Telemedicina, Novartis e Prex per “Chiama il tuo cuore”

L'infermiere irpino Emanuel Tomeo, che opera in Veneto ed membro dell'Associazione Nazionale degli infermieri di famiglia e di comunità ha raccontato la sua esperienza come Tutor al centro di un progetto di telemedicinaportato avanti da Novartis e Prex. Un disegno innovativo ma fondamentale per il buon funzionamento di un sistema sanitario a tratti ancora un po' macchinoso.

3' di lettura

In un periodo storico così delicato dove l’emergenza Covid ha ulteriormente ampliato le distanze assistenziali tra professionisti sanitari e milioni di pazienti fragili, è di fondamentale importanza capire cosa è la telemedicina e come può diventare un alleata importante per la salute della popolazione mondiale.

Cos’è la Telemedicina?

Con il termine telemedicina si conia un nuovo approccio assistenziale, che vede nella tecnologia e nella digitalizzazione i pilastri portanti per seguire in maniera olistica lo stato di salute dei pazienti anche a distanza, al domicilio, snellendo in maniera poderosa i costi e i tempi derivati dalla necessità di raggiungere necessariamente un ambulatorio piuttosto che un ospedale.

La televisita effettuata da medici e professionisti sanitari è una branca fondamentale della telemedicina che permette al paziente di essere visitato comodomante presso la propria abitazione mediante ausili tecnologici e non solo.

Gioca naturalmente un ruolo cardine prima di intraprendere tutto ciò, il tempo dedicato all’educazione sanitaria che diventa una mappa comportamentale ad hoc, per abbattere le distanze interpretative dei segni e sintomi clinici e migliorare quindi l’andamento della patologia.

Le altre branche della telemedicina

Termini come teleconsulto e telecomunicazione sanitaria sono altri tasselli che permettono così di avere una collaborazione tra più professionisti che interagiscono a distanza tra loro e con il paziente.

Ma la telemedicina è tanto altro, ed è fondamentale investire in questa branca, specialmente oggi.

Durante l’emergenza sanitaia, si è notata una difficoltà a gestire delle dinamiche diagnostiche e assistenziali che avrebbero trovato risvolti diversi se questo alleato moderno, fosse stato già parte integrante di un sistema sanitario spesso fallace.

Il progetto di Novartis e Prex

È con l’obiettivo di colmare queste lacune e apportare migliorie alla Medicina, che due grandi colossi come Novartis e Prex, in ottica lungimirante decidono di cooperare per un progetto intitolato: “Chiama il tuo cuore“, nato per indirizzare e monitorare i pazienti con Scompenso Cardiaco, una patologia cronica che oggi conta più di 23 milioni di persone nel mondo e più di 1 milione in Italia.

Un lavoro importantissimo svolto da un’equipe multiprofessionale formata da un infermiere (oggi professionista in forte espansione, grazie anche alle varie specializzazioni post universitarie e all’introduzione della figura dell’infermiere di famiglia e comunità) a supporto, in questo caso, di un cardiologo.

Telemedicina
Telemedicina: un’arma importante per il nostro sistema sanitario.

Di cosa si tratta?

Questi professionisti con l’aiuto di un software elaborato per poter classificare il paziente in base al rischio clinico, utilizzano la telemedicina per effettuare controlli domiciliari senza dover entrare a contatto con l’utente, aspetto importantissimo data l’emergenza Covid.

Lavoro impegnativo, che vede il paziente al centro di un percorso di educazione sanitaria volta a monitorare il suo stato di salute. Tutto ciò lo stimola ad adottare stili di vita adeguati e a essere costante nell’attuare alcune raccomandazioni fornite in fase di attivazione del progetto, frutto di linee guida scientifiche internazionali in materia.

Questo progetto permette sicuramente di non far sentire il paziente “abbandonato” alla sua patologia. Inoltre, tramite dei recall telefonici effettuati con programmazione, è possibile inquadrare le criticità che emergono nella quotidianità, proponendo soluzioni adeguate o semplicemente strategie per cooperare con altri membri dell’equipe a fini terapeutici e diagnostici piuttosto che visite ambulatoriali di controllo.

Questo lavoro porta all’attenzione del medico specialista, solo quella fetta di pazienti che necessitano realmente di essere visitati, influendo positivamente sulla qualità di vita e riducendo tempi e costi superflui.

La telemedicina deve essere complementare alla rete assistenziale presente sul territorio e diventare supporto attivo per tutti i professionisti sanitari, in primis medici e infermieri di famiglia, per candidarsi nei prossimi anni come parte integrante e attiva della rete Assistenziale Sanitaria.

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