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Termosifoni, piano Ue per l’inverno: incentivi e risparmi

Termosifoni, piano Ue per l'inverno, incentivi per aziende e famiglie: si punta a ridurre i consumi e superare la crisi energetica.

di The Wam

Luglio 2022

Termosifoni, il piano Ue per il prossimo inverno: verrò chiesto a tutti gli Stati membri di ridurre il consumo di gas. Ma non solo: sarà anche consigliato ai governi di concedere nuovi incentivi per raggiungere questo obiettivo. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

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Un piano, quello europeo, che non prevede distacchi o sospensioni nell’erogazione. Si punta alle fonti di calore alternative e a campagne mirate per il risparmio energetico. In particolare abbassando di un grado il termostato nelle civili abitazioni e riducendo – dove è possibile – il riscaldamento di uffici pubblici, uffici ed edifici commerciali a non più di 19 gradi.

Termosifoni: per un inverno sicuro

La bozza di questo piano è stata definita «Risparmiare gas per un inverno sicuro». Ed è meno austera di quella ipotizzata dal governo italiano, che ha però previsto lo scenario peggiore: il completo stop alle erogazioni del gas russo.

Scopri la pagina dedicata alla guerra in Ucraina e alle sue conseguenze economiche.

Scenario che è al momento probabile, anche considerando le ultime notizie in arrivo da Mosca e il confronto sempre più duro – pure su piano dialettico – con tutti i Paesi dell’Unione Europea.

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Termosifoni: preoccupazione

La bozza Ue sarà presentata dalla Commissione il 20 luglio. Tra qualche giorno.

C’è grande preoccupazione nel continente per quello che potrebbe accadere nel prossimo inverno. Anche per questo si cerca di agire in anticipo, così da ridurre al massimo per famiglie e imprese gli effetti di un eventuale embargo russo del metano.

Termosifoni: incentivi e risparmi

E dunque, l’Ue sta per chiedere di attivare subito:

Termosifoni: piano per le imprese

Un primo passo è stato compiuto in modo autonomo dalle imprese. Con i prezzi alle stelle dell’energia i consumi si sono ridotti del 5% rispetto agli anni precedenti. Non è poco. Ma questa tendenza è solo agli inizi: continuerà fino a quando i prezzi del gas naturale non saranno ritornati normali. (Gas razionato per fare scorte )

Nel settore industriale si punta su misure basate sul mercato per sollecitare la riduzione della domanda. Un modo per ridurre i danni alla società e all’economia.

In pratica – questo si legge nella bozza dell’Unione Europea – si sosterranno le migliori pratiche che dovranno incentivare per le industrie una importante riduzione dei consumi di gas in cambio di una compensazione.

Sarà possibile farlo con aste o gare, che potrebbero essere non solo nazionali, per ottimizzare il risultato anche per quegli Stati membri che hanno meno risorse fiscali.

Termosifoni: coordinamento europeo

I dettagli come accennato saranno comunicati il 20 luglio.

«La situazione – si legge ancora nella bozza – richiede un forte meccanismo di coordinamento per consentire alla Commissione e agli Stati membri di rafforzare ulteriormente la loro cooperazione per affrontare i diversi aspetti della crisi, man mano che si sviluppa. A tal fine, la Commissione propone di utilizzare la piattaforma energetica istituita nell’ambito di REPowerEU e un consolidato gruppo di riunione a livello di direttori generali dell’energia, copresieduto dalla presidenza di turno e dalla Commissione e che fa riferimento alle strutture dell’Ue».

Termosifoni: famiglie

Insomma, l’Ue non resta con le mani in mano in attesa della quasi inevitabile crisi di autunno. Si cerca in tutti i modi di minimizzare le conseguenze per le famiglie e la produzione industriale.

Nel frattempo i governi – compreso quello italiano – stanno mettendo a punto dei piani interni, prefigurando lo scenario peggiore, e organizzando una serie di contromisure che consentano di superare un eventuale inverno privo delle forniture di gas russo.

La prossima stagione fredda sarà quella più delicata. Dal 2023 infatti crescerà l’importazione di energia da altri Paesi, riducendo sempre di più la necessità di avere fonti energetiche da Mosca. A quel punto sarà irrilevante una eventuale chiusura totale delle esportazioni dal Cremlino.

La fase delicata è proprio questa. (Gas razionato dall’autunno per famiglie e imprese )

Gli incentivi dovrebbero servire anche per spingere cittadini e imprese a installare impianti a energia solare o fotovoltaica, che da soli non possono sostituire le tradizionali fonti energetiche, ma consentono di ridurre in modo significativo la dipendenza dall’estero.

Ovviamente in caso di stop completo di importazioni dalla Russia sarà indispensabile rimettere di nuovo in funzione le centrali a carbone che in Italia sono chiuse da anni.

Termosifoni: piano italiano (scenario peggiore)

Ricordiamo che il piano italiano, oltre a prevedere la riduzione delle temperature del riscaldamento, consigliava anche di tenere accesi i caloriferi per meno tempo. In caso di necessità era prevista anche la chiusura dei locali alle 23. Oltre ovviamente a ridurre del 50% l’illuminazione pubblica.

Nel frattempo gli stoccaggi invernali sono pieni al 65%. Per essere più sereni dovrebbero arrivare al 90%, risultato improbabile dopo che Mosca ha dato una nuova importante stretta alle esportazioni di metano.

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