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Lavoro occasionale, quali tasse si pagano?

Quando si parla di tasse sul lavoro occasionale spesso si fa confusione. In quest’articolo spieghiamo nel dettaglio come funziona. Ecco cosa c'è da sapere in fatto di prestazioni occasionali e dichiarazione dei redditi.

di Valerio Pisaniello

Gennaio 2023

Tasse sul lavoro occasionale? Il quadro non è sempre chiaro. Spesso si fa confusione. Ecco cosa c’è da sapere sulle prestazioni occasionali e dichiarazione dei redditi (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Tasse sul lavoro occasionale: la disciplina e chi può usufruire della prestazione occasionale

Tasse sul lavoro occasionale? La prestazione occasionale, introdotta dall’art. 54 bis della legge n.96/2017, è una collaborazione saltuaria e limitata nel tempo che non può eccedere i 5.000 euro nel corso dell’anno solare.

A richiederla possono essere numerosi utilizzatori: i lavoratori autonomi, i liberi professionisti, le Onlus, le imprese agricole, le pubbliche amministrazioni, gli enti locali, le strutture ricettive, le associazioni o le fondazioni.

Fondamentale è che la prestazione occasionale riguardi un’attività sporadica e saltuaria entro i limiti economici previsti dalla legge. Tali limiti sono:

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Quanto si paga di tasse su prestazione occasionale?

Tasse sul lavoro occasionale? Chi effettua una prestazione occasionale, infatti, deve applicare la ritenuta d’acconto, un vero e proprio obbligo, stabilito dalla legge: il soggetto che presta l’opera è tenuto ad applicare una ritenuta del 20% sul lordo percepito.

Tasse sul lavoro occasionale: alcuni esempi

Ma come funziona la dichiarazione dei redditi, per il lavoro autonomo occasionale? E qual è invece il rapporto tra dichiarazione dei redditi e stage?

Se lavori in prestazione occasionale l’unica tassa che devi pagare è la ritenuta d’acconto del 20%. 

La ritenuta d’acconto è un anticipo sulle tasse che viene versato dal cliente al posto tuo e si calcola applicando il 20% al compenso pattuito.

Facciamo un esempio:

Andrea ha svolto un lavoro in prestazione occasionale, dove il compenso lordo pattuito è di 1.000€, ma guadagnerà 200€ in meno rispetto a quanto concordato (1.000€ x 20% = 200€) perché la ritenuta del 20% serve come anticipo al pagamento delle tasse. 

I 200€ vengono trattenuti dal datore di lavoro e versati all’agenzia delle entrate entro il 16 del mese successivo tramite modello F24. 

Se il 16 del mese dovesse essere un sabato o un festivo, la scadenza slitterà al primo giorno feriale.

Se non ti limiti a collaborare occasionalmente con un cliente, ma vuoi avviare una tua attività in proprio devi aprire la Partita Iva, con il vantaggio di non dover più pagare il 20% su ogni prestazione, ma il 15% in regime forfettario, che scende al 5% per i primi 5 anni. 

Per sapere se ti conviene aprire la Partita IVA ti consigliamo di affidarti ad un consulente fiscale, che ti aiuterà a capire se hai le caratteristiche per diventare un lavoratore autonomo. 

Di seguito vai approfondimenti sulla Partita Iva.

Tasse sul lavoro occasionale: come funziona in dichiarazione dei redditi? 

Tasse sul lavoro occasionale? Come compilare la dichiarazione dei redditi per il lavoro autonomo occasionale? A fornire una risposta sono l’articolo 2222 del Codice Civile e l’INPS.

In linea generale, la dichiarazione dei redditi per prestazioni occasionali è dovuta. Tuttavia, esiste un’eccezione: se il soggetto che ha effettuato la prestazione occasionale non ha percepito nell’anno d’imposta ulteriori redditi, e non è possessore di beni immobili diversi dall’abitazione principale, è esonerato dalla presentazione del Modello 730 o del Modello Redditi PF (Persone Fisiche).

Questo, a patto che il reddito da prestazione occasione sia uguale o inferiore ai 4.800 euro lordi. Perché proprio 4.800 euro? Perché l’articolo 13 del DPR n. 917/86 (TUIR) stabilisce che, i prestatori d’opera che effettuano prestazione occasionale, possano detrarre una percentuale decrescente all’aumentare del reddito.

Percentuale, questa, che non è cumulabile con altre detrazioni e non deve essere rapportata al periodo di lavoro. La detrazione fino a 4.800 euro è di 1.104 euro, il che azzera l’IRPEF dovuta.

Tasse sul lavoro occasionale: gli importi
Tasse sul lavoro occasionale: gli importi. Nella foto un professionista seduto a una scrivania.

Tasse sul lavoro occasionale: come compilare la dichiarazione dei redditi 

Anche se sotto i 4.800 euro non è obbligatorio farlo, inserire i redditi da prestazione occasionale nel 730 o nel Modello PF permette di recuperare le ritenute d’acconto.

Chi effettua una prestazione occasionale, infatti, deve applicare la ritenuta d’acconto, un vero e proprio obbligo, stabilito dalla legge: il soggetto che presta l’opera è tenuto ad applicare una ritenuta del 20% sul lordo percepito.

Fino a 4.800 euro l’anno, la ritenuta d’acconto subita non è invece dovuta. Tuttavia, inserendo il reddito da prestazione occasionale in dichiarazione dei redditi, la ritenuta diventa credito d’imposta e può essere utilizzata per compensare il versamento di altre imposte.

Se si superano invece i 4.800 euro di reddito da prestazione occasionale nell’anno solare, oppure insieme ai 4.800 euro (o meno) si sono percepiti altri redditi, la dichiarazione è obbligatoria.

Chi è soggetto al 730, deve inserire i redditi nel quadro D al rigo D5. Nella colonna 1 va inserita la tipologia di reddito (1 per redditi derivanti da attività commerciali, 2 per redditi derivanti da attività di lavoro autonomo), nella colonna 2 i redditi lordi percepiti, nella colonna 3 le eventuali spese sostenute, nella colonna 4 le ritenute d’acconto subite.

Se anziché il 730 si compila il Modello PF, i redditi che derivano dalle prestazioni occasionali vanno inseriti nel quadro RL (“redditi diversi”) al rigo RL15. Nella colonna 1 si andrà ad inserire il reddito mentre nella colonna 2 le spese sostenute. Al rigo RL20 bisognerà invece riportare la somma delle ritenute d’acconto subite.

Tasse sul lavoro occasionale: e se la prestazione occasionale è uno stage? 

Come è necessario comportarsi, invece, se la prestazione occasionale da inserire all’interno della dichiarazione dei redditi è uno stage?

Lo stage, così come le borse di studio, rappresenta un reddito assimilato a quello da lavoro dipendente. A stabilirlo è l’art. 50 del Testo unico delle imposte sui redditi (il cosiddetto “Tuir”).

Ecco dunque che lo stagista deve presentare la dichiarazione dei redditi se il reddito percepito è maggiore a 8.174 euro l’anno. Se invece riceve solo un rimborso spese, oppure un reddito inferiore, non è tenuto ad inserire nel 730 quanto percepito per lo stage.

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