The Jackal: la serie Netflix Generazione 56k merita davvero?

Il gruppo The Jackal approda su Netflix con una serie tv dal titolo Generazione 56K, una storia d’amore e di amicizia ambientata alla fine degli anni Novanta.

5' di lettura

Da gruppo comico che ha fatto ridere gli utenti italiani di YouTube a protagonisti di una nuova comedy targata Netflix. I The Jackal sbarcheranno sulla piattaforma streaming nel 2021 per raccontare come l’avvento di Internet ha cambiato le nostre vite dalla fine degli anni ’90 a oggi. (A questo link tutte le novità su cinema e serie Tv)

La serie si chiamerà Generazione 56K e sarà prodotta da Cattleya (che conosciamo già per altre serie Netflix, Suburra Summertime). Ideata da Francesco Ebbasta, autore e regista del gruppo, la serie sarà scritta dallo stesso Ebbasta e dai colleghi del gruppo The Jackal: Costanza Durante, Laura Grimaldi e Davide Orsini.

Le risprese degli otto episodi della prima stagione hanno preso il via in questi giorni e si svolgeranno tra Roma, Procida e Napoli.

Di cosa parleranno i The Jackal in Generazione 56K?

La serie sarà ambientata ai tempi dell’arrivo di Internet nelle nostre vite. Connessioni altalenanti e curiosità verso le nuove possibilità di comunicazione saranno il fulcro della storia. Così i The Jackal vogliono farsi simbolo di un’intera generazione, quella del modem 56K, appunto.

Al centro della scena due adolescenti (Alfredo Cerrone e Azzurra Iacone) che vivranno il loro rapporto di amicizia fino a all’età adulta quando capiranno di provare sentimenti diversi. 

E mentre i protagonisti fanno i conti con la trasformazione del loro rapporto e dello stravolgimento del mondo della comunicazione, i restanti personaggi porteranno sul piccolo schermo gioie e dolori della giovane età

Gli episodi della serie oscilleranno costantemente tra le due linee temporali, quella degli anni Novanta e quella del presente, per mostrare la storia da due differenti punti di vista.

Cosa possiamo aspettarci dai The Jackal?

Dopo aver conquistato il web con brevi video e sketch comici ed essere sbarcati nello mondo della pubblicità, i The Jackal ci avevano provato prima con una webserie dal titolo Lost in Google e poi con il film Addio fottuti musi verdi

La webserie distribuita su Youtube nel 2011 partiva da un’idea interessante, un viaggio “dentro” la rete, integrando un elemento interattivo. I commenti a ogni episodio, infatti, diventavano battute del successivo.

Nonostante la buona recitazione e le premesse originali, la trama risulta “compressa” a causa di un minutaggio molto ridotto. Lasciando lo spettatore con la sensazione di aver assistito a un collage di scene privo di un approfondimento di temi e personaggi.

Addio fottuti musi verdi dei The Jackal ha sofferto forse delle stesse problematiche. Il primo film non è mai semplice, specialmente se fino a quel momento ci si è basati sulla creazione di brevi scene comiche. Sviluppare personaggi e trama, anche questa volta, si dimostra un tallone d’Achille per il gruppo comico. 

Il dubbio, quindi, è che la serie Generazione 56K possa presentare le stesse debolezze strutturali. I The Jackal in fondo sono famosi per aver rappresentato i classici stereotipi all’italiana in scene divertenti e taglienti. Che vanno dritte a destinazione. Ma questa volta si lanciano in un progetto ben diverso. C’è una trama da sviluppare in 8 episodi della durata (probabilmente) di circa mezz’ora, com’è di prassi per il genere comedy

L’idea alla base della serie non è delle più originali, ma questo potrebbe non essere un problema a patto che le scene siano ben costruite. L’elemento della storia d’amore, tuttavia, potrebbe allontanare il gruppo dai terreni già esplorati. Questo potrebbe penalizzare la buona riuscita del prodotto, esattamente com’era accaduto per il film.

Non ci resta che attendere il 2021 per poter verificare con i nostri occhi se, questa volta, tutti gli ingranaggi riusciranno ad andare al loro posto.

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