugno 2022

Tassa sulle caldaie, l’Europa ci ripensa: era stata approvata lo scorso anno per l’uso dei combustibili fossili. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Quella tassa sulle caldaie, che potrebbe essere estesa anche ai carburanti per automobili (così da incentivare il passaggio all’elettrico) avrebbe dovuto essere uno dei tasselli per la svolta green dell’intero continente.

Tassa sulle caldaie: un muro di no

Un anno dopo, con la guerra a due passi e il conseguente aumento record dei costi dell’energia, è molto probabile che la tassa sulla caldaia resti nel cassetto. Rinviata per tempi migliori.

L’iniziativa della Commissione, con un prelievo aggiuntivo su caldaie, benzina e diesel avrebbe un ulteriore effetto deflagrante sui costi delle bollette. La proposta si appresta dunque a scontrarsi contro un muro di no.

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Tassa sulle caldaie: un anno dopo

Ma del resto quella idea era stata avanzata un anno fa. Nel pieno della fibrillazione per la transizione verde e la preoccupazione per i cambiamenti climatici e l’inquinamento. All’epoca il costo delle materie prime energetiche era sotto controllo, un aumento sarebbe stato dunque gestibile (nettamente inferiore a quello che poi si è registrato). E non spiravano venti di guerra a Est, sul fronte ucraino.

Scopri la pagina dedicata alla guerra in Ucraina e alle sue conseguenze economiche.

È passato un anno ma era un’altra epoca storica.

Tassa sulle caldaie: il voto

Eppure quella proposta (tassa sulle caldaie) arriva ora in parlamento. Gli europedutati dovranno votare otto dei dodici provvedimenti che compongono il cosiddetto Fit For 55, in pratica la serie di interventi che l’Ue intende adottare per limitare del 55% le emissioni di anidride carbonica entro il 2030. L’obiettivo resta il 2050, quando il continente vuole raggiungere la neutralità climatica.

Obiettivo ambizioso, ma che non aveva fatto i conti con eventi imprevedibili.

Tassa sulle caldaie: chi inquina paga

La politica ambientale e di rinnovamento energetico in Europa si basava su un principio fondamentale: chi inquina paga. Tre parole per velocizzare il passaggio a fonti energetiche rinnovabili.

Stop alle caldaie a gas, alternative, costi e bonus

Quel chi inquina paga non era riferito solo al settore industriale ma anche alle famiglie. Nel provvedimento sono stati infatti inclusi anche i trasporti e il riscaldamento delle abitazioni.

Quella tassa sulle caldaie, significava in pratica un “permesso a inquinare”. Del tipo: vuoi continuare a immettere anidride carbonica nell’atmosfera piuttosto che scegliere delle soluzioni meno dannose all’ambiente? Questo diritto ha un costo.

In origine questa misura era indirizzata solo alle industrie, poi si è deciso di estenderla di fatto anche alle famiglie. Il testo dovrà essere approvato in questi giorni nella seduta plenaria dell’Eurocamera.

Tassa sulle caldaie: modifiche sostanziali

Ma è già destinato a essere modificato. I gruppi parlamentari non ritengono sia il momento per imporre una ulteriore stretta che graverebbe su un contesto sociale che è già stato messo in difficoltà dall’inflazione e dall’aumento dei costi dell’energia.

Stop alla vendita delle caldaie a gas

Gli eurodeputati chiederanno delle modifiche sostanziali al testo:

Pannelli solari da balcone: poca spesa, grande risparmio

È dunque passata la linea che impone di «non gravare sui cittadini i costi della transizione energetica».

Tassa sulle caldaie: fondo famiglie a basso reddito

È infatti, tra le altre proposte, c’è anche questa: se e quando sarà approvata la tassa sulle caldaie e sui mezzi di trasporto privati, almeno la metà degli introiti dovrà poi essere versata al Fondo sociale per il clima che si occuperà di stanziare dei contributi economici a vantaggio delle famiglie a basso reddito per rendere sostenibile anche per chi ha un disagio economico la decarbonizzazione.

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