Torna l’ora solare: aumentano i consumi

Torna l'ora solare: aumentano i consumi, da questa notte (sabato 29 ottobre) lancette indietro di un’ora. Si dormirà un po’ di più, ma farà notte prima. Non è stata adottata la proroga di un mese e per tutto l’anno dell’ora legale per risparmiare energia. Molto probabilmente il governo non ha avuto il tempo necessario per discutere e adottare questo provvedimento.

6' di lettura

Torna l’ora solare, tra questa notte (sabato 29 ottobre) e domani: alle 3 le lancette dell’orologio vanno spostate un’ora indietro. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Torna l’ora solare: quanto si poteva risparmiare
Torna l’ora solare: anticipare l’ora legale
Torna l’ora solare: meno anidride carbonica
Torna l’ora solare: da quando esiste quella legale
Torna l’ora solare: si rinuncia a 147 ore di risparmio
Torna l’ora solare: 2,7 miliardi di euro
Torna l’ora solare: stoccaggi pieni

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In pratica quindi, alle 3 di questa notte saranno le 2. Accade il contrario di marzo, si dorme quindi un’ora in più. Potrebbe essere una buona notizia. Ma ha una conseguenza, si perderà un’ora di luce (farà buio prima) e questo potrebbe comportare un aumento dei consumi di energia.

Proprio per questo nei mesi scorsi numerose associazioni hanno chiesto al governo di lasciare l’ora legale anche nei mesi invernali.

Sull’argomento potrebbe interessarti un post sull’ora legale per 12 mesi, cosa può decidere il governo; e un articolo spiega quanta energia si risparmia con l’ora legale tutto l’anno.

Torna l’ora solare: quanto si poteva risparmiare

Uno studio di Terna, che risale a prima dell’esplosione dei prezzi per gas e luce, ha valutato che l’ora legale per 12 mesi avrebbe portato a un risparmio di 420 milioni di kilowattora di energia elettrica. In pratica il fabbisogno medio di 150mila famiglie. Una città di medie dimensioni.

Una richiesta ufficiale al governo è stata avanzata anche dalla Società italiana di medicina ambientale (Sima). A Draghi è stato proposto di istituire l’ora legale per tutto l’anno. Evitando quindi il tradizionale passaggio. Il motivo è ovviamente lo stesso: il risparmio energetico.

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 Torna l’ora solare: anticipare l’ora legale

L’esecutivo Draghi ha valutato la questione. Ma avrebbe potuto solo prorogare l’ora legale di un mese, così da consentire al governo Meloni di avere più tempo per valutare i pro e i contro di questa scelta. Non è stato possibile: sarà quindi inevitabile il cambio di orario a partire già da questa notte.

Resta comunque la possibilità, se il nuovo esecutivo lo ritenesse, di anticipare il ritorno all’ora legale, introducendola a febbraio e non a marzo. Ma su questo punto si possono fare solo ipotesi. Tutto dipenderà anche dal tipo di inverno che andremo ad affrontare (mite, freddo, molto freddo) e dalla situazione energetica, ovvero da quanto saranno piene le nostre scorte e come si starà delineando la guerra in Ucraina.

Torna l’ora solare: meno anidride carbonica

C’è anche una questione ambientale che non deve essere sottovalutata. L’ora legale oltre a ridurre i consumi, consente di immettere meno anidride carbonica nell’atmosfera. Anche questo è ovvio: con le lancette avanti di 60 minuti (con l’ora legale), si risparmia la luce artificiale per quelle attività – e sono molte – che sono ancora in svolgimento.

Beh, per quest’anno non sarà possibile. Nel caso l’argomento tornerà in discussione nel 2023.

Torna l’ora solare: da quando esiste quella legale

In Italia l’ora legale è stata introdotta la prima volta nel maggio del 1916 (durante la prima guerra mondiale). Eliminata tra il 1921 e il 1939. Reintrodotta durante il secondo conflitto bellico e poi sospesa tra il 1948 e il 1965.

L’Unione Europa l’ha adottata dal 1976, anche se ora molti Paesi, soprattutto quelli nordici, spingono per eliminarla. Infatti Bruxelles nel 2019 ha votato la fine del cambio dell’ora, era previsto nel 202. Ma ha lasciato agli stati membri la libertà di scegliere.

Italia e Francia hanno deciso di continuare con il sistema tradizionale.

La differenza tra i Paesi del Nord e quelli mediterranei è ovvia: le conseguenze sono diverse, dipende infatti dalla vicinanza al Polo Nord (in Norvegia è decisamente poco utile).

La scadenza del 2021 è stata rinviata a causa del Covid. C’è però un problema a lasciare libertà di scelta ai singoli Paesi: si rischia di creare una non irrilevante confusione tra i diversi fusi orari che già ci sono. Anche per questo ogni decisione sulla questione è stata rinviata (del resto, dopo l’emergenza pandemica si è aggiunta quella energetica).

Torna l’ora solare: si rinuncia a 147 ore di risparmio

Per comprendere bene cosa significhi a livello di risparmio energetico l’uso dell’ora legale rispetto a quella solare, c’è un esempio chiaro che è stato esposto dal presidente di Conflavoro Pmi, Roberto Capobianco.

Partendo dal giorno più corto dell’anno, il 21 dicembre. Quando è in vigore l’ora solare, a Roma il tramonto è alle 16,42. In pratica quando molte attività lavorative sono ancora in svolgimento. L’ora solare sposterebbe alle 17,42 il tramonto, regalando un’ora di luce in più con un conseguente risparmio energetico.

Torna l’ora solare: 2,7 miliardi di euro

Il rovescio della medaglia riguarda però la mattina, farà giorno un’ora dopo.

Con l’ora legale anche tra il 30 ottobre e il 26 marzo, si avrebbero dunque 147 ore (l’equivalente dei giorni) di luce in più. Con i costi attuali dell’energia il risparmio sarebbe quantificabile in 2,7 miliardi di euro.

Non si risolverebbe certo il problema, ma quel risparmio, in aggiunta agli altri provvedimenti adottati a livello nazionale ed europeo (compreso il ritardo nell’accensione e l’anticipo nello spegnimento degli impianti per il riscaldamento domestico), avrebbe potuto consentire un superamento più agevole di questo inverno di emergenza.

Torna l’ora solare: aumentano i consumi

Torna l’ora solare: stoccaggi pieni

Ma non solo, avrebbe potuto anche evitare l’introduzione di misure con un maggiore impatto sociale, come la riduzione degli orari di lavoro, l’accensione limitata dalla pubblica illuminazione e, nel caso di vera crisi, il distacco della fornitura per alcune tipologie di imprese.

C’è anche da dire che gli stoccaggi di metano a livello nazionale ed europeo sono pieni e che di conseguenza il prezzo del metano si è ridotto in modo significativo. Tutto lascia intendere che il prossimo inverno dovrebbe scorrere tranquillo a livello energetico. Un possibile problema di rincari potrebbe ripresentarsi a marzo, quando dopo la stagione fredda gli stoccaggi saranno di nuovo vuoti, o quasi.

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