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Tetto al prezzo del gas, ora cosa cambia per le famiglie

Tetto al prezzo del gas, ora cosa cambia per le famiglie, ci sarà una diminuzione delle bollette?

di The Wam

Dicembre 2022

Tetto al prezzo del gas, dopo mesi di trattative i ministri Ue dell’Energia hanno raggiunto l’accordo. Ci chiediamo in questo post cosa succede alle famiglie, quali saranno le ricadute concrete di questa decisione. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

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Che incidenza avrà il tetto sul prezzo del gas per le famiglie? Gli esperti sono ancora prudenti. Qualcuno ha dei dubbi, altri preferiscono valutare le conseguenze sul mercato di questa decisione Ue e nell’immediato, con la stagione più fredda, si teme comunque un nuovo aumento delle bollette. Ma ci arriviamo. Vediamo prima come si è giunti a questo provvedimento, cosa ha cambiato subito e se siamo al sicuro da eventuali picchi per il prezzo dell’energia (come quelli della scorsa estate).

Su questo argomento potrebbe interessarti un articolo sul bonus bollette in arrivo, vediamo per chi?; c’è un altro post che riguarda sette società nel mirino per gli aumenti delle bollette, che devono essere sospesi; e in fine, sempre il per il caro bollette, ti spieghiamo come capire se l’aumento è illegittimo.

Tetto al prezzo del gas: l’intesa è stata difficile

Ci sono voluti mesi per arrivare a un punto d’accordo sul tetto al prezzo del gas. Non era semplice. I ventisette Paesi dell’Unione hanno concordato che sarà fissato un limite a 180 euro a megawattora. Scatterà quando si registrano superamenti di quella soglia per tre giorni di fila. Ma non solo, deve verificarsi anche un’altra condizione: la differenza di prezzo con il gas naturale liquefatto non dovrà essere superiore a 35 euro.

Ci sono dunque dei paletti. Il che significa che il tetto non sarà applicato in modo così automatico.

Resta comunque un passo importante. E un piccolo successo per l’Italia che ha intavolato la trattativa con il governo Draghi, quando è stato l’unico Paese a chiedere che venisse imposto un tetto al prezzo del gas.

La misura è stata poi sostenuta anche dall’esecutivo Meloni.

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Tetto al prezzo del gas: quando parte

Il tetto al prezzo del gas parte dal 15 febbraio 2023. Come accennato sarà applicato al concretizzarsi due due condizioni:

Quando si verificano queste condizioni, il tetto sarà attivo per almeno 20 giorni lavorativi.

La decisione dell’Ue è andata oltre la proposta che era stata avanzata dalla Commissione Ue, che era molto più cauta. Infatti aveva previsto:

Insomma, non proprio un tetto.

Tetto al prezzo del gas: gli effetti sui mercati

La decisione dell’Ue ha avuto effetti immediati sui mercati (oltre ad aver sollevato le proteste di Putin).

Nello stesso giorno in cui è stata approvata la norma (19 dicembre), il metano ha chiuso con un calo del 7,6 per cento la sua quotazione alla borsa Ttf di Amsterdam, con un valore di 106 euro al megawattora.

Calo che è continuato anche il giorno dopo (20 dicembre), quando il valore è sceso a 103,75 euro, con un meno 4,4 per cento (ma aveva toccato un minimo del meno 6 per cento). Oggi (21 dicembre), mentre scriviamo, il prezzo del gas è calato ancora: 97,950 euro (-7,738).

Tetto al prezzo del gas: cosa cambia per le famiglie

Come abbiamo detto gli analisti sono prudenti sugli effetti per famiglie e imprese del tetto al prezzo del gas. Bisognerebbe valutare il medio e lungo periodo. In particolare dopo che saranno finiti i sostegni economici dei governi per calmierare i costi delle bollette.

Di certo, così sostiene l’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), le tariffe del gas nell’immediato sono comunque destinate a salire con l’inizio della fase invernale. Lo sapremo presto: tra 15 giorni sarà fissato il prezzo  da conteggiare nelle bollette.

Il tetto è comunque un segnale per i mercati. L’Ue ha detto, in pratica, che non è disposta a pagare qualsiasi prezzo (come è invece accaduto subito dopo l’invasione russa dell’Ucraina). Le oscillazioni dei costi dell’energia potranno dunque essere mitigati.

C’è un dubbio: quella soglia a 180 euro resta un prezzo molto alto rispetto al reale prezzo industriale. Ma è anche vero che trovare un punto di mediazione non è stato semplice, come detto la Commissione aveva proposto una soglia a 270 euro (quasi 100 euro più alta).

Con tutte le salvaguardie che sono state previste (e che vedremo nel prossimo paragrafo), gli esperti ritengono che al momento non è semplice comprendere quali effetti reali avrà il tetto che è stato fissato sull’andamento dei prezzi.

Tetto al prezzo del gas: gli altri dubbi

Ci sono delle clausole di salvaguardia che danno la possibilità di sospendere il tetto al prezzo del gas:

Le condizioni sono dunque molte.

Ma non solo: si rischia anche un contenzioso con i fornitori (in particolare la Russia, ma non solo).

Infatti, nei contratti che sono stati stipulati si fa sempre riferimento all’andamento della borsa Ttf  per decidere il prezzo del gas, non è mai stato incluso un tetto.

Questo lascia intendere che il tetto possa rappresentare una piccola assicurazione, ma non una soluzione definitiva. Meglio dire, un compromesso. A frenare sul tetto è stata soprattutto la Germania: è una delle nazioni più esposte all’importazione e quindi più di altre (anche della stessa Italia) preoccupata di perdere volumi di gas che come conseguenza comporterebbero una frenata o un blocco della sua notevole produzione industriale.

Nell’immagine si abbassa la temperatura del riscaldamento per risparmiare: aiuterà il tetto al prezzo del gas?

Tetto al prezzo del gas: le prossime mosse dell’Ue

La politica energetica europea non si ferma al tetto del gas. Il prossimo passaggio è infatti altrettanto atteso: si vuole disaccoppiare il prezzo dell’elettricità. Cosa vuol dire? Molto semplice, l’energia elettrica prodotta con fonti rinnovabili o con il nucleare (che hanno un prezzo più stabile) non sarà più equiparata a quella che invece viene prodotta con il gas (che ha oscillazioni molto più intense, soprattutto verso l’alto).

I tempi non saranno molto rapidi (c’è sempre da mettere d’accordo 27 Paesi con esigenze diverse). La Commissione Ue ha comunque promesso per marzo la presentazione di una proposta.

Si deve fare in fretta per evitare che l’eventuale risalita dei prezzi del metano abbia poi delle conseguenze sui costi dell’energia elettrica, anche quella prodotta da altre fonti (che magari non hanno subito alcuna oscillazione).

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