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Tessera sanitaria senza microchip: visite mediche a rischio

Tessera sanitaria senza microchip, visite mediche a rischio e disagi crescenti per tanti cittadini.

di The Wam

Agosto 2022

Tessera sanitaria senza microchip, visite mediche a rischio e disagi crescenti per tanti cittadini. La situazione è difficile, in tanti non possono più accedere a molti servizi pubblici online, alle visite specialistiche, né utilizzare le piattaforme della pubblica amministrazione con la firma digitale. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

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La tessera sanitaria senza microchip stra alimentando proteste. Non solo dei cittadini, ma anche delle associazioni che rappresentano cliniche e ospedali privati. E le stesse Asl, che sono alle prese con nuove e imprevedibili difficoltà.

Sull’argomento potrebbe interessarti sapere cosa fare se hai perso la tessera sanitaria, come rinnovarla in tre passi se è scaduta e cosa fare se non arriva quella nuova.

Tessera sanitaria senza microchip: Asl e sanità privata

Proprio le Asl denunciano di essere state informate tardi e quindi di non aver avuto il tempo di organizzarsi. La sanità privata sostiene invece che l’inevitabile blocco dei servizi online può ostacolare in modo importante il processo di digitalizzazione della sanità che era stato avviato e che stava portando a una semplificazione e a una velocizzazione dei processi.

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Tessera sanitaria senza microchip: la leggerezza del Ministero

Il ministero dell’Economia è finito sotto accusa per aver adottato con eccessiva leggerezza la decisione di emettere le tessere sanitarie senza microchip. Non ha informato adeguatamente i cittadini e chi opera nel settore, non ha valutato le enormi conseguenze a cascata e non avrebbe provato a trovare altre strade per reperire il materiale necessario alla realizzazione dei circuiti integrati.

Insomma, il ministero ha subito la situazione e non è intervenuto come forse avrebbe dovuto.

È soprattutto la carenza di informazioni che sta alimentando le difficoltà nella gestione dei servizi.

Tessera sanitaria senza microchip: cittadini ignorati

Avvertire prima i cittadini avrebbe consentito a tanti di continuare a utilizzare la vecchia tessera sanitaria (che molti hanno gettato) e permesso di trovare soluzioni meno complicate per continuare a usarla (ora è necessario conoscere il Pin di quella vecchia e attivare una complessa procedura, ma solo se la tessera precedente non è ancora scaduta).

Tessera sanitaria senza microchip: un passo indietro

Si tratta in pratica di un passo indietro per il Servizio Sanitario Nazionale. Una scelta che penalizza un sistema che punta a essere moderno, efficace e digitalizzato.

Ma è andata così. E ora bisogna fare i conti con questa scelta. Che – come detto – sarà pure stata inevitabile, ma avrebbe meritato di essere trattata in modo meno superficiale, proprio per le conseguenze che forse non sono state valutate in modo adeguato.

La questione – lo abbiamo spiegato ieri – è stata causata dalla mancanza di semiconduttori. Un problema che da mesi sta colpendo l’industria e che ora si ripercuote su uno dei punti cardine della pubblica amministrazione.

Senza microchip la tessera sanitaria non è più la Carta nazionale dei servizi, ovvero la card che consente di utilizzare i servizi online della pubblica amministrazione. È solo una tessera, con le tradizionali e poche funzioni.

E pensare che questo accade proprio mentre si stanno investendo miliardi del Pnrr proprio per la digitalizzazione di tutti i servizi. Avere delle tessere sanitarie senza il cuore elettronico complica in modo serio questa evoluzione.

Tessera sanitaria senza microchip: le conseguenze

Ma vediamo cosa comporta l’assenza di microchip nella tessera sanitaria.

In farmacia nessun problema, lì basta il codice a barre. Quindi si possono acquistare farmaci e ottenere le detrazioni.

Tessera sanitaria senza microchip: visite a rischio

Se al contrario bisogna fare qualche visita specialistica è indispensabile inserire la tessera con il microchip per accedere al servizio. Le carte senza circuito integrato non consentono di riconoscere l’utente. La questione diventa paradossalmente più seria in quelle regioni dove la sanità e la pubblica amministrazione sono più avanti con la digitalizzazione (in particolare Lombardia, Emilia Romagna e Veneto).

Ma del resto la carenza di microchip (che è iniziata con la pandemia ed è peggiorata dopo l’inizio della guerra in Ucraina) sta causando anche altri problemi. Non solo rallenta l’assemblaggio delle auto in tutto il mondo. Rischia di riverberarsi anche sui bancomat, le carte di credito e le carte d’identità (Cie).

Insomma tutti gli strumenti che consentono di svolgere delle operazioni online,

La cosa grave è che lo scenario non è destinato a migliorare. Basta un esempio: gli impianti automobilistici in tutto il mondo hanno rallentato o bloccato la produzione di decine di modelli. Alcune fabbriche sono state chiuse.

Tessera sanitaria senza microchip: carte d’identità a rischio

La mancanza di chip mette a rischio anche le nuove carte d’identità digitali. Il documento elettronico memorizza i dati personali e biometrici del titolare (foto e impronte), comprese tutte le informazioni che ne consentono l’identificazione online.

Al momento i Comuni, che in genere impiegano 10 giorni per preparare la carta d’identità digitale, non riescono a quantificare i tempi. Tra un po’, proprio come per la tessera digitale, potrebbero tornare a emettere quella senza circuiti integrati.

Tessera sanitaria senza microchip: visite mediche a rischio

Tessera sanitaria senza microchip: bancomat e carte di credito

E non è finita: a rischio ci sono anche i bancomat e le carte di debito. Già oggi non si riesce a rispondere a tutte le richieste. Basti ricordare un dato: in Europa sono in circolazione 810 milioni di carte di pagamento.

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