TikTok, la decisione del Garante potrebbe cambiare i social

TikTok: la decisione del Garante dopo la morte della bambina di Palermo sulle verifiche per l'età degli utenti non è stata ancora applicata dal social. È una decisione senza precedenti e il Garante ha concesso qualche altro giorno al social cinese per adeguarsi. Potrebbe essere un precedente anche per le altre piattaforme.

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TikTok, il popolare social funziona come sempre, nonostante il provvedimento d’urgenza del Garante della privacy. Non sono ancora stati sospesi gli account per i quali non è stata verificata con certezza l’età degli utenti. E se è vero – come sembra – che sette under 14 su dieci in Italia mentono sull’età al momento dell’iscrizione (dichiarano di essere maggiorenni), il problema per l’applicazione cinese ByteDance è serio. Avrebbe dovuto sospendere, almeno fino al 15 febbraio, quasi tutti gli account italiani (i soli “maggiorenni” sono 9,3 milioni).

La decisione del Garante è stata presa dopo il caso della bambina siciliana morta a dieci anni per aver partecipato a una sfida di soffocamento lanciata sul popolare social (frequentato in particolare da ragazzini e adolescenti).

Non ci sono precedenti

È anche vero che sarebbe stato impensabile immaginare una risposta immediata da parte del social, e lo ha spiegato al Corriere della Sera, Guido Scorza, che è componente del Collegio del Garante.

«Non ci sono precedenti – ha dichiarato -. Diciamo che considerate le difficoltà tecniche è ragionevole che non ci sia stata una reazione immediata, ma se a metà della prossima settimana saremo ancora davanti a una silenziosa inattività o all’assenza di una notifica dovremo prenderne atto».

TikTok, cosa accadrà ora

Difficile stabilire cosa accadrà, proprio perché è una “prima volta”. Ma si dovrà anche dimostrare il legame tra il gesto estremo della bambina (si è soffocata con la cintura dell’accappatoio), e la sfida sul social. Di certo quello che succede in Italia avrà inevitabili ripercussioni anche in altri Paesi europei. Potrebbe costituire un precedente significativo anche per le altre piattaforme social, dove il controllo dei dati anagrafici di fatto non esiste: si può dichiarare qualsiasi cosa quando ci si iscrive.

TikTok ha la possibilità di presentare ricorso a un giudice ordinario. In caso contrario il Garante italiano si confronterà con quello irlandese, dove c’è la sede del social. Dopo si potrebbero adottare dei provvedimenti definitivi, e non solo provvisori. Ma anche imporre delle sanzioni.

Una rivoluzione o una spolverata

Possibile anche che TikTok avvii un dialogo con il Garante, che inserisca restrizioni vere, credibili e concrete sulle registrazioni degli under 16 e sulla base di quelle decisioni iniziare una mediazione.

Sarà tutto da verificare. Ma potrebbe essere una base di partenza per imporre un sistema di verifiche e controlli anche su altri popolari social.

Non si può escludere l’obbligo di fornire i dati dei documenti d’identità. Ma è presto per dirlo. Potrebbe essere l’alba di una rivoluzione copernicana per l’utilizzo dei social o, come è già accaduto, una spolverata che nella sostanza cambia poco o nulla. Vedremo.

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