Come salvare il Sud in dieci punti. Altro che terroni…

3' di lettura

Il Sud ha le idee precise. Sa quello che vuole e lo dice in modo chiaro. Nonostante la pioggia di insulti che arriva da alcuni organi di informazione che straparlano di zoo di terroni. Riferendosi sia al nuovo governo, sia ai cittadini meridionali.

Le idee precise sono state sintetizzate nel manifesto di Accadia, al quale hanno aderito già una ventina di comuni. E tra questi anche Ariano Irpino e Trevico.

Accadia è un comune della provincia di Foggia (con molti legami anche storici con l’Irpinia). Lì si è discusso di un “decalogo di idee e proposte per lo sviluppo del Mezzogiorno”. Decalogo che è stato successivamente assemblato dalla Fondazione Salvatore e da “Il Sabato delle Idee”, il pensatoio fondato dallo scienziato Marco Salvatore, che mette insieme da oltre dieci anni alcune delle grandi eccellenze meridionali in campo scientifico, accademico e culturale.

Appello per il Mezzogiorno

“I comuni del Mezzogiorno – ha spiegato Marco Salvatore, presidente della Fondazione Salvatore – sono pieni di storia e di memoria, ma rischiano di svuotarsi sempre di più di giovani e di futuro. Ai ritmi che conosciamo potrebbe non bastare un secolo per allineare il Sud ed il Nord e sappiamo che può essere sufficiente un solo decennio di inerzia per segnare in modo irreversibile il destino del Mezzogiorno. Per queste ragioni chiediamo di sostenere, razionalizzare e sviluppare le idee raccolte nel Manifesto di Accadia che presenteremo anche al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del quale abbiamo apprezzato il grande occhio di riguardo per il Sud e per i suoi rappresentanti che ha ispirato la composizione della sua nuova compagine di governo anche con un impegno specifico sui temi nevralgici dell’innovazione”.

Il manifesto di Accadia

Ma eccoli il decalogo. Il Manifesto di Accadia propone di sostenere, razionalizzare e sviluppare:

1. Le politiche attive per il lavoro

2. L’accesso alle reti informatiche

3. Le misure fiscali utili a incentivare gli investimenti locali ed internazionali

4. La sperimentazione, al fine di ripopolare le aree abbandonate e in un quadro di immigrazione programmata, di nuove forme di integrazione sociale

5. L’intero ciclo formativo, prevedendo anche master e summer school per i giovani che vogliono rimanere, anche sfruttando il grande patrimonio di cultura e tecnologia delle Università del Sud disponibili ad incontrare i territori lontani dai grandi centri urbani

6. La ricerca scientifica con l’istituzione di nuovi presìdi territoriali e la valorizzazione di quelli già esistenti

7. Gli interventi a favore del turismo locale sapendo che in un mondo connesso cresce la domanda di esperienze uniche, ancora possibili dalle nostre parti, e di siti autentici come sono le nostre realtà; quindi la naturale connessione tra il turismo esperienziale e finalizzato ad abbassare i livelli di stress

8. La gastronomia e le produzioni agroalimentari di qualità, caratterizzate dall’essere esempi di vera sostenibilità ambientale e sociale

9. La green economy

10. L’artigianato specializzato

“Una delle basi più solide per costruire il futuro del Mezzogiorno può e deve essere l’economia della conoscenza – spiega Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e vicepresidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane – e l’adesione degli Atenei campani a questo Manifesto vuole essere un messaggio forte per puntare sulle Università e sui centri di ricerca del Sud se si vuole invertire finalmente la rotta di un Paese che viaggia a due diverse velocità. Come dimostra il successo che conseguono altrove, i laureati formati nel Mezzogiorno sono di grande qualità, ma non riescono a trovare sbocchi lavorativi in loco per la povertà del contesto economico. È, quindi, in direzione dello sviluppo locale che bisogna moltiplicare gli sforzi ed elaborare nuove strategie ripartendo proprio dalle idee del Manifesto di Accadia per il futuro del Mezzogiorno”.

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