Tasse universitarie, come pagarne di meno

Tasse universitarie, come pagarne di meno approfittando degli sgravi, delle detrazioni, dei bonus e delle agevolazioni offerti dagli atenei.

4' di lettura

Le tasse universitarie possono essere un salasso per alcune famiglie, ma ci sono dei modi per pagare di meno, tutti ovviamente legali.

Si tratta di alcune strade che spesso non vengono percorse o per pigrizia oppure per ignoranza. Ci sono infatti alcune opzioni offerte dagli atenei che agevolano la frequenza per gli studenti in particolari condizioni economiche, di salute o sociali.

In questo articolo faremo una panoramica sui prezzi delle tasse universitarie e su quali siano i modi per pagarne di meno (entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Tasse universitarie, quali sono

Ogni ateneo ha una retta diversa che gli studenti devono sostenere, ma le voci sono pressoché le stesse. Bisogna pagare:

  • Tassa regionale: varia da regione a regione, oscilla dai 120 ai 170 euro;
  • Imposta di bollo: per iscrizione, immatricolazione o altri documenti ufficiali vanno assolte delle imposte di bollo (di solito da 16 euro ognuna);
  • Prima rata di tasse universitarie (varia in base all’ateneo e alla facoltà);
  • Seconda rata di tasse universitarie.

Per le famiglie a questi costi vanno aggiunti quelli del vitto, degli alloggi e dei trasporti. Non c’è da disperare però perché tutto è progressivo in base al reddito familiare, chi ha di meno pagherà di meno.

Tasse Universitarie e ISEE

Tutte le università pubbliche hanno un costo delle iscrizioni progressivo in base al reddito della famiglia dello studente.

La prima cosa da fare è quindi certificare di avere un determinato reddito. Per farlo va prodotta la certificazione ISEE, presso un CAF o autonomamente sul sito dell’INPS.

Questo posiziona lo studente in una fascia di ISEE specifica, che corrisponderà al prezzo giusto da pagare.

Basti pensare che chi ha meno di 8.000 euro di ISEE ed è meritevole talvolta può frequentare il corso studi quasi a costo zero. Chi invece supera i 50.000 euro potrebbe anche pagare fino a 4.000 euro di tasse.

In caso di mancata presentazione ISEE si viene inseriti nella fascia più costosa. È quindi essenziale fare l’ISEE.

Tasse Universitarie e borsa di studio

Una strada molto battuta per abbattere il costo delle tasse è quella di accedere alle borse di studio. Il merito è importante, ma per riceverle quello che più conta è, di solito, il reddito.

Chi ha un ISEE basso quindi, oltre a poter frequentare l’università quasi senza spese, riceverà anche dei soldi sul conto corrente. L’importo varia da università a università.

Al sud si possono ricevere più di duemila euro, al nord si può arrivare quasi al doppio.

Tasse Universitarie: agevolazioni

Quasi tutti gli atenei prevedono sgravi e agevolazioni in base a specifiche caratteristiche economiche e sociali dello studente. Per esempio quasi ovunque c’è uno sconto se due fratelli sono iscritti allo stesso ateneo.

Lo stesso vale per gli invalidi. Chiunque abbia una invalidità superiore al 66% generalmente è esentato dal pagamento delle tasse.

Anche gli studenti lavoratori con basso ISEE sono agevolati. Di solito c’è uno sconto del 30% sull’importo totale.

Senza contare le borse di studio erogate dalle università, ma anche da enti terzi.

Infine, ci sono anche agevolazioni al momento dell’iscrizione. Per la triennale, di solito chi ha avuto il massimo all’esame di maturità viene esentato dal pagamento delle tasse (o del tutto o in parte).

Lo sconto viene fatto anche quando ci si iscrive alla laurea specialistica, se alla triennale ci si è laureati in tempo e con un voto alto (generalmente tra il 108 e il 110L).

Tasse universitarie, come pagarne di meno
Tasse universitarie, come pagarne di meno

Tasse Universitarie: le detrazioni

È possibile detrarre dall’IRPEF le spese fatte per frequentare l’università. La detrazione è valida per il 19% e può essere fatta su libri, materiale didattico, vitto e alloggio (in caso di distanza superiore a 100 km dalla residenza).

Inoltre, le rette per test d’ingresso, triennale, specialistica e master sono anch’esse detraibili al 19%.

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