Tfr più povero per i dipendenti pubblici

Tfr più povero per i dipendenti pubblici: la svalutazione provoca una stangata per i trattamenti di fine rapporto degli statali. Coinvolti tutti i dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Penalizzazioni che oltre a far ricevere il Tfr in ritardo possono causare un taglio dell'importo fino al 20%.

5' di lettura

Tfr più povero per i dipendenti pubblici: una vera stangata a causa della svalutazione e dell’aumento dei tassi di interesse. A questa congiuntura negativi si aggiungono le rigide regole che determinano la liquidazione dei tfr (trattamento di fine rapporto) e Tfs (trattamento di fine servizio) per i dipendenti statali e di altre pubbliche amministrazioni. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Si questo argomento potrebbe interessarti anche una guida su come chiedere il anticipo il Tfr e un pezzo che ri spiega come rateizzare il tfr non sia legittimo. Abbiamo anche verificato come funziona il tfr con il congedo straordinario 104 e come potrebbero essere più ricche le pensioni con il tfr e la flessibilità in uscita.

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Tfr più povero per i dipendenti pubblici: le ragioni

Le ragioni di questa stangata hanno radici profonde. Ovvero risalgono a 10 anni fa. Come ricorderete con la crisi dello spread (arrivò a sfiorare i 700 punti, da bancarotta), vennero imposti ai cittadini numerosi sacrifici (a partire dalla legge Fornero), molti sono ricaduti proprio su dipendenti pubblici.

Tra questi sacrifici il rinvio di due anni dal pagamento della liquidazione. Due anni, ben inteso, che diventano cinque se il lavoratore ha scelto di anticipare la pensione usufruendo di Quota 100 o Quota 102.

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Tfr più povero per i dipendenti pubblici: come funziona

In pratica funziona in questo modo: chi va in pensione a 67 anni (trattamento di vecchiaia), intasca la prima rata (fino a 50mila euro) dopo 12 mesi. La seconda dopo altri 12.

Se la liquidazione supera 100mila euro l’attesa si prolunga di un altro anno. Ma se la pensione viene anticipata, e si scese a 62 anni con Quota 100, bisogna aspettare di compiere 67 anni per avere diritto alla prima rata del trattamento di fine rapporto o di fine servizio.

Ora, proprio per ridurre questi svantaggi, il primo governo Conte, lo stesso esecutivo che ha approvato Quota 100, ha previsto per i dipendenti la possibilità di accedere a un anticipo bancario a prezzi agevolati. Questa possibilità è stata estesa fino al 2024. Consente di ottenere un prestito fino a 45mila euro con un tasso dello 0,40% più il rendistato (il tasso calcolato sul paniere dei titoli pubblici).

Tfr più povero per i dipendenti pubblici: inflazione

Sembrava una soluzione accettabile per ridurre i tempi di attesa e non rimetterci troppo. Si è rivelato addirittura conveniente fino a quando i tassi si sono mantenuti intorno allo zero o addirittura al di sotto.

Ma adesso il rendistato ha iniziato a crescere. Per un prestito di un anno è mezzo a luglio si è superato l’1%. A due anni e mezzo è di circa l’1,5%.

Per non parlare dell’anticipo bancario, che non si trova al di sotto del 2% di tasso di interesse.

Voi direte: chi può potrebbe aspettare e lasciare i soldi all’Inps. Ve lo diciamo: non è la soluzione. Si rischia di ricevere l’intera somma svalutata tra il 15 e il 20% in conseguenza dell’andamento del caro vita che quest’anno si aggira intorno all’8%.

Tfr più povero per i dipendenti pubblici: la Consulta

Le associazioni di categoria protestano: non è giusto, hanno affermato, che i dipendenti pubblici debbano rimetterci i soldi su Tfr e Tfs. La questione è arrivata davanti alla Corte Costituzionale che nella sentenza numero 159 del 2019 ha chiesto al Parlamento e al governo di rivedere d’urgenza la disciplina. Ma non solo, i giudici avevano anche sollecitato il pagamento del trattamento di fine rapporto almeno ai lavoratori che hanno compiuto i 67 anni.

La sollecitazione della Consulta non ha avuto alcun effetto: tutto è rimasto com’è.

Tfr più povero per i dipendenti pubblici: un furto

La questione non si è comunque chiusa. A settembre sarà di nuovo all’attenzione dei giudici. Per i sindacati si tratta di «un danno economico ingiustificabile in un momento in cui sarebbe necessario aiutare i lavoratori dipendenti alle prese con il caro energia e l’aumento dell’inflazione. Serveuna manovra correttiva immediata».

Altri sindacati si spingono oltre, parlano apertamente di «una vergogna», di un «furto ai danni dei lavoratori, quei soldi appartengono a loro».

Le parti sociali hanno suggerito al governo di utilizzare i soldi non spesi su Quota 100 (che è stata usufruita da poche decine di migliaia di lavoratori) per «chiudere questa parentesi del pagamento ritardato della liquidazione e ristabilire una parità di trattamento tra i dipendenti pubblici e quelli privati».

Tfr più povero per i dipendenti pubblici: i costi

Resta però un problema da risolvere. Non irrilevante: se si calcola una liquidazione media di 70mila euro per dipendente e il pensionamento di 150mila lavoratori l’anno, la spesa per lo Stato si aggira sui 10 miliardi l’anno.

Sarebbe sostenibile in tempi normali, con la situazione attuale e la crisi autunnale che è ormai alle porte, l’impresa sembra davvero complicata.

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