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“È stato bellissimo esordire in Serie A, purtroppo il tempo di tornare a casa e tutto si trasformò in un dramma”. Queste le parole di Giuseppe Stasio, scout dell’As Roma, ex calciatore biancoverde dal 1979 al 1981 e prima ancora dell’Irpinia nel 1978. Il suo esordio nella massima serie avvenne proprio quel maledetto 23 novembre del 1980.

L’abbiamo intervistato e ci ha raccontato gli aneddoti e le emozioni provate allo Stadio Partenio negli anni di massimo splendore dell’Us Avellino: “Arrivai ad Avellino grazia e Sibilia. Mi prese dal settore giovanile del Milan e mi portò a giocare nell’Irpinia. Vincemmo lo scudetto con la Berretti in Serie D. Una grandissima soddisfazione. Giocavo con Cosimo Sibilia, era bravissimo in campo. Siamo stati tra i primi del sud a vincere uno scudetto. Era un grande difensore. Non giocava perché figlio del presidente, entrava in campo proprio per le sue capacità. Quando Antonio Sibilia tornò all’Avellino mi portò con lui.

Avellino Calcio terremoto Irpinia Stasio

Terremoto – “Esordii contro l’Ascoli. Ervamo sul 3-2, ed entrai in campo in un momento delicato della gara al posto di Vignola. Finita la partita andai dall’antidoping, avevo intenzione di andare dai miei genitori a casa per festeggiare. Vivevo a Mercogliano ma quella sera andai a Napoli dai parenti ma quei minuti cambieranno tutti i programmi. Successivamente ebbi modo di giocare contro la Pistoiese e contro il Catanzaro al San Paolo. Il mio esordio passò in secondo piano. Il martedì tornai ad Avellino, o meglio a Mercogliano per andare in ritiro a Montecatini. A Mercogliano dormivo in appartamento con Carnavale. Quello che posso dire è che quel giorno provai due sentimenti opposti: gioia e dolore. Non potevo credere di aver solcato il campo del Partenio con quel pubblico, ma quella scossa cambiò tutto.

Quell’anno partimmo da -5 e i più grandi avevano creato un grande gruppo. Io avevo 20 anni, primo anno in Serie A. Dopo il terremoto il gruppo si cementò ancora di più trainati dai grandi. Di Somma, Giovannone, Cattaneo, Repetto, Massa, loro ti davano sempre una carica incredibile. Quando entrai contro il Pistoia la domenica successiva al terremoto mi diedero fiducia. Fu un anno stupendo sotto l’aspetto sportivo, purtroppo macchiato da un evento drammatico.”

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“La gente si rispecchiava in quella squadra. Eravamo un tutt’uno, l’ambiente era unito, il presidente fece un capolavoro quell’anno. Noi potevamo salvarci con qualche giornata di anticipo ma ci riuscimmo solo contro la Roma, ultima giornata di campionato. Solo con un grande gruppo potevi salvarti quell’anno. C’erano tutti gli ingredienti necessari per far si che ciò accadesse. Vinicio era un grande allenatore, è stata una bella annata. Dopo la salvezza andammo a piedi a Montevergine, fu una giornata meravigliosa.”

Sibilia – “Per me stravedeva. Mi prese dal Milano e mi portò all’Irpinia. Fece un grandissimo settore giovanile e mi volle al suo fianco. Ho un bellissimo ricordo di lui, un grandissimo presidente. Nonostante i tifosi mi conoscano poco, data la mia giovane età all’epoca, io di loro conservo un ricordo bellissimo. Quello stadio ti trascinava in campo. Sembrava quasi che in campo non scendessimo noi ma loro. Giocavamo in superiorità numerica, un pubblico caldo e affezionato. Si era creata un’alchimia che ci dava delle energie incredibili. Ho solo ricordi meravigliosi.”

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